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I Carabinieri della Compagnia di Paola nei centri cittadini di Cetraro, Paola, San Lucido, Fuscaldo e Guardia Piemontese, da venerdì a domenica, hanno effettuato attività di controllo.

Il Ten. Col. Sutera Comandante Provinciale di Cosenza, ha disposto l’intensificazione dei controlli del territorio

Per questo i Carabinieri di Paola hanno effettuato serrati accertamenti finalizzati alla prevenzione e repressione di comportamenti potenzialmente idonei a creare danno alla pubblica incolumità, con particolare riferimento alla circolazione stradale nei Comuni di Cetraro, Paola, San Lucido, Fuscaldo e Guardia Piemontese.

Alta l’attenzione dei Carabinieri vicino a locali ed altri punti di aggregazione giovanile.

Per quanto riguarda l’attività di accertamento delle condizioni psico-fisiche dei conducenti, sono stati impiegati i precursori per lo screening veloce per verificare la positività derivante dall’assunzione di sostanze alcoliche nonché gli etilometri per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcolica.

Più di duecento i veicoli e le persone controllate.

Numerose le persone sottoposte ad alcool test.

80 le infrazioni accertate al Codice della Strada;

14 le patenti ritirate a fini sospensivi, di cui n. 4 per guida sotto l’influenza dell’alcool, con valori accertati compresi tra 1,57 g/l e 1,57 g/l; n. 6 per sorpasso non consentito; n. 4 per guida con patente scaduta di validità.

Numerose anche le contravvenzioni:

n. 2 per mancato uso del casco protettivo,

n. 21 per mancato uso delle cinture di sicurezza,

n. 2; per uso del telefono cellulare alla guida ,

n.-5 per guida senza patente o con patente scaduta di validità,.

N 13 proprietari di veicoli sprovvisti della prescritta revisione.

Sequestrati amministrativamente n. 23 veicoli, di cui n. 21 per mancata copertura assicurativa, e sottoposti a fermo amministrativo n. 2 motoveicoli.

Deferito a piede libero anche un 32enne per violazione degli obblighi derivanti dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

I controlli sono stati approfonditi anche nelle aree rurali dei Comuni interessati.

Pubblicato in Paola

Qui vicino ad Amantea è successa una cosa incredibile.

Le foto ne sono una paese dimostrazione.

Si certo poi alla fine come Zorro dei film sono intervenuti i Carabinieri, i migliori.

Quelli che si insospettiscono per piccoli segni estranei alla vicenda ma che suggerisce loro, per fortuna della romerna,di seguire il violentatore.

Ed è stato così che hanno potuto scoprire tutto. BRAVI!

10 anni di violenze e abusi contro la convivente e figli costretti a vivere in schiavitù e nel degrado.

Si è vero poi il 52enne è stato fermato, ma non esiste giusta pena per uno come lui!.

La storia nelle campagne di Gizzeria.

Lei 29 anni, lui 52. pregiudicato con precedenti specifici in materia sessuale, ritenuto responsabile di più condotte, commesse tra il 2007 e il 2017 in danno della convivente di nazionalità romena 29 anni e alla presenza dei figli minori di anni 9 e 3, riconducibili ai reati di maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata.

Ora è finita.

Tutto grazie ai carabinieri della Stazione di Gizzeria Lido che durante un servizio di prevenzione, sono stati insospettiti dal veicolo fatiscente a bordo del quale viaggiava con il figlio di 9 anni e dalla sua reticenza a fornire il suo indirizzo.

Così i militari hanno ritenuto opportuno svolgere ulteriori approfondimenti finalizzati anche a valutare le condizioni igieniche in cui viveva il minore, scoprendo che il ragazzo unitamente alla sorellina di 3 anni e alla loro madre vivevano in una piccola baracca fatiscente, priva di illuminazione e di servizi, ubicata nelle campagne di Gizzeria.

Ambiente angusto, insalubre, infestato da topi e insetti, con servizi igienici ricavati nei secchi della spazzatura e letti in cartone.

In considerazione delle gravissime condizioni di degrado riscontrate, la donna e i due bambini sono stati immediatamente trasferiti in località protetta.

Ora potranno essere aiutati.

 

Pubblicato in Amantea Futura

Dopo l’aggressione di martedì contro la troupe della Rai l’aggressore è stato prelevato con l’auto e portato in caserma dai carabinieri in stato di fermo. L’accusa per lui è violenza privata aggravata dal metodo mafioso

I carabinieri del comando locale si sono recati a casa sua nel quartiere Nuova Ostia e lo hanno portato in caserma.

Non è contestata al momento l’accusa di lesioni, il reato per il quale è stato inizialmente aperto il fascicolo di indagine affidato ai pm della Direzione distrettuale antimafia della procura, Ilaria Calò e Giovanni Musarò, coordinati dall’aggiunto Michele Prestipino.

Sotto la pioggia

Spada, 42 anni, è stato prelevato nell’appartamento di via Guido Vincon dove si trovava assieme ai figli ed è stato invitato ad uscire lontano dagli occhi dei bambini, affidati a un altro parente.

Non ha opposto resistenza quando è stato portato fuori sotto una pioggia battente.

Si attende ora la convalida del fermo per il trasferimento in carcere.

la violenza privata

La contestazione del reato di violenza privata potrebbe essere un escamotage per arrivare all’arresto, che scatta per pene eventuali superiori ai 5 anni.

Le lesioni sono punite fino a un massimo di tre anni e anche con l’aggravante mafiosa Spada sarebbe tornato a piede libero in attesa del processo.

La violenza invece arriva a un massimo di quattro con possibili aggravanti dell’uso di armi (lo sfollagente brandito contro giornalista e cameraman) e la forza intimidatrice di chi compie il reato, una circostanza quest’ultima che sembra scontata, data la contestuale aggravante dell’art. 7 (metodo mafioso).

Minniti: «Non esistono zone franche»

«Il fermo di Roberto Spada è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche», commenta il ministro dell’Interno Marco Minniti, che ringrazia la Procura della Repubblica di Roma e l’Arma dei Carabinieri.

Dal web

Il Fermo

Le botte

Pubblicato in Italia

Ognuno di noi è stato o sarà contravvenzionato per il Codice della Strada.

Vuoi per un divieto di sosta, vuoi per l’autovelox, vuoi per i photored, se non per le strisce blu.

Purtroppo, sappiamo che l’auto è la “minna” per i comuni, le regioni, lo Stato.

E dietro ogni contravvezione c’è l’uomo

Che sia un vigile urbano, un agente della stradale, un carabiniere poco importa.

Innegabile, allora, il piacere quando uno di loro viene contravvenzionato!

A che cosa servirà, poi, questo piacere, non si sa. Ma almeno che anche loro patiscano gli stessi affanni di tutti gli altri, finendo magari nelle grinfie di Equitalia.

E’ il sentimento che è venuto fuori quando un Comandante della Polizia urbana del Tirreno cosentino è stato contravvenzionato di carabinieri

Testimoni, si legge, almeno “una decina di persone”

Increduli i testimoni, increduli forse anche i carabinieri.

La macchina del comandante dei vigili era sprovvista di assicurazione e addirittura di revisione.

Avrà provato vergogna il comandante ?

Avranno provato piacere i testimoni, che, magari, erano stati contravvenzionati proprio dal comandante vedendo, in fondo, questa piccola giustizia?

Mah!

Dobbiamo dire che ci sarebbe piaciuto che i carabinieri contravvenzionassero anche gli amministratori che per far cassa impongono le tasse indirette quali sono autovelox e photored

Non è dato sapere, al momento, chi sia questo comandante, ma sappiamo che ognuno vorrebbe fosse quello del proprio comune ( se riusciremo a saperlo ve lo diremo, comunque).

Pubblicato in Alto Tirreno

Melito Porto Salvo 16 ottobre.

Tre rumeni sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo dopo essere stati sorpresi a manomettere due sportelli bancomat a Bova Marina e a Condofuri.

 

I tre, Claudio Viorel Costantin, di 20 anni, Adrian Punica (27) e Vladut Constantin Guinie (20), sono sospettati di essere gli autori di altri colpi analoghi.

I militari già dal 2 ottobre scorso erano sulle tracce di Costatin, quando l'uomo, con le stesse modalità, aveva manomesso il bancomat delle Poste di Bova Marina riuscendo a impossessarsi di 200 euro.

Nell'occasione, con due complici che facevano da "palo", aveva utilizzato il proprio bancomat per prelevare pochi euro.

Prima che lo sportello dell'erogazione del denaro si chiudesse, l'uomo aveva inserito un arnese bloccandolo.

Quando l'utente successivo andava a prelevare, le banconote rimanevano bloccate e, pensando fosse terminato il contante, se ne andava.

A quel punto Costantin, dopo aver estratto l'arnese, si impossessava delle banconote(Ansa).

Pubblicato in Reggio Calabria

Il comune di Cinquefrondi (Rc), ha attuato un progetto “S.P.R.A.R” (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati)

Nel corso di una riunione pubblica tenutasi presso la Medioteca comunale “Pasquale Creazzo” tra rappresentanti dell’Amministrazione comunale, tra i quali il Sindaco Michele Conia, e delegati della Cooperativa Sankara – che si occupa per conto della Municipalità del progetto– per discutere la programmazione del servizio di accoglienza per i rifugiati, Monday Omorogbe, 37 anni, noto alle forze dell’ordine, regolarmente presente sul territorio nazionale, ha dato in escandescenze proferendo dapprima frasi ingiuriose all’indirizzo dei relatori e, successivamente, minacciando di morte e spintonando il primo cittadino, intervenuto per tranquillizzare il soggetto esagitato.

I Carabinieri, accorsi immediatamente sul posto a seguito di richiesta telefonica, cercavano, invano, di calmarlo e nel tentativo di identificarlo, venivano fatti anche loro oggetto di una violenta reazione con frasi ingiuriose e minacciose.

L’uomo, invitato a seguire gli operanti in Caserma per l’identificazione, allo scopo di garantirsi l’impunità e la fuga, afferrava con violenza la figlia neonata, in quel momento in braccio alla moglie, stringendola con forza al petto e iniziando a usarla come scudo, sferrando nel contempo calci contro i militari per guadagnare l’uscita.

A quel punto, i Carabinieri, nel riscontrare che la bimba, a causa della forte stretta esercitata dal padre, stava avendo difficoltà respiratorie, nel fare la massima attenzione a garantire l’incolumità della neonata, riuscivano a liberarla dalla presa, scongiurando più gravi conseguenze per la piccola.

Monday Omorogbe, nel frattempo, continuava la sua violenta resistenza attraverso calci e pugni all’indirizzo dei Militari – due dei quali riportavano lesioni refertate – che, con difficoltà, riuscivano finalmente a bloccarlo e a trarlo in arresto.

A seguito degli eventi, la neonata, visitata sul posto da sanitari appositamente chiamati dai Carabinieri, non veniva riscontrata affetta da lesioni e pertanto, dopo consulto con i servizi sociali, veniva affidata alla madre, mentre l’arrestato veniva trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Taurianova per “resistenza e violenza a pubblico ufficiale”, in attesa del rito direttissimo, su disposizione della Procura della Repubblica di Palmi.

Pubblicato in Reggio Calabria

E’ difficile non percepire che è iniziato un nuovo corso di attenzione dell’Arma dei carabinieri su Amantea.

Invero, potremmo, anche, dire che continua, con una forte accelerazione, quella attenzione che abbiamo avuto durante l’estate con la presenza di pattuglie speciali che hanno elevato tante contravvenzioni .

Per esempio quelle relative all’uso di caschi non omologati.

Da giorni , infatti, sono ripreso i posti di blocco dei Carabinieri che fermano tantissime auto.

E stando alle voci che abbiamo raccolto raramente i conducenti riescono ad andare via senza una contravvenzione.

Nuove attenzioni si stanno verificando.

E’ il caso, per esempio, della mancata revisione del mezzo.

Quello della revisione, in particolare dei ciclomotori, è un problema serio

Infatti “nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso alla circolazione in attesa della revisione si applica una sanzione che va da 2004 a 8017 euro.

Una bella botta!

Non solo, ma in caso di violazione scatta la sanzione accessoria del fermo amministrativo per 90 giorni ed in caso di reiterazione si applica la confisca amministrativa del veicolo.

Speriamo che entrino in città e che comincino ad avere attenzione ai ciclisti che camminano contro senso.

Un vezzo che non si riesce a far cessare!

Una brutta abitudine che può creare problemi anche seri.

È un po’ come l’uso del casco.

Dopo le tante contravvenzioni elevate dai CC ora ad Amantea tutti (quasi) portano il casco.

Potrebbe essere la stessa cosa per le biciclette .

Guardate un po’ come si possono ridurre!

Pubblicato in Cronaca

Il cadavere di Yuriy Zinchenko era stato trovato domenica scorsa nel bagagliaio di un’auto ferma a Cariati (CS).

I fermati sono due donne ucraine, Iana Koshova e Liudmyla Popova, e un uomo lituano, Mihails Dimitriks.

Un altro uomo è al momento irreperibile.

Il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, oggi ha partecipato alla conferenza stampa che si e’ tenuta nella sede del Comando provinciale dei carabinieri, a Cosenza ed ha dicharato.

“L’uomo è stato accoltellato e poi attinto da colpi di pistola, e l’omicidio è stato consumato da 4 persone, con ruoli diversi”.

“Tre persone sono state fermate, un uomo si è reso però irreperibile e pensiamo che il movente sia complesso e che attenga all’attività che svolgeva la vittima di introdurre nel nostro territorio persone di nazionalità straniera, percependo del denaro, che poi lui collocava come operai o badanti”.

Insomma ha concluso Facciolla “Siamo nel discorso delle truffe di falsi braccianti e del caporalato, di cui il territorio è purtroppo ricco, ed è facile fare soldi con questo sistema, grazie ad un sistema normativo che agevola questo tipo di truffe”.

Le indagini proseguono per accertare altre eventuali responsabilità.

“E’ stato un ottimo lavoro di squadra – ha detto Facciolla – dall'ufficio di Procura con il sostituto Luigi Spina a tutta l'Arma dei carabinieri.

Il risultato è stato possibile anche grazie al supporto tecnologico.

La vittima è stata accoltellata e poi sparata.

È stata usata una pistola sulla quale ci sono indagini”.

“Temevamo che anche gli altri potessero scappare – ha detto il sostituto Spina – ecco perché abbiamo emesso un provvedimento di fermo.

Abbiamo ricostruito la vita della vittima.

Il movente sarebbe legato alla sua attività: si sarebbe interessato di connazionali o altri stranieri come badanti o come braccianti agricoli.

Decisivo pure il contributo informativo di persone che sono state sentite.

È stato difficile rintracciare i fermati, come la Popova ritenuta l'anello più debole ma più significativo: ha deciso di collaborare perché non si fidava più di quelle persone.

Era diventata un testimone scomodo e temeva ritorsioni.

La Popova aveva avuto un rapporto con la vittima. Ci sono elementi che vanno approfonditi”.

Le indagini proseguono per accertare altre eventuali responsabilità.

Pubblicato in Cosenza

Antonio Villano«Rivolgo al capitano Antonio Villano – rimarca il primo cittadino – i migliori auguri di buon lavoro, nella consapevolezza che nell’adempimento del proprio operato porterà con sé tutto l’amore per la sua professione e tutta la serietà mostrata in questi tre anni. Il suo è un modello encomiabile di competenza e prestigiosa professionalità».

«Il nostro – aggiunge Pizzino – è un territorio fiorente commercialmente e turisticamente. È una terra dinamica e impegnativa, caratterizzata da una molteplicità di aspetti su cui è fondamentale tenere alta l’attenzione e soprattutto mettere in campo un’indispensabile collaborazione fra tutte le forze che si adoperano per la sua tutela. Ad Amantea, fortunatamente, tutto ciò è avvenuto anche grazie all’egregia opera, vigile e costante, del capitano Antonio Villano. Lo ringraziamo per l'esemplare e lodevole senso del dovere con cui ha guidato la Compagnia. Egli ha lavorato in favore di tutto il territorio, mettendo a servizio della comunità dedizione e capacità, con risultati lusinghieri, sia sul piano della tutela dell’ordine pubblico, sia su quello relativo alla lotta al malaffare. Nel solco del suo operato attendiamo l’apertura della nuova caserma di Amantea, ormai prossima alla consegna definitiva, con la speranza che essa possa fungere da spinta propulsiva per l'aumento delle risorse umane a disposizione della Benemerita. A lui i migliori auguri per il futuro».

Pubblicato in Politica

I Carabinieri della Stazione di Orsomarso nell’ambito di un servizio finalizzato alla repressione dello spaccio di stupefacenti, in occasione degli ultimi giorni di agosto, hanno arrestato la notte scorsa, nei pressi della stazione ferroviaria di Scalea un uomo per possesso ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo eroina.

I militari dell’Arma hanno notato l’uomo scendere da un treno diretto a Paola che si affrettava a lasciare la stazione.

Insospettiti dal suo atteggiamento hanno fermato il soggetto, di 40 anni, sottoponendolo a perquisizione personale.

L’attività ha permesso di rinvenire alcune dosi di eroina, per un peso complessivo di 11 grammi, occultate nei pantaloni.

L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Pubblicato in Alto Tirreno
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