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Il senatore Morra risponde al sindaco e annuncia l’intenzione di rinunciare all’immunità parlamentare. Ma rilancia l’accusa: «È verità storica che a Cosenza alcune aziende abbiano destato l’interesse della Dda». Parenti in affari con la mafia? «Denunci alla magistratura»

«Occhiuto mi ha querelato? Sono qui, ne vedremo delle belle».

La guerra a distanza tra il sindaco di Cosenza e il senatore Nicola Morra si arricchisce di un nuovo capitolo.

Anzi, di un nuovo video, quello postato sul proprio profilo Facebook dal parlamentare del Movimento 5 Stelle, che risponde punto su punto alle accuse e alla denuncia del primo cittadino.

«Ho appreso di essere stato querelato dal sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, in quanto avrei detto alcune cose gravemente lesive della sua immagine.

Peccato che dalle parole dette dal sottoscritto Occhiuto abbia operato una omissione sottraendo una “pare” che altera il senso dell’affermazione da me pronunciata».

Nel video del 5 settembre, infatti, Morra affermava che Occhiuto avrebbe «fatto lavorare, pare, la ‘ndrangheta nei maggiori appalti che si sono realizzati in passato» (qui l’articolo completo).

«Fermo restando che noi del Movimento rinunciamo a tutte le guarentigie, un tempo dette immunità parlamentari, per cui se ho sbagliato, com’è giusto, dovrò rispondere di quanto ho detto – spiega il senatore nel nuovo video –, Occhiuto non si è fermato a questo ma ha fatto intuire che un mio stretto congiunto, lo scrive allusivamente, sarebbe in società con soggetti in odore di mafia.

Ora, giacché lui è sindaco, quindi un pubblico ufficiale, avrebbe il dovere di denunciare e, quanto meno, di esporre fatti alla magistratura che poi dovrà fare le sue valutazioni del caso».

Morra ricorda inoltre che Occhiuto è un «sindaco, se non ricordo male, prescritto, perché a differenza del sottoscritto lui ha già conosciuto le patrie galere per una vicenda che si è conclusa con la prescrizione, quell’istituto che noi vogliamo riformare a breve».

E aggiunge anche «che è verità storica che su Cosenza hanno lavorato aziende che poi hanno destato l’interesse della Dda di Catanzaro e poi hanno ricevuto interdittive antimafia.

Ma non ci sono problemi, io son qua, l’aspetto quando vuole e ne vedremo delle belle».

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All’Annunziata è stato sottoposto a intervento chirurgico.

La presenza del corpo estraneo minacciava di provocare lesioni alle vie respiratorie e digestive

Ingoia una monetina e rischia di soffocare.

 

L’incubo di ogni genitore si è materializzato nei giorni scorsi al Pronto soccorso dell’Ospedale Jazzolino di Vibo Valentia.

Protagonista della disavventura, fortunatamente a lieto fine, un bambino di 4 anni, italiano, figlio di una coppia straniera.

Ad accorgersi che qualcosa non andava, gli stessi genitori, allarmati dal comportamento del bambino che, improvvisamente, aveva smesso di parlare e indicava insistentemente la gola (per come riportato stamane anche sul Quotidiano del sud).

Dopo una prima visita da parte del medico di turno Vincenzo Ruffa, il bimbo è stato condotto in Pediatria dal primario Salvatore Braghò.

A fugare ogni dubbio,l’analisi radiologica la quale ha evidenziato la presenza di una moneta nel tratto superiore dell’esofago.

Il corpo estraneo minacciava di provocare lesioni alle vie respiratorie e digestive.

Per questo, una volta trasferito all’ospedale “Annunziata” di Cosenza in elisoccorso, è stato sottoposto ad intervento chirurgico sotto la guida della dottoressa Aceti.

Al termine dell'intervento, il bambino è stato dichiarato fuori pericolo.

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COSENZA – L’attività di sequestro di questa mattina è la conseguenza di mirate indagini della Polizia municipale ed è frutto di una richiesta di sequestro preventivo, fatta dalla Procura bruzia e concessa dal Gip.

Il distributore di carburanti si trova all’incrocio tra piazza Loreto e via Caloprese.

Al momento dell’arrivo dei vigili era aperto.

Le indagini riguardano la violazione della normativa ambientale (Dlgs 152/2006).

I proprietari del distributore di carburanti sarebbero risultati sprovvisti di qualsiasi tipo di autorizzazione relativo al sistema di raccolta dei reflui da piazzale.

Di conseguenza i Reflui ( olii, benzina… ) erano smaltiti, illecitamente.

I responsabili della struttura pertanto, sono indagati.

Un’indagine importante che vede rafforzare la sinergia tra la Procura di Cosenza, guidata dal dott. Mario Spagnuolo e i vigili urbani per la tutela della città.

La Procura è al lavoro al fine di poter continuare a lavorare per contrastare reati di natura ambientale che vengono compiuti sul territorio cosentino.

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bAR bILOTTI DISTRUTTOAlcuni giorni fa e precisamente il 19 maggio u.s. abbiamo pubblicato su Tirreno News il seguente articolo:- Forte esplosione stanotte a Cosenza. Bar completamente distrutto-. Nella notte del 18 maggio c’era stata una forte esplosione e che aveva devastato il Bilotti Café situato in Via Caloprese in Cosenza nei pressi di Piazza Bilotti ex Piazza Fera. Vi avevamo raccontato che il fortissimo boato aveva svegliato e terrorizzato tutti gli abitanti della zona. Una violenta esplosione, probabilmente una bomba ad alto potenziale posizionata all’interno del locale aveva non solo distrutto il Café ma danneggiato i negozi adiacenti e il fabbricato. Un muro interno era completamente crollato e il portone completamente distrutto. Vi avevamo raccontato che l’esplosione in piena notte, e meno male che in quell’istante nessuno passava per Via Caloprese, aveva creato panico, sconcerto e paura, tanta paura tra la gente cosentina. La gente terrorizzata diceva accorsa numerosa sul posto del vile attentato:-Mamma mia, la mafia si è svegliata!- E si raccomandavano alla Madonna del Pilerio, Santa Patrona della città di Cosenza:- Madonnina bella, pensaci tu-. Per paura di altre bombe e per dare la possibilità alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco di effettuare i rilievi al fine di accertare l’origine dell’esplosione e per mettere al sicuro il caseggiato e gli abitanti della zona, i Vigili Urbani avevano chiuso al traffico l’intera Via Caloprese da Piazza Bilotti e Piazza Loreto, causando gravissimi disagi agli automobilisti. Calcinacci, pietre, mattoni, cucine, frigoriferi, bicchieri, tutte le apparecchiature del bar scaraventate contorte e bruciacchiate fuori dal bar al di là della strada. Ora a quasi due settimane dall’attentato risulta indagato il proprietario del Bar per truffa e danneggiamento. E meno male, non è stata la mafia. Possiamo tirare un sospiro di sollievo. Possiamo benissimo passeggiare liberamente e uscire anche la sera, tempo permettendo. Gli inquirenti appena giunti sul posto si erano insospettiti ed hanno indagato a fondo. Avevano trovato, guarda caso, le chiavi del locale attaccate alla porta. Chi aveva messo la bomba doveva essere per forza chi aveva le chiavi del locale. E chi aveva le chiavi del locale? Il legittimo proprietario. Dunque, per gli inquirenti, il proprietario del locale aveva messo la bomba. I motivi? Ancora non si sanno. Secondo quanto si apprende la Procura della Repubblica di Cosenza ha notificato al titolare del Café Bilotti una informazione di garanzia per i danni arrecati.

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L’ANCRI è l’Associazione Nazionale dei Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana.

Stamattina a Cosenza si è svolta la manifestazione

Alle 9.30 i rappresentanti delle 74 Sezioni Territoriali italiane si sono riunite in piazza Biliotti con il Tricolore e i gonfaloni dell’ACRI di tutte le regioni partecipanti.

E’ seguito lo spostamento a piedi per corso Mazzini, piazza Kennedy, piazza 11 settembre con arrivo in piazza dei Bruzi, sede del Comune di Cosenza.

Alle 11.15 è stata deposta una Corona di Alloro al Monumento ai Caduti in piazza della Vittoria che, per la circostanza, assume una valenza significativa per la ricorrenza del centenario della vittoria della prima guerra mondiale ’15-’18.

Subito dopo, nella piazza antistante il Comune si è tenuta la cerimonia di chiusura del Raduno.

Sono seguiti i saluti istituzionali del Prefetto Gianfranco Tomao, del Questore Giancarlo Conticchio e del Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.

Sono seguiti gli interventi del Presidente dell’Ancri e di altre personalità.

Per noi Francesco Gagliardi che ci ha inviato le foto della giornata.

Eccole.

Per il comune di Amantea il sindaco Mario Pizzino che pur tra tantissimi impegni istituzionali è riuscito a trovare il tempo di essere presente in nome e per conto della città di Amantea.

Copertina libro KoreaRicordi di guerra di un giovane calabrese che ha indossato la divisa dell’U.S.Army, S.N.11301482 e che si trovava ad Ascom City, nel 121° Evacuation Hospital, quando il 27 luglio 1953 a Panmunjon venne firmato l’armistizio tra due Coree.

Ero partito da un piccolo paese della provincia di Cosenza sperduto in mezzo al verde, avevo lasciato una casetta dove ancora l’acqua potabile veniva portata in casa da mia sorella Anna con un barile riempito nella pubblica fontana ed ora invece mi sentivo protagonista della storia mondiale in una terra dove si decidevano i destini dell’umanità. Il passo fatto era enorme, avevo mutato in poco tempo il mio tenore di vita ed avevo imparato per forza e per necessità nuovi modi di agire e di pensare, non fosse altro per non essere stritolato dagli ingranaggi e dalla routine militare. Non potevo morire senza rivedere il paesello natio, le piante di “Nmienzu u largu”, i volti amici, il muro della mia casa dove, bambino, avevo scritto “Vinceremo”, le colline dove avevo visto spuntare tante volte il sole. Già, il ricordo del sole di quelle lunghe giornate d’estate; di quella pace celestiale che regnava ovunque; dei suoni, delle voci, degli odori che salivano al cielo; del battito del martello sull’incudine e della figura di mio cugino, ancora bambino, che tirava il mantice nell’officina del padre; del canto delle cicale, monotono e regolare, che ti accompagnava sempre durante la pennichella pomeridiana. Non potevo morire ed infatti anche per questa volta la fortuna fu dalla mia parte. L’avanzata dei soldati Nord coreani venne fermata dal pronto e miracoloso intervento dei marines. La firma dell’armistizio era imminente e le agenzie “Tass” e “Nuona Cina” precisavano che la linea di demarcazione avrebbe seguito esattamente la linea del fronte, quale essa si sarebbe presentata dodici ore dopo la firma dell’armistizio. Il dramma coreano era entrato nella fase culminante: il vecchio Presidente Sud Coreano Sigman Rhee non accettava le condizioni dell’armistizio ed era disposto a condurre la guerra da solo. Eravamo convinti che la strada per tornare a casa passava necessariamente per Panmunjon ed ogni qual volta apprendevamo che si era riunita la Commissione per l’armistizio, l’America si avvicinava sempre di più. Sul fronte, intanto continuano violenti gli attacchi comunisti. La situazione è critica non solo militarmente, ma anche politicamente e diplomaticamente. Si teme da un momento all’altro un colpo di mano militare da parte del Presidente sud coreano. Syngman Rhee crea dunque nuove complicazioni e la fine della guerra in Korea viene rimandata di giorno in giorno ed intanto altre centinaia di soldati continuano a morire. L’opinione pubblica americana è stanca della tensione psicologica creata dalla lunga guerra in Korea, le madri piangono le perdite dei loro giovani figli morti ammazzati in una terra tanto lontana e sconosciuta, Wall Street rimpiange le spese militari di milioni di dollari sostenute in questi tre anni di guerra ottenendo scarsa soddisfazione e mediocre gloria. I cino nordisti con altoparlanti fanno sapere che la firma dell’armistizio è vicina e che per Natale saremo di ritorno in patria. Non ci credo molto, anche perché nel 1950 il Generale Mac Arthur aveva detto la stessa cosa, così pure il Generale Eisenhower prima di essere eletto Presidente degli Stati Uniti d’America nel 1952. Staremo a vedere. 27 luglio 1953, fine delle ostilità, da mezzanotte non si sparerà più, a Panmunjon viene firmato l’armistizio. E’ la prima buona notizia dopo sette mesi di inferno. Nelle baracche, nelle corsie dell’ospedale si sentono ripetere alcune frasi come:- Abbiamo avuto salva la vita -. – Ritorneremo finalmente a casa -. E’ la pace, è la pace, ma non c’è pace dentro il mio cuore. Immagini della guerra mi ritornano nella mente e rivedo davanti ai miei occhi gli amici che mi hanno lasciato. E’ ancora davanti ai miei occhi il triste spettacolo di uomini e donne, giovani e vecchi, frugare tra le rovine e le macerie alla ricerca di qualche oggetto domestico; il volto dei ragazzi che ti guardano con occhi impauriti e che pietosamente stendono la mano con la speranza di ricevere qualcosa; gli sguardi avviliti delle ragazze che si vendono per un pacchetto di chewing gum ed una tavoletta di cioccolato. Ma soprattutto i volti di migliaia e migliaia di soldati, avviliti, tristi, polverosi, infangati, in marcia lungo le strade e in mezzo alle risaie che vanno verso la morte. E’ impossibile dimenticare tutte queste brutture della guerra. L’inferno finalmente è finito, però porterò con me per sempre vivo il ricordo di questa triste avventura coreana. Cin cin, ragazzi, buona fortuna. Chiudo gli occhi e rivedo la mia casetta, la mia gente, i miei compagni. La giornata è splendida, molto bella, caldissima. Penso sarebbe bello un giorno rivedere i luoghi dove sono nato e ritrovare gli amici di un tempo. Chi troverò.

A luglio del 1961 sono ritornato definitivamente nella mia amata terra di Calabria.

Francesco Gagliardi

Via Guido Dorso,23

87100 Cosenza

Tel.0984-391835

Cell. 3287094710

Pubblicato in Mondo

Cosenza - Palazzo ArnoneLa Galleria Nazionale di Cosenza acquisisce a pieno titolo nelle sue collezioni sei interessanti sculture provenienti dalle collezioni della famiglia Bilotti. L’attività condotta da Angela Acordon, direttrice del Polo Museale della Calabria, e da Domenico Belcastro, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza, ha incrociato la generosa volontà dei fratelli Mario, Edvige, Roberto, Daniela Bilotti, che l’8 marzo 2018 hanno congiuntamente sottoscritto a Palazzo Arnone l’atto di donazione delle opere alla Galleria Nazionale di Cosenza.

Incrementano da oggi il patrimonio del museo, illustrando importanti segmenti dell’arte italiana del Novecento, le seguenti sculture Cavallo e cavaliere con berretto frigio di Giorgio de Chirico, Portatrice di fiaccola di Emilio Greco, Grande maternità di Antonietta Raphael Mafai, Onice e Solida di Pietro Consagra, Gigantea di Mimmo Rotella. Il Polo Museale e la Galleria Nazionale sono particolarmente grati alla famiglia Bilotti anche per aver reso possibile un comune omaggio a Rotella, nell’anno che celebra il centenario della sua nascita, con la presenza dell’opera dell’artista calabrese nelle raccolte museali.  

Le sculture sono già presenti nel museo ed esposte in via definitiva, ad esclusione della “Grande maternità” di Antonietta Raphael Mafai che sarà presentata a conclusione degli interventi di manutenzione e restauro di cui necessita.

La donazione fa seguito alle altre che recentemente hanno concluso il loro iter. Sono infatti entrate a far parte delle collezioni museali anche le opere Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni, donata da Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, e Natura donata dall’artista cosentino Giulio Telarico, già in esposizione rispettivamente nella sezione grafica dedicata all’artista futurista e nella sezione di Arte Contemporanea.

Il Polo Museale e la Galleria Nazionale di Cosenza hanno frattanto avviato le procedure finalizzate all’acquisizione in comodato d’uso gratuito di cinque disegni di Umberto Boccioni provenienti ancora dalle collezioni di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona; i disegni a conclusione dell’iter andranno ulteriormente ad arricchire la sezione grafica dedicata al maestro del Futurismo.

Le acquisizioni portate a felice conclusione e quelle in programma sono frutto di intese e accordi che rientrano fra gli obiettivi che il Polo Museale della Calabria e la Galleria Nazionale si sono posti per promuovere relazioni proficue con il territorio, accrescere, valorizzare il patrimonio d’arte e cultura e favorirne la conoscenza.

Donazioni alla Galleria Nazionale di Cosenza

Cosenza – Palazzo Arnone

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

Direttore: Domenico Belcastro

mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Acordon

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246

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Pubblicato in Cosenza

bracereL’Italia è sotto la morsa del gelo. E’ tornata la neve e i fiocchi bianchi hanno coperto le montagne e le colline della Calabria. Anche Roma si è svegliata sotto la neve. E’ uno spettacolo vedere Piazza San Pietro e il Colosseo sotto la bianca coltre di neve. I turisti sembrano felicissimi. A Torino è stata rinviata la partita di calcio Juventus – Atalanta per impraticabilità del campo, causa una copiosa nevicata prima dell’inizio della gara. Anche il nostro Monte Cocuzzo è bello a vedersi. E’ tutto bianco. La neve tanto attesa dagli amanti dello sci è tornata ad imbiancare tutto il territorio silano. La perturbazione è iniziata la scorsa settimana e secondo i meteorologi proseguirà per alcuni giorni. L’ondata di freddo proveniente dalla Siberia ha iniziato già a farsi sentire anche a Cosenza e dintorni. La temperatura si è abbassata notevolmente di diversi gradi. In alcune località della Sila ha raggiunto i -15 gradi. E la colonnina di mercurio tenderà a scendere ancora. Se la neve e la pioggia sono necessarie per l’agricoltura e per l’approviggionamento idrico, il repentino abbassamento della temperatura potrebbe danneggiare gli ortaggi, ma principalmente gli alberi da frutta che in alcune zone sono già con le gemme gonfie. Le gelate notturne potrebbero causare gravi danni come è capitato a gennaio dello scorso anno. Questa ondata di freddo siberiano di notevole portata ha colpito tutto il territorio nazionale e durerà per molti giorni. A Trieste la bora soffia ad oltre 150 Km all’ora. Dicono gli esperti fino ai primi di marzo e le regioni più colpite saranno quelle del Sud. La circolazione sulle nostre strade è regolare. Necessarie le catene a bordo o pneumatici da neve. Ieri sera siamo stati fermati dalla Polizia di Stato allo svincolo di Falerna ed hanno verificato se nella autovettura ci fossero davvero le catene. Una precauzione che servirà ad evitare i gravi disagi causati lo scorso inverno da alcuni automobilisti imprudenti. Qualche disagio viene segnalato nelle strade interne collinari e silane. Io, che sono una persona anziana, soffro il freddo e sono stato costretto a restare chiuso in casa. Non avendo molto da fare ho preso un vecchio libro in mano, “Cuore”, di Edmondo de Amicis, e ho incominciato a leggere alcune pagine. Ecco cosa scriveva il de Amicis sabato 10 dicembre di tantissimi anni fa quando la neve non faceva tanta paura e non arrecava tanti danni:- Addio passeggiate! Ecco la bella amica dei ragazzi. Ecco la prima neve. Fin da ieri sera vien giù a fiocchi fitti e lunghi come fiori di gelsomino. Era un piacere questa mattina alla scuola vederla venire contro le vetrate e ammantarsi sui davanzali; anche il maestro guardava e si fregava le mani e tutti eran contenti pensando a fare alle palle, e al ghiaccio che verrà dopo, e al focolino di casa. Che bellezza, che festa fu all’uscita! Tutti a scavallar per la strada, gridando e sbracciando, e a pigliare manate di neve e a zampettarci dentro come cagnolini nell’acqua. Tutti i nostri zaini in pochi momenti furono bianchi… Tutti parevano fuori di sé dall’allegrezza… Il calabrese che non aveva mai toccato la neve se ne fece una pallottola e si mise a mangiarla come una pesca. Anche le maestre uscivano dalla scuola di corsa ridendo. Centinaia di ragazze passavano strillando e galoppando su quel tappeto candido… E i maestri e i bidelli gridavano:- A casa, a casa! -, ingoiando i fiocchi di neve e imbiancandosi i baffi e la barba. Ma anch’essi ridevano a quella baldoria di scolari che festeggiavano l’inverno -.

Adesso tutto ciò non può accadere, perché le cose sono cambiate e la società di oggi non è più quella ai tempi di De Amicis, perché appena incominciano a cadere i primi fiocchi di neve i sindaci e i dirigenti scolastici fanno chiudere le scuole. Addio risate! Addio baldorie! Addio palle di neve! E le mamme che invitano i propri figli a stare chiusi in casa perché fuori fa freddo e nevica e potrebbero prendere il raffreddore. Attento che cadi! Guarda dove metti i piedi! Hai indossato i dopo sci? E il cappellino di lana? E il cappotto pesante? E i guanti dove li hai messi? Come cambia il mondo e come cambiano gli usi e i costumi. Non ci sono più scuole sepolte dalla neve, nude e tetre come spelonche, dove i ragazzi soffocano dal fumo e battono i denti dal freddo. E non ci sono più scolari che scendono dalle montagne portando nelle mani sanguinanti di geloni un pezzo di legno per riscaldare la scuola. Altri tempi.

Pubblicato in Italia

Grazie Floide e grazie Bruce

Sono i due cani antidroga che in uno scantinato di via Popilia il popolare e popoloso quartiere della città di Cosenza, hanno rinvenuto 370 grammi di eroina.

Insieme tre bilancini

 

Nell’intercapedine abusiva costruita in uno stabile condominiale sono stati ritrovati anche armi

L’accesso esterno, grande poco più di mezzo metro e di forma rettangolare, era occultato con dei bidoni di latta e altri materiali.

Ora gli agenti di polizia sono al lavoro per capire chi sia il proprietario di un vero e proprio arsenale d’assalto che è stato ritrovato in una palazzina di via Popilia,

Le armi erano perfettamente incellofanate e, secondo l’analisi degli artificieri, funzionanti.

Tra le armi trovate un kalashnikov, una mitragliatrice, un fucile di tipo “doppietta”, un revolver e tre pistole di diverso calibro.

Una di loro è una Beretta con montato un caricatore.

Da contorno 718 munizioni da calibro tarato per le armi sequestrate e un giubbotto antiproiettile leggero.

Non solo Cosenza

A Corigliano gli uomini guidati dal commissario Giuseppe Massaro hanno tratto in arresto due uomini, uno dei quali Daniele Cervino, era già noto alle forze dell’ordine.

Entrambi spacciavano droga nella cittadina ionica.

Il fermo è scattato dopo un lungo appostamento durante il quale i poliziotti hanno notato come l’abitazione usata come punto di smercio fosse particolarmente frequentata.

Fingendosi assuntori hanno provato anche loro ad acquistare la droga ma gli spacciatori carpito il pericolo hanno provato in tutti i modi a sgattaiolare agli uomini di legge.

A nulla è valsa la resistenza, in casa sono stati rinvenute nove dosi di hashish e un bilancino di precisione.

Dice il questore «Dobbiamo continuare con quest’azione di prevenzione.

Controllare la città instaurando con i cittadini un rapporto di fiducia, perché solo in questo modo riusciamo ad evitare che si possano commettere reati, soprattutto quelli gravi.

Un plauso per quest’operazione devo necessariamente rivolgerlo ai due cani, senza di loro non saremmo mai arrivati a trovare il nascondiglio e deposito delle armi».

Pubblicato in Cosenza

le-iene-showDomenica 7 gennaio u.s. due inviate della trasmissione di Italia 1 “Le Iene” erano a San Vincenzo La Costa, paesino in provincia di Cosenza, per intervistare il Parroco del paese perché volevano indagare su una presunta relazione del Parroco con una donna del posto. Il sacerdote si era fatto regolarmente intervistare in sagrestia dopo aver celebrato la Messa dall’inviata delle “Iene” Valeria Castellana, anche lei calabrese, nativa di Cosenza. Aveva risposto a tutte le sue domande. All’uscita dalla sagrestia, però, trovarono alcune persone che le stavano aspettando e con fare minaccioso, secondo quanto hanno riferito poi le dirette interessate, incominciarono a colpirle con calci, pugni, schiaffi. Gli aggressori si è poi saputo erano alcuni parenti del sacerdote che evidentemente non avevano gradito la presenza delle “Iene” e cercavano di impedire di mandare in onda l’intervista distruggendo la telecamera. Il sacerdote non è intervenuto, se ne è stato in disparte. Anziché fermare gli aggressori incominciò ad inveire contro le due inviate e li invitava a strappare la telecamera e distruggere il rollino. Questo è quanto raccontato dalle due inviate. Per questo episodio di intolleranza il Parroco ha subito chiesto le dimissioni all’Arcivescovo della Diocesi di Cosenza la cui parrocchia dipende motivandole con queste parole:- Lascio l’incarico perché si possa fare luce e chiarezza sulle vicende accadute, confidando nel regolare corso della giustizia -. Mons. Nolé ha accettato le dimissioni del parroco e nominato amministrativo parrocchiale Don Francesco Castiglione. Mons. Nolé ha condannato ogni forma di violenza, fisica, verbale e morale, e ha espresso solidarietà e vicinanza al Parroco, ai suoi genitori e a tutta la comunità di San Vincenzo La Costa. L’aggressione delle “Iene” e le dimissioni del Parroco hanno sollevato un enorme polverone nella comunità religiosa di questo paesello. L’Inviata delle “Iene” Sig.na Valeria intervistata da Radio Libera Bisignano (RLB) ha raccontato i fatti e ha affermato che lei non voleva in alcun modo rivelare il paese in cui aveva realizzato l’intervista e il nome del parroco per la presunta relazione con una donna del luogo. Non si aspettava l’aggressione perché non aveva nessuna intenzione di criminalizzare la comunità di San Vincenzo perché questi fatti possano accadere dovunque. Dopo l’aggressione ha ricevuto sostegno da tutti, amici, conoscenti, giornalisti e dalla sua città natale che è Cosenza. Tutti le hanno dimostrato vicinanza. Si è rammaricata perché non ha sentito una parola dai vertici della chiesa cosentina. Due sono le denunce per l’avvenuta aggressione. Della vicenda se ne sta occupando la Procura di Cosenza.

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