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ASSESTIAMO LA CITTA' - Questo il nome della conferenza stampa organizzata dal Movimento 5 Stelle, che lancia ufficialmente la campagna elettorale per il Comune di Amantea.

 

“Assestiamo la città” è il titolo della conferenza stampa con cui la candidata sindaco di Amantea (Cs) del Movimento 5 stelle, Francesca Menichino, presenta la lista, gli obiettivi e le prospettive di governo.

 

L'appuntamento con i giornalisti si terrà sabato 20 maggio, alle ore 18 nella centrale piazza Calavecchia.

Menichino annuncia di indicare da subito il nome del futuro assessore al Bilancio e poi l'intera giunta prima del termine della campagna elettorale,«come atto dovuto alla comunità e come prova di una futura gestione credibile, affidabile e nemica degli “accorduni” degli altri candidati».

 

«Il dissesto – aggiunge Menichino – di 48milioni, che probabilmente saranno di più, si deve a responsabilità politiche di Franco La Rupa, Tommaso Signorelli, Monica Sabatino e tutti i soliti nomi ancora presenti nelle liste, appartenenti a un unico sistema politico e ora intenzionati, direttamente o per vie traverse, a restare a galla per completare l'opera di affossamento del municipio.

 

Costoro ci hanno consegnato un'eredità pesantissima, un avvenire difficile e faticoso».

«Per questo – conclude Menichino – è fondamentale tagliare ogni ponte con politici e personaggi che hanno dissanguato Amantea.

Dobbiamo fermare l'emigrazione, soprattutto dei più giovani.

Per colpa dei vecchi noti ci attendono tempi durissimi, che potremo affrontare con una sana compartecipazione dei cittadini al governo, ma soltanto garantendo indipendenza e trasparenza».

portoIl TAR Calabria, con sentenza n.763/2017 depositata oggi, ha annullato l’avviso di pagamento emesso dall’Agenzia del Demanio, con cui era stato richiesto il pagamento della somma di ben 4.058.302,37 € al Comune di Amantea, per occupazione di suolo demaniale marittimo, relativamente al porto turistico di Campora San Giovanni già oggetto di sequestro penale ad istanza della Procura della Repubblica di Paola, e di successivo provvedimento di dissequestro disposto dal Tribunale della Libertà di Cosenza e poi confermato anche dalla Suprema Corte di Cassazione. 

 

In particolare, il TAR Calabria, accogliendo le tesi dell’avvocato Nicola Carratelli, lo stesso legale che, su incarico dell'allora sindaco Monica Sabatino, aveva difeso il Comune di Amantea per ottenere il dissequestro dell’area portuale, ha annullato l’avviso di pagamento sul presupposto che l’occupazione della predetta area non poteva ritenersi abusiva, per come erroneamente ritenuto dall’Agenzia del Demanio, che aveva sostenuto  che l’occupazione dell’area demaniale nell’ambito della zona portuale, avvenisse dal 1998, senza valido titolo.

 

Nel corso del giudizio dinanzi TAR l’avvocato Nicola Carratelli ha evidenziato come il Comune di Amantea ebbe ad adottare valide e legittime concessioni demaniali per l’uso della struttura portuale, con previsione ed indicazione dei relativi canoni, in conformità alla normativa in materia, sicché non poteva trattarsi di occupazione abusiva, e tale tesi è stata pienamente recepita dai giudici amministrativi.

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria evita, dunque, al Comune di Amantea di subire un gravissimo nocumento patrimoniale che avrebbe ulteriormente pregiudicato la già precaria situazione finanziaria dell’Ente.

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“Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù” , si legge ne "L'assiuolo" di Pascoli.

 

Lo stesso negativo presagio che si coglie ancor nella poesia di Fabrizio Bregoli “Nella tempesta” quando si legge “Cupi presagi ad oriente, schiera di nere nubi raccolte, fatue flotte di spettri.

Scroscia la pioggia, dirompente sui tetti tentenna, poi tace. Eco di lampo fonde terra e cielo.

Grido disperato di tuono svanisce lontano”.

Sensazioni, presagi o, se volete, intuizioni.

Sembra che intense nubi nere stiano per giungere ad Amantea, inseguendosi l’un l’altra, e ,man mano addensandosi ed incupendosi, vibrando di forti tuoni che le scuotono mentre orribili lampi le squarciano mostrando il loro passato ed il loro futuro.

E gli uomini amanteani con la testa rivolta verso nord sembrano sostare in attesa della pioggia o forse della grandine.

Sanno che la pioggia, o grandine che sia, non farà male, od almeno non dovrebbe farne, anzi bagnerà i campi, laverà le strade portando a mare di tutto.

Temono solo il rumore dei tuoni, quello che impaurisce come il suono delle sirene della Polizia e dei Carabinieri, ed ancora più come quelle della guerra che anticipano gli attacchi aerei o navali.

E temono ancora più i lampi dirompenti e terrificanti che possono uccidere, e che da sempre impauriscono ancora oggi come impaurivano i nostri avi nascosti nelle caverne senza difese, lasciandoli scossi e paurosi nel silenzio successivo.

Sono state presentate le liste elettorali e fra un mese ci saranno le elezioni.

 

La prima parte delle competizioni successive alla caduta anticipata della giunta Sabatino si è compiuta come un disegno fatto di immagini e colori, non tutti chiari, qualcuno è sopravvissuto, qualcuno non ha avuto futuro.

Il passato non dimentica.

L’approssimazione e gli errori riemergono prepotenti dal fondo nel quale sono caduti ed ora che stanno per venire fuori non sappiamo che botto faranno e soprattutto quanti ne trascineranno dal fango del fondale.

Uno, due , tre ?

E quanti politici?

Uno, due , tre ?

 

Forse uno solo. Forse presente anche nelle recenti liste consegnate oggi 13 maggio.

Magari senza colpe o grandi colpe, magari con responsabilità molto minori di chi lo ha trascinato giù , sul fondo buio.

Difficile che le nubi ancora una volta, con complicità o meno, passino sulle cose di Amantea e sugli uomini di Amantea come avvenuto troppo spesso ed ingiustificatamente

Vedremo cosa deciderà il GIP.

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Riceviamo e pubblichiamo:

“Sembrava una lontana profezia, riconducibile alla capacità divinatoria di pochi eletti eppure è vero. La nostra previsione era esatta:

 

Eppure tre anni fa ci avevano tacciato di diffondere previsioni sbagliate e la politica della poltrona aveva continuato a diffondere proclami e a costruire disastro.  

Per anni si sono messi a bilancio entrate virtuali (impossibili da riscuotere) e creata cultura dello sperpero del denaro pubblico, come se mai nessuno dovesse pagare.

Una gestione allegramente demenziale che arriva da previsioni sbagliate, da spese fuori controllo, da pletore di consulenti, da laute mance elettorali, da clientele neanche troppo nascoste, da spese correnti per stipendi, luce, acqua, telefoni, da incapacità di esigere crediti, far pagare tasse e servizi, dal costo per mutui contratti per opere pubbliche di dubbia o nulla utilità, dal ricorso continuo e massivo ad anticipazioni di cassa con aggravio di costi e interessi, da un contenzioso crescente fatto solo per rimandare spese dovute, ecc ecc ecc.

 

Eppure ancora oggi l’irresponsabilità della stessa politica che ha portato l’Ente a questo stato di cose, tenta di sminuire la portata del disastro, presentando il dissesto come un ostacolo facile da superare, o ancora peggio come fosse colpa di tutti e quindi di nessuno.

Ma mentre la giustizia farà il suo corso, questa politica dovrà spiegare ai cittadini contribuenti che pagheranno l’aliquota massima di Imu, Tasi e Tari, che anche pagando, i servizi saranno tagliati.

 

E nonostante lo “sversamento” di responsabilità e di giustificazioni le conseguenze del disastro non saranno evitabili.

Il dissesto ha un cammino delineato dalla Legge, che lascia poco spazio a giochi di prestigio, e che è anche difficile da sintetizzare per le misure eccezionali che la Legge impone:

Chi avanza soldi dal Comune non potrà intraprendere azioni esecutive, i pignoramenti non potranno essere eseguiti, e i debiti non pagati non produrranno interessi; non si possono contrarre nuovi mutui ( MENO MALE...neanche per opere urgenti...)

Non si possono impegnare per ciascun intervento somme superiori a quelle previste nell’ultimo bilancio approvato (sempre nei limiti delle entrate accertate); i pagamenti non possono superare il limite di un dodicesimo delle somme impegnabili;le imposte e tasse locali vengono innalzate al limite massimo consentito (DA NOI ANCORA NON RAGGIUNTO) e mantenute per ben cinque anni.

La tassa sui rifiuti dovrà, essere modulata in modo da coprire integralmente i costi di gestione del servizio, e così anche l’acqua

Risparmi forzati sulla spesa corrente, sui servizi, sulla manutenzione delle strade, sugli asili, sull'illuminazione, sul personale negli uffici, meno scuolabus, meno servizi sociali, meno acquisti di libri per la biblioteca.

Addizionale Irpef all'aliquota massima consentita.

Aumento delle rette della mensa scolastica e di quelle dell'asilo.

 

Lacrime e sangue, dunque, che dovranno patire i cittadini costretti a pagare anche debiti che si accumulano sulla testa di ogni cittadino da qui a trent'anni.

Inoltre dalla procedura di dissesto potrebbero scaturire esuberi di personale che dovrà essere posto in mobilità.

E chissà cosa accadrà al personale delle Cooperative Sociali e a quei lavoratori che anche prestando opera per il Comune per anni, non sono mai stati stabilizzati.

Non sappiamo se le previsioni della legge rispetto alle incandidabilità degli amministratori riconosciuti colpevoli del dissesto potrà ripagare la Città del danno subito.

Certo è che gli accadimenti di queste ultime settimane che precedono la formazione delle liste non lasciano presagire nulla di buono; i metodi sono sempre gli stessi e questo certo non fa ben sperare.

 

Di tutto si parla nella caccia al candidato, tranne che della Città e di quello che si potrà e dovrà fare. Per convincere chiunque a candidarsi, gli astanti proclamano il certo successo della loro lista, senza preoccuparsi minimamente della sorte della nostra Città, e senza spiegare ai futuri consiglieri quali saranno le loro responsabilità.

Come al solito si pensa a come poter vincere ma non si pensa assolutamente ad amministrare.

Anche i buoni propositi e le spinte ideali proclamate dal partito locale, sono state sacrificate all’altare del volere degli onorevoli vacanzieri...che potranno così esibire nei loro congressi qualche consigliere comunale da inserire nella propria corrente...per poi ottenere incarichi e prebende.

In questo panorama desolante è assolutamente escluso il nostro impegno diretto nella competizione elettorale, mentre assicuriamo alla Città e a chi vorrà spendersi in maniera disinteressata per la collettività il nostro impegno nel continuare a costruire una indispensabile cultura che possa far crescere responsabilità politico amministrativa e spirito di servizio, di cui Amantea ha bisogno per poter guardare con fiducia e speranza al futuro

Amantea 7 Maggio 2017                              

Associazione di impegno Sociale Politico Culturale

                                                     “Insieme Costruiamo...Bene Comune”

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perdere-soldi-col-forexIl Commissario Straordinario del Comune di Amantea (CS) ha deliberato, in data 28 aprile 2017, il dissesto finanziario dell’Ente.

 

Il ricorso allo strumento previsto dall’art. 244 del TUEL si è reso necessario in considerazione della gravissima situazione finanziaria, derivante dalla presenza di una consistente massa debitoria, pari ad €. 24.873.451,51, di cui 14.745.786,22 fuori bilancio, nonché dall’accertato squilibrio finanziario.

La gestione finanziaria è stata oggetto di verifica da parte della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti che, in relazione ai rendiconti 2012/2014, ha segnalato varie criticità.

 

I rilievi formulati dalla Corte hanno posto in luce la gravissima situazione finanziaria, evidenziando, in particolare, da un lato, il costante deficit di cassa e, dall’altro, la scarsa capacità dell’Ente di recupero e di riscossione dei tributi comunali.

Invero, si è avuto modo di constatare che a fronte di accertamenti per recupero di evasione sempre crescenti, si sono registrati incassi irrisori.

La circostanza, in mancanza di adeguati atti giustificativi, ha evidenziato, così come rilevato dalla Corte dei Conti, una reiterata sopravvalutazione degli accertamenti e una costante formazione di residui attivi difficilmente esigibili, con conseguenze sull’attendibilità dei risultati finanziari.

La cronica mancanza di liquidità, inoltre, non consente all’Ente di garantire il pagamento nemmeno dei gestori dei servizi essenziali (Sorical, Enel, Telecom, società di gestione dei rifiuti ecc.) con il concreto rischio di blocco degli stessi.

L’inadeguatezza di un sistema di rilevazione dei fatti di gestione ha reso difficoltosa una puntuale verifica della situazione debitoria. Tuttavia grazie all’attività condotta congiuntamente al revisore dei conti è stato possibile ricostruire la massa debitoria.

Tale complesso debitorio, è riferito solo ad alcuni macro aggregati per servizi (a titolo d’esempio energia elettrica - depurazione - fornitura idrica servizi telefonici e canoni demaniali, raccolta e smaltimento rsu) e lascia fuori ulteriori, eventuali debiti non previsti in bilancio nei confronti di privati.

 

Dal punto di vista delle entrate la situazione presenta anch’essa gravi criticità che, come già sottolineato, fanno ritenere non attendili alcuni dei residui attivi presenti in bilancio

A ciò si aggiunge la cronica difficoltà dell’Ente a riscuotere i propri tributi. . In effetti le riscossioni, a tutto il 31.12.2016 dei residui attivi iscritti a bilancio presentano un valore al di sotto del 30%.

A solo titolo d’esempio, a fronte dei circa 4.500.000 metri cubi di acqua forniti dalla Sorical, la fatturazione ai cittadini ne ha coperto circa 800.000 e, solo negli ultimi periodi, aumentati a circa 1.600.000.

La situazione di grave e perdurante squilibrio finanziario, non sanabile sicuramente con le ordinarie misure di cui agli artt.193 e 194 TUEL, è tale da far ritenere non possibile il ricorso ad un piano di rientro ai sensi dell’articolo 243 bis del Tuel (piano di riequilibrio): mancano, infatti, attendibili fonti d’entrata per far fronte al pagamento dei consistenti debiti.

La scelta della procedura di dissesto si è imposta pertanto come scelta vincolata proprio in ragione della verificata impossibilità di ripristinare gli equilibri di bilancio con gli ordinari mezzi previsti dalla legge.

 

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La Multiservizi ha smesso di effettuare il servizio di raccolta della spazzatura del comune di Amantea.

Lo ha fatto dopo aver provato a farsi pagare il forte credito, un pagamento necessario per onorare i debiti verso il personale e verso l’Inps.

 

Un pagamento necessario anche per pagare la manutenzione dei mezzi addetti alla raccolta, l’olio ed il carburante.

Un debito elevato, pari al 31 dicembre 2016 ad euro 1.618.137,72 oltre interessi moratori.

Un debito certificato dai revisori dei conti della Multiservizi che ha inviato una pec al commissario Colosimo in data 24 aprile 2017.

Scrive inoltre il revisore dr Smeraldo che non si tratta di un sollecito ma solo la conferma delle risultanze contabili.

A fronte di questo debito la Multiservizi aveva preannunciato l’intenzione di lasciare il servizio risolvendo il contratto a decorrere dal 9 febbraio 2017 per inadempimento contrattuale

 

La commissione prefettizia( Dottoressa Greco) però assumeva impegno di onorare i debiti pregressi ed anche di pagare alla Multiservizi una quota dei debiti pregressi oltre le mensilità del 2017 man mano che maturavano .

 

Entro il 31 marzo dovevano, quindi, essere corrisposti 220.430,10 euro per i debiti pregressi e 349 980, 24 per i servizi del corrente anno.

Un totale, quindi, di 570.410,34 euro.

 

Invece i pagamenti alla data del 26 aprile ammontavano a 106.250,00 euro e 62.083,11 euro per un totale di 168,333,11

La conclusione è che alla data del 31 marzo il debito pregresso di 1.618.137,72 euro è cresciuto di 181.547, 11 euro

Un totale quindi di euro 1.799.684,85 ai quali occorre aggiungere il mese di aprile

Siamo ad oltre 1.900.000 euro oltre interessi moratori

Allora la domanda da porsi è questa: dove finiscono i soldi dei tributi comunali?

E c’è qualcuno che contesta ( a parole) questi debiti

 

Vero che si tratta di chi mentiva anche sul brillate risultato che Amantea e la Multiservizi avevano ottenuto raggiungendo il 65 % di raccolta differenziata e quindi risparmiando centinaia di miglia di euro di diritti di sversamento misteriosamente scomparsi e divorati dal bilancio comunale!

Quando Amantea potrà sapere la verità?

Quando Amantea potrà avere l’elenco pubblico degli iscritti nei ruoli per contribuire ad una vera ed effettiva lotta alla evasione tributaria

Cosa si nasconde?

Chi si nasconde?

Quanto si nasconde?

Perché i politici non parlano se non per dire bugie? Sono forse compromessi?

Perchè non parlano nemmeno i candidati alle prossime elezioni comunali?

Non sanno o fanno finta di non sapere?

Ed Amantea che cosa aspetta dopo il dissesto?

Anche il diluvio?

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Diciamo tutta la drammatica verità.
Ecco cosa sta per succedere ad Amantea.

 

Se la fantasia fosse un indice di intelligenza allora potremmo dire che ad Amantea vivono i politici più intelligenti d’Italia, se non del mondo.

Purtroppo non è così Anzi è esattamente il contrario.

La prova sta nella iper fantasia che viene esercitata per giustificare la grave situazione finanziaria del nostro comune, o meglio della nostra città, visto che saremo poi noi cittadini a pagarne i costi drammatici.

 

Ne ho sentito tante da non crederci. Una per tutte: la colpa della grave situazione è dei commissari antimafia che hanno chiesto finanziamenti che poi non abbiamo potuto pagare.

 

Non racconto le altre bufale ma sono estremamente fantasiose, al limite della paranoia.

Siamo cioè all’autoinganno!

Autoinganno che è la forma più blanda della patologia della fantasia, di quando ,cioè, costruiamo un mondo fantastico che ci piace e ci caliamo dentro senza più tornare nel mondo reale. Un mondo falso e irreale..

Un po’ come quando andiamo al cinema ben sapendo che quella storia non è vera e comunque ci emozioniamo come se lo fosse.

La verità è ben più seria e grave

 

Sappiamo di essere in stato di dissesto finanziario quando il comune non può garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili.

In questo caso viene chiesto, tra l’altro, che il costo complessivo della gestione del servizio di acquedotto, sia coperto con la relativa tariffa in misura non inferiore all'80 per cento, ed, inoltre, che il costo complessivo della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani sia stato coperto con la relativa tariffa almeno nella misura prevista dalla legislazione vigente.

Ora nella delibera n 41 è allegata la nota del responsabile di ragioneria che in riferimento alla delibera della Corte dei conti relativa ai rendiconti di gestione 2012-2013-2014 afferma che “il costo del servizio dell’acquedotto è stato coperto con una tariffa in misura non inferiore all’80%”, e che “ che il costo del servizio dello smaltimento rifiuti è stato coperto con una tariffa in misura non inferiore a quello richiesto dalla legislazione vigente”.

Ed allora stante così le cose è inaccettabile che non si paghino i costi della fornitura dell’acqua da parte della Sorical.

Amantea non può restare senza acqua o con una fornitura insufficiente di acqua perché i soldi del canone vengono usati per altre esigenze.

Ed ancora più è inaccettabile che non si paghino i costi del servizio reso dalla Multiservizi per la raccolta della spazzatura.

Amantea non può restare senz’acqua ed essere invasa dalla spazzatura.

 

Si tratta di un servizio indispensabile ed è inaccettabile che i soldi dei tributi della RSU siano usati per altre esigenze.

Tanto più quando il comune stesso si vanta di aver raggiunto la percentuale del 65% di differenziata.

Quale turismo sarà possibile senza acqua e con la città invasa dalla spazzatura?

Quale immagine daremo di Amantea?

Che si dichiari , allora, lo stato di dissesto, si acceda ad un mutuo specifico e si paghino i debiti di acqua ed RSU.

Ora serve poco indicare i responsabili e richiamare le responsabilità di cui al comma 5 dell’art 248 del TUEL.

Ora occorre garantire i servizi primari: acqua, fogna, depurazione, raccolta e smaltimento rifiuti.

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Ecco la nota con cui Vincenzo Lazzaroli chiede alla commissaria Colosimo di dire chi sono i responsabili.

 

“Da voci che stanno trapelando in queste ore, la situazione finanziaria del Comune di Amantea è sostanzialmente in default.

Si parla di debiti che superano i 20 milioni di euro!

Una cattiva gestione amministrativa, almeno, degli ultimi 10 anni.

 

Il dissesto di un Ente non si manifesta improvvisamente, matura nel corso del tempo, matura ma sempre in tempo è possibile individuarne le cause, le inefficienze che se opportunamente valutate e contrastate possono portarlo ad una più veloce ripresa e ad una sana gestione.

 

Evidentemente, sono stati tutti (o quasi tutti) bravissimi nel prendere decisioni che hanno massimizzato il loro consenso nell'immediato, scaricando - tramite l'accumulo di un enorme debito pubblico - gli oneri sul triste presente.

Spese sostenute senza copertura finanziaria, tributi mai riscossi, debiti e crediti di cui non ci si è minimamente preoccupati in tempo, hanno portato il nostro comune al fallimento.

 

La gravità della situazione impone una riflessione seria sul futuro di Amantea.

Sul futuro politico, sul futuro di ogni famiglia e su quello del singolo cittadino.

Basti solo pensare al fatto che, ex lege, relativamente alle imposte e tasse locali di propria spettanza, l'ente dovrà adottare aliquote e tariffe nella misura massima consentita.

In parole povere, il dissesto comporterà un periodo di lacrime e sangue per i cittadini di Amantea che saranno gli unici che si accolleranno il peso di questa drammatica situazione per i prossimi anni.

 

Anni che saranno tutt'altro che sereni, anni in cui si dovrà pagare - per errori altrui - un conto caro e amaro.

Ai cittadini di Amantea chiediamo di ascoltare, valutare, maturare scelte sensate, reagire, agire, rimettersi in piedi e ripartire con uno slancio di coraggio e fiducia per un'amministrazione efficiente, capace e onesta.

Non si può più sbagliare!

E' doveroso, in tal senso, fare un appello proprio a nome di tutti coloro che chiedono verità, trasparenza e giustizia.

Chiediamo alla commissaria Dott.ssa Anna Aurora Colosimo di fare il prima possibile chiarezza nei confronti della Città.

Non si può più rimanere in silenzio né attendere rispetto alla gravità della situazione creata dalla gestione scellerata delle amministrazioni che nel corso di questi ultimi anni si sono succedute per portarci alla rovina.

Chiediamo che venga fatta chiarezza prima della presentazione delle liste e, soprattutto, chiediamo che venga detto - con coraggio - chi sono i responsabili di tutto ciò.

I cittadini devono sapere e soprattutto devono potersi regolare come votare l’undici di giugno.

È un atto di responsabilità che bisogna e si deve adottare per il bene della nostra città.    

Amantea, sempre, prima di tutto!

Vincenzo Lazzaroli

Spes ultima dea, recita il vecchio adagio latino volendo indicare che non bisogna mai arrendersi e che occorre lottare e così sperare che le cose possano cambiare od almeno migliorare.

 

Libertà va cercando, ch'è sì cara diceva Dante nel I canto del Purgatorio della Divina Commedia( sono parole rivolte da Virgilio a Catone).

Parafrasandola oggi possiamo scrivere che “Verità vò cercando” per sapere a cosa andranno incontro domani gli amanteani.

Una verità che cerchiamo da tempo e che da ancora più tempo si rifiutano di farci conoscere perché come disse la partigiana Amelia nel saggio di Giampaolo Pansa “…non capiresti. Ci vorranno anni perchè certe scelte vangano comprese e giudicate con equità. Ma allora ti sarai dimenticato di me ed io di te”.

 

Che nessuno sappia, allora!

Ed è questa la logica che sottende alcuni( se non tanti) comportamenti della politica e della pubblica amministrazione: meglio che il popolo non sappia, non capirebbe, giudicherebbe istintivamente e senza valutare la difficoltà di governare una città, di mantenersi politicamente vivi nella parte di popolo al quale abbiamo dato un po’ di pane e companatico ad al quale faremo credere di impegnarci a farlo anche in futuro, né capiranno l’obbligo morale di mantenere gli impegni preelettorali, quali essi siano.

Ma poi l’ imprevisto.

 

Per una o mille ragioni il sistema di bugie e di compromessi crolla.

Crolla grazie allo Stato che si è interposto tra il popolo ed il governo del paese, grazie ad uomini come Giancarlo Verde della direzione centrale della Finanza locale, come Anna Aurora Colosimo e Domenico Giordano, nuovi commissari straordinari di Amantea, come Emanuela Greco ed Ugo Dattis, già commissari prefettizi del comune di Amantea.

Ed ecco la verità: Amantea è al dissesto ed oggi od al massimo venerdì sarà dichiarato.

Finirà la farsa nella quale la città di Amantea e gli amanteani abbiamo più o meno consapevolmente vissuto.

Si invertirà la visione ingannevole alla quale siamo stati abituati.

Forse finirà la pur consapevole ipocrisia sociale e culturale nella quale abbiamo vissuto

Il popolo se vorrà potrà informarsi sulla verità ( “ma si vene sa cosa- il dissesto- i contributi ni dununu?” Mi ha chiesto un giovane di Amantea)

Forse il popolo normalmente “diviso ed in lotta febbrile l’uno contro l’altro su argomenti piccoli e irrilevanti” potrà orientare la propria attenzione verso i veri e gravi problemi della nostra comunità e chiedersi ( sperando che capisca) di chi sia la responsabilità.

Sarà necessario aiutarlo continuando a dire la verità.

Dovremo farlo tutti. Quelli che cono i veri responsabili( la politica e l’amministrazione) senza differenza tra chi ha voluto e disposto o semplicemente tollerato.

 

Dovrà farlo la stampa non venduta alla politica

Dovrà farlo la cultura , soprattutto quella nobile che finge di educare gli altri senza aver educato se stessa , fautrice di una filosofia screditata che assomiglia a una religione dogmatica;

Dovrà farlo la scuola chiusa nel proprio limbo, seppur auto didatticamente, finendo di educare i giovani ad un mondo teorico, inesistente.

Ce lo chiedono i nostri figli ed i nostri nipoti che inconsapevolmente sono le vere vittime dio u sistema malato che scarica su di loro i debiti delle passate generazioni

Bene, benvenuti nel mondo della verità!

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municipio«L’Istituto nazionale di previdenza sociale, come annunciato nelle scorse settimane, ha pubblicato la graduatoria dei soggetti ammessi al beneficio del progetto di assistenza domiciliare “Home care premium” per l’anno 2017.

Gli ammessi risultano essere 30mila in tutta Italia. Dai riscontri eseguiti dallo sportello sociale dell’ambito territoriale numero 3 di Amantea, i cittadini beneficiari che risiedono nel distretto sono 183.

Vale la pena sottolineare che ancora non è stato possibile accertare gli ammessi per le istanze presentate singolarmente o dai centri di assistenza fiscali.

Sulla base dell’esperienza maturata è plausibile ipotizzare che i beneficiari saranno all’incirca 200».

«Dobbiamo compiacerci del risultato – spiega il commissario straordinario Aurora Colosimo – che assegna al nostro ambito 80 utenti in più rispetto al vecchio progetto in scadenza a giugno.

L’attivazione di una continua ed estesa campagna di pubblicità, effettuata dallo sportello “Home care premium”, ha reso possibile questo effetto che è da considerarsi ragguardevole. Possiamo inoltre affermare che circa il 20 percento dei beneficiari della provincia di Cosenza risiedono nell’ambito territoriale di Amantea. Il raggiungimento di tale traguardo permette di ottenere un aumento delle risorse finanziarie che le famiglie avranno a disposizione e una più estesa rete di servizi a sostegno della disabilità e delle famiglie.

Come conseguenza non solo si manterrà lo stesso livello di occupazione garantito dal piano in scadenza, ma si registrerà un aumento di quasi il 70 percento».

«Un ringraziamento – conclude il vice prefetto – va a tutti i comuni dell’ambito (Amantea, Fiumefreddo Bruzio, lago, Belmonte Calabro, longobardi, Aiello Calabro, Cleto, Serra d’Aiello e San Pietro in Amantea) e ai loro sindaci che già hanno inviato manifestazione d’interesse per l’attivazione delle prestazioni integrative. Un plauso va anche allo sportello sociale, agli assistenti e all’altro personale attualmente impegnato nel progetto».

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