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Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota della “Unione Nazionale dei Consumatori” cosentina

Cosenza. In data odierna è stata inaugurata la sede della neo costituita delegazione per l’area urbana di Cosenza dell’Unione Nazionale Consumatori alla via Panebianco, n. 326 presso lo studio dell’avv. Pierluigi Basile del foro bruzio.

L’Unione Nazionale Consumatori (UNC), indipendente da partiti politici e sindacati, è la prima associazione a tutela dei consumatori in Italia, risalendo la sua fondazione al lontano 1955 ad opera di Vincenzo Dona, riconosciuto pubblicamente come il fondatore del consumerismo italiano.

Già attiva in ambito regionale, con brillanti ed importanti successi ottenuti negli anni soprattutto dalla delegazione di Reggio Calabria facente capo al coordinatore regionale, avv. Saverio Cuoco, la neo delegazione bruzia si propone di perseguire concretamente lo scopo originario ed immutato dell’UNC: la tutela del consumatore e degli utenti.

L’obiettivo è dunque quello di tutelare gli interessi della comunità dell’hinterland bruzio nella fruizione di servizi pubblici e privati per far fronte al notorio squilibrio patito dai consumatori stante la loro perpetua posizione di debolezza negoziale, specie nell’ambito dei servizi di telecomunicazione, radiotelevisivi, assicurativi, bancari, finanziari, energetici e di sicurezza stradale.

Particolare attenzione sarà dedicata al settore dell’e-commerce o degli acquisti online, notevolmente proliferato nell’ultimo decennio e destinato a svilupparsi ancor di più negli anni a venire.

Nondimeno si vigilerà sulla tutela dell’ambiente, dei beni storico-archeologici e paesaggistici e soprattutto sulla sicurezza e sulla salute dei cittadini attraverso la promozione delle risorse naturali offerte dal territorio.

Con l’iscrizione all’associazione si avrà diritto a ricevere assistenza e consulenza legale nell’ambito delle forniture dei servizi di energia elettrica, gas, telefonia, pay-tv, ma anche nel settore della e-commerce, nelle controversie con istituti di credito e finanziari, nelle ipotesi di prodotti difettosi e di vacanze rovinate.

A testimonianza dell’impegno sin qui descritto si richiederà formalmente la concessione di uno spazio per l’apertura di un ulteriore sportello di assistenza ai comuni di Cosenza, di Rende, alla Provincia ed anche all’Università della Calabria per condividere, con l’ausilio delle istituzioni, il percorso volto a favorire una piena tutela dei diritti degli utenti e consumatori, coinvolgendo anche in modo formativo gli studenti.

Per ulteriori informazioni e per il tesseramento si invita la cittadinanza tutta a contattarci a mezzo mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , al fax + 39 0984.17.12.052, su facebook alla pagina “unione nazionale consumatori Cosenza” o a raggiungerci presso la nostra sede.

Si inoltra preghiera alla S.V. di dare informativa di quanto sopra e si ringrazia anticipatamente per lo spazio concesso.

Molti cordiali saluti. Il delegato dell’area urbana di Cosenza          Avv. Pierluigi Basile

Pubblicato in Cosenza

Ormai l’Asp sembra non eserciti più i controlli igienico sanitari sui prodotti in produzione e distribuzione.

E così lo fanno Finanzieri e Carabinieri.

Questa è la più recente.

 

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, hanno effettuato specifici controlli nell’area silana rilevando numerose irregolarità nella conservazione e commercializzazione di prodotti alimentari.

Sono stati infatti sequestrati sette quintali di prodotti alimentari sequestrato e sanzioni per oltre 180 mila euro nei confronti di dieci persone.

I prodotti erano privi di requisiti igienico – sanitari previsti dalla normativa vigente.

Complessivamente sono stati sequestrati 6 quintali di mosto ed oltre600 litri di vino; ma anche un quintale di prodotti alimentari e suini da allevamento.

In generale è emersa la violazione degli obblighi comunitari a tutela del consumatore in quanto i prodotti alimentari venivano commercializzati, omettendo le previste comunicazioni agli Organi di controllo, Regione Calabria e A.S.P. di Cosenza.

 

L’esercizio di una attività imprenditoriale di distribuzione di alimenti infatti, è sottoposto agli obblighi di comunicazione e autorizzazione previsti dalla normativa comunitaria, recepita nel nostro Ordinamento con il Decreto Legislativo n. 193 del 2007.

Si tratta di disposizioni a tutela della sicurezza alimentare che prevedono l’obbligatorio rispetto di un insieme di procedure volte a prevenire le possibili contaminazioni degli alimenti (cd “sistema HACCP” – Hazard-Analysis and Critical Control Points), alla quale si aggiunge la disciplina della tracciabilità ed etichettatura del prodotto, di cui al Decreto Legislativo n. 109 del 1992.

In particolare, l’idoneità igienica dei locali e degli automezzi impiegati costituisce necessario presupposto per la corretta conservazione del prodotto destinato al consumo umano.

Per quanto riguarda l’allevamento di animali, il Decreto Legislativo n. 200 del 2010 prevede specifici obblighi in capo all’allevatore, quali la registrazione presso il Servizio Veterinario costituito nelle sedi delle Aziende Sanitarie Provinciali, l’istituzione di un registro di carico e scarico degli animali detenuti e l’identificazione degli stessi.

Prosegue l’attività del Corpo a tutela del consumatore e degli imprenditori onesti.

Pubblicato in Cosenza

Sul sito del comune di Amantea è pubblicato un avviso tratto dal sito www.centrostudi futura.org con il quale si avvisa che :”Tutti coloro che entro il 28 agosto 2017 hanno presentato domanda per essere ammessi al colloquio in una sessione straordinaria di recupero che sul sito www.centrostudifutura.org è stato pubblicato il calendario delle sedute straordinarie”

Nel calendario si legge che per tutti i progetti che si realizzeranno nella provincia di Cosenza i candidati, muniti di valido documento di identità personale non scaduto, dovranno presentarsi il giorno 31 agosto 2017 alle ore 17.00 presso il Centro studi Futura sede di Cosenza in via Panebianco 229.

In sostanza tutti i candidati dei progetti del servizio civile di Amantea che non hanno effettuato gli esami nel mese di Luglio e che hanno presentato istanza di nuovo esame potranno presentarsi il 31 agosto presso il Centro studi Futura sede di Cosenza in via Panebianco 229 alle ore 17.00.

Pubblicato in Campora San Giovanni

Ma Cosenza è una capitale della droga?

Sembrerebbe dimostrarlo il fatto che mentre la Squadra Mobile di Cosenza metteva a segno sette arresti bloccando un'organizzazione dedita allo spaccio di droga, la Guardia di Finanza, sempre coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, metteva a segno una seconda operazione, applicando un'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari di Cosenza, denominata "Ovuli itineranti" nei confronti di un gruppo di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di usura, spaccio di sostanze stupefacente e furti.

Una operazione che ha portato all’esecuzione di 4 misure cautelari personali e di varie perquisizioni locali, effettuate con l’ausilio delle unità cinofile del Corpo

Ma già nei mesi scorsi erano stati arrestati ( lo scorso mese di marzo), due spacciatori che avevano ingerito ovuli imbottiti di eroina.

Le indagini sono partite da un usuraio appartenente alla malavita cosentina che applicava interessi annuali pari al 120 % della somma prestata usuraie ai danni di una vittima, che versava in condizioni di difficoltà economica.

Le fiamme gialle hanno ricostruito i rapporti d’interesse tra l’usuraio ed altri soggetti dediti principalmente allo spaccio di droga, destinata al consumo locale, ed ai furti di accessori di autoveicoli, rivenduti nel mercato parallelo per occultarne la provenienza.

Gli spacciatori, secondo quanto ricostruito dalla Finanza, per rifornirsi della droga stipulavano accordi preliminari con i fornitori, situati nella zona di Casal di Principe, e incaricavano del trasporto altre persone che ingerivano ovuli contenenti eroina, all’interno del proprio corpo, e ricevevano un compenso solo se la consegna andava a buon fine.

Ad insospettire i finanzieri è stato il comportamento di alcuni individui che si recavano frequentemente nella città di Cosenza, simulando visite di cortesia nei confronti di amici o conoscenti, mentre nei fatti operavano come veri e propri corrieri umani di droga.

Il monitoraggio di questi comportamenti ha permesso di selezionare due uomini, provenienti dalla zona del casertano, che sottoposti ad esami diagnostici risultavano aver ingerito un considerevole quantitativo di “eroina bianca”, caratterizzata dall'elevata purezza, con cui si sarebbero potute realizzate oltre 700 dosi.

Provvidenziale si è rilevato l’arresto di uno dei due soggetti, gravato da precedenti specifici, che aveva programmato, nei giorni immediatamente successivi, l’esecuzione di una rapina in un ufficio postale situato nella provincia di Cosenza.

Le tecniche di trasporto occulto attraverso l'ingestione di ovuli, particolarmente difficile da individuare in occasione dei controlli di polizia, risultano molto pericolose per la salute dei soggetti che le praticano poiché li espongono al rischio di rottura degli ovuli e alla diffusione diretta della sostanza stupefacente nell’organismo.

Pubblicato in Calabria

Erano passate da poco le 07.00 di stamattina quando la Polfer è stata allertata per un pacco sospetto.
Immediato l'intervento degli artificieri per verificare il contenuto del pacco sospetto lasciato lungo i binari della Stazione ferroviaria di Cosenza.

 

Immediato il transennamento della zona

 

Immediato anche la richiesta di intervento degli artificieri della Polizia.

Gli artificieri prontamente intervenuti hanno poi appurato che l'involucro conteneva solo effetti personali.

E’ probabile che sia stato dimenticato da qualche passeggero in transito.

 

Poiché sono tempi difficili in questi casi si ingenera una psicosi collettiva.

E comunque sempre meglio un falso allarme.

 

Foto esclusiva di TirrenoNews

 

Pubblicato in Cosenza

L’uomo ha percepito indebitamente la pensione sociale perché emigrato in America latina.

 

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cosenza ha sequestrato beni per un valore di circa 100.000 euro nei confronti di una persona che, omettendo di comunicare all’I.N.P.S la sua emigrazione in uno Stato estero, ha percepito indebitamente assegni sociali a favore di cittadini in difficoltà economiche che abbiano compiuto 65 anni e siano residenti stabilmente in Italia.

In particolare i Finanzieri, analizzando posizioni sospette, hanno smascherato una persona di fatto emigrata in America Latina che, tuttavia, risultava fittiziamente residente in un Comune dell’Alto Tirreno cosentino.

 

I meticolosi controlli hanno permesso di appurare che il beneficiario degli assegni sociali, al compimento dei 65 anni, era rientrato volutamente in Italia dal Venezuela per richiedere la provvidenza, era restato nel nostro Paese per pochi mesi al fine di acquisire una residenza ad hoc, e aveva presentato all’I.N.P.S. la documentazione occorrente per l’ottenimento del beneficio.

 

Tutto apparentemente in regola, ma raggiunto lo scopo ed ottenuto il riconoscimento dell’assegno sociale, l’uomo è ripartito per l’estero per fare ritorno nel Paese dell’America Latina.

Per tale motivo è stato denunciato all’A.G. per i reati previsti dagli articoli 81 e 640 del Codice Penale (truffa continuata), in quanto di fatto ha aggirato i requisiti richiesti dalla Legge 335/1995 per ricevere specifici contributi erogati dall’I.N.P.S., ossia la dimora effettiva sul territorio nazionale

L’attività investigativa delle Fiamme Gialle ha consentito, innanzitutto, di bloccare l’erogazione indebita ma, soprattutto, ha portato al sequestro preventivo su disposizione del Giudice per le Indagini preliminari, di una serie di beni, di valore equivalente alle somme illecitamente percepite. Sono state sequestrate disponibilità liquide depositate su un conto corrente, una polizza vita nonché un’autovettura di pregio, per un importo complessivo di circa 100.000 euro.

La tutela della spesa pubblica nazionale rappresenta uno dei primari obiettivi della Guardia di Finanza, al fine di consentire la destinazione di risorse alle reali persone che ne necessitano e che hanno i requisiti per l’accesso a tali misure di assistenza.

Pubblicato in Cosenza

Ricordiamo la vicenda.

Nel 2011 la polizia stradale di Cosenza infatti scoprì che numerose società di noleggio avevano la sede proprio nel paese di Panettieri.

 

Scattarono le indagini.

L’accusa, infatti, sostenne che i mezzi non avrebbero avuto i requisiti di sicurezza previsti dalla legge.

Peraltro le imprese interessate all'operazione erano dislocate su tutto il territorio nazionale.

Il sindaco e altri amministratori del Comune patteggiarono la pena.

Il sindaco di Panettieri Salvatore Parrotta accusato di presunti illeciti nel rilascio di licenze di noleggio autobus venne condannato a 1 anno e sei mesi di carcere.

Otto mesi la pena comminata a

-Pasquale Bilotta, dipendente del Comune addetto al rilascio delle licenze autobus;

-al comandante dei vigili urbani di Panettieri, Pietro Paolo Torchia;

-al geometra del Comune, Mario Mancuso, ed

-al responsabile di una cooperativa del settore autotrasporti, Alessandro Tal.

Secondo l'accusa, rappresentata dai pm Giuseppe Cozzolino e Giuseppe Cava, gli amministratori e i funzionari del Comune di Panettieri si sarebbero associati allo scopo di commettere reati di falso in autorizzazioni amministrative, rilasciando licenze di noleggio autobus con conducente senza che ne sussistessero i requisiti previsti dalla legge.

Ieri la sentenza di primo grado per coloro che non avevano scelto il rito abbreviato.

Queste le condanne comminate dal giudice del Tribunale di Cosenza Claudia Pingitore

-Vitala Gentile a 6 mesi di reclusione,

-Antonino Pappalardo e Nicolò Altavilla a 5 mesi di reclusione,

-Pietro Giorgianni a 8 mesi di reclusione,

-Alfio Giusa a 7 mesi e 15 giorni di reclusione,

-Massimo Indorato, Antonio Di Pace, Antonino Liuzzo Sparadritto, Vincenzo Barresi, Antonio Chiappetta, Roberto Carchedi, Vincenzo Curcio, Niccolò Parrinello, Annamaria Chiavello, Antonio Manca, Francesco Martino, Sebastiano Paolo Brancato, Rosaria Grillo, Giuseppe Crescente, Giuseppe Ivan Caruso, Antonino Di Stefano ed Enrico Currenti a 3 mesi di reclusione;

-Giuseppe Federico, Tiziano Andreoli, Sebastiano Finocchiaro, Carmelo Madonia, Salvatore Politi, Caterina Spadaro, Gaetano Russo, Antonio Emmanuele Costantino Rapotez, Paolo Galato, Angela Landro, Salvatore Valastro, Antonio Simili, Ida Leto, Massimo Lucenti, Concetta Maria Rita Carfì, Salvatrice Franchino, Giorgio La Terra, Nunzio Volpe, Salvatore Ippolito e Giuseppe Romano a 3 mesi e 15 giorni di reclusione;

-Giuseppe La Rosa, Carmelo Pennise, Antonino Puleo, Michele Maialino, Antonio Cosma Storniolo e Rosa Giuffrè a 4 mesi di reclusione;

-Giuseppe Ferrara, Sebastiano Corso, Antonio Tripodi e Giovanni Greco a 4 mesi e 15 giorni di reclusione.

Pena sospesa per tutti gli imputati ad eccezione di Antonio Emmanuele Costantino Rapotez, Vincenzo Curcio, Alfio Giusa, Gaetano Russo, Rosa Giuffrè e Nunzio Volpe.

Sono stati prescritti 25 capi d’imputazione.

È stata dichiarata anche la falsità delle licenze, per le quali è stata disposta la confisca.

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La Squadra Mobile cosentina, coordinata dal Sostituto Procuratore, dott.ssa Debora Rizza, della Procura della Repubblica di Catanzaro diretta dal Procuratore Capo Nicola Gratteri e dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Luberto, ha condotto una accurata attività di indagine individuando un cosentino di anni 40, incensurato, che è stato arrestato per il reato di pornografia minorile aggravata

Il cosentino deteneva e divulgava materiale pedopornografìco.

L’indagine ha consentito di rinvenire all'interno dell'abitazione dell'indagato un computer e supporti informatici contenenti video ed immagini di natura pedopornografica.

Sono stati rinvenuti 280.909 file, suddivisi in 3.557 cartelle, per un totale di 360 Giga di materiale con ulteriore specifica in ordine all'età dei minori ritratti.

L’indagato è stato rintracciato ad Alessandria ed è stato arrestato da personale della squadra mobile di Cosenza unitamente a quello di Alessandria e condotto in carcere, a disposizione della competente autorità giudiziaria.

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Quest’anno la marcia dell’orgoglio omosessuale, meglio nota come “Gay pride”, si terrà quest’anno a Cosenza.

La città dei Bruzi, infatti, è location prescelta per il “Calabria pride” del prossimo primo luglio.

A ufficializzarlo è il sito “Pride online” con un’intervista a uno dei compomenti del comitato promotore dell’iniziativa.

Organizzato dai circoli dell’Arcigay calabrese, il “Pride” trae origine dalle rivendicazioni mosse dalla comunità degli omosessuali contro ogni forma di discriminazione e di omofobia.

Quella del prossimo primo luglio sarà la parata conclusiva di una kermesse che, precisano gli organizzatori, avrà inizio già l’otto maggio con un convegno che parlerà di lavoro, «proprio a voler porre in evidenza l’assoluta pluralità delle rivendicazioni che non attraversano la sola sfera dei diritti umani. Ma anche quelle dei diritti civili»

Il Pride di quest'anno non sarà a valenza regionale ma provinciale.

Di conseguenza tutte le info verranno rese note su un'altra pagina ufficiale dedicata al Cosenza Pride che verrà lanciata subito dopo la conferenza stampa che si è svolta oggi 27 aprile alle ore 11,00 presso la Casa delle Culture di Cosenza (Via Bernardino Telesio, 98) - Sala Gullo.

“Dopo tanti anni di desiderio e di attesa faremo il nostro primo Pride provinciale a Cosenza”, queste le parole del presidentessa dell'Eos Arcigay Lavinia Durantini, durante la presentazione del Pride che per la prima volta si terrà nella città bruzia “un territorio fertile e socialmente attivo contro ogni discriminazione”.

Un programma ricco di eventi che dall'8 maggio traghetterà verso l'Onda Pride del 1 luglio.

Il primo appuntamento prevede la partecipazione della senatrice Monica Cirinnà, impegnata nella lotta all'uguaglianza e firmataria della legge sulle unioni civili varata nel 2016.

Le attività punteranno a una battaglia di diritti per tutti.

Alla presentazione dell'evento, moderato dalla giornalista Carla Monteforte, erano presenti oltre a Eos Arcigay capitanato dalla presidentessa Lavinia Durantini, Federico Cerminara (militante queer e coautore del documento) e Gaetano Fazari (portavoce del gruppo comunicazione) e Giovanni Barbierio (comunicazione).

La celebrazione dell’orgoglio Lgbtqi con dibattiti, eventi e parate vede anche la presentazione di un documento politico dove partendo dagli strumenti culturali, passando anche dalla scuola e dai servizi che mancano e dalla prevenzione, si arrivi a superare le discriminazioni puntando anche alla chiarezza delle informazioni.

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Peggio del Far west!

Ma forse solo perché in quel tempo non c’erano le ruspe!

Oggi ci sono ed allora i furti possono essere fatti anche con una ruspa.

La prova nella foto che mostra quello che resta del furto di un bancomat in Via Popilia

Ingenti i danni

Persone al momento non identificate hanno tentato letteralmente di sradicare nella notte il Postamat dall’ufficio postale di via Popilia, a Cosenza utilizzando una pala meccanica, ritrovata davanti la Posta addirittura ancora in moto.

L’incredibile furto in pieno centro è stato compiuto nel corso della notte.

I malviventi avrebbero prelevato del denaro, e non sarebbero scappati a mani vuote come invece si era appreso in un primo momento, dandosi poi alla fuga e facendo perdere le proprie tracce.

L’entità del bottino non è stata ancora quantificata anche perchè le banconote contenute all’interno della macchina bancomat, potrebbero essere state macchiate durante il furto da un dispositivo che, se manomesso, rilascia un liquido colorante.

Sull’episodio indaga la Polizia di Stato della Questura di Cosenza.

Stamattina i dipendenti all’apertura dell’ufficio hanno trovato l’amara sorpresa.

Il bancomat è stato ritrovato sul marciapiede e l’ingresso dell’ufficio postale è andato praticamente andato distrutto.

Sul posto è intervenuta la polizia di Cosenza che ha avviato le indagini e, oltre ad ascoltare i residenti, sta tentando di capire se nella zona ci siano delle telecamere di videosorveglianza che abbiano potuto riprendere qualcosa.

Pubblicato in Cosenza
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