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Avevano rubato delle bottiglie di alcolici e generi alimentari all’interno di un supermercato di Simbario, occultando la merce fra i vestiti.

Non avevano però fatto i conti con i carabinieri della Stazione di Nardodipace che si trovavano stamane all’interno dello stesso supermercato.

Dopo aver attentamente seguito i loro movimenti, i militari dell’Arma hanno deciso di intervenire con una perquisizione personale che ha dato esito positivo.

Ad essere quindi fermati per il reato di furto aggravato ed essere posti agli arresti domiciliari sono stati Dumbrava Costel e Dumitrascu Costel, di 44 e 48 anni, di nazionalità rumena, residenti a Simbario.

Rispondono di furto aggravato dinanzi al Tribunale di Vibo che si occuperà nelle prossime ore della convalida dei due fermi.

La merce rubata, per un valore complessivo di 70 euro, è stata restituita al proprietario del supermercato.

Pubblicato in Vibo Valentia

Stamattina con una coincidenza sorprendente Amantea è stata presidiata dalle Forze dell’ordine.

Parliamo dell’elicottero della Guardia di Finanza che ha sorvolato per circa una mezzoretta il territorio amanteano.

 

Un sorvolo che vedeva a terra anche alcune pattuglie.

Impossibile sapere le ragioni di questa presenza.

Ma, nel mentre, dobbiamo dare atto che anche la Brigata di Amantea sta conducendo approfondite indagini, alcune delle quali hanno già dato primi buoni risultati mentre altre sono in corso e per le medesime la città attende con speranza che vengano coperti e denunciati i comportamenti illeciti.

Insieme, ci sono state segnalate la presenza di diverse auto della Polizia con relativi equipaggi.

Certamente non si tratta di agenti che scendono ad Amantea per prendere il caffè o il cappuccino ed il cornetto( per quanto buoni).

Anche per la Polizia impossibile sapere le ragioni di questa presenza.

Il tutto fa seguito a stretti controlli che vengono esercitati quotidianamente dai carabinieri della locale caserma.

Alcuni cittadini ci hanno sentito per avere cognizione di possibili evoluzioni delle indagini.

Spiacenti mi è facile dire che non so nulla!

Pubblicato in Primo Piano

Beh. Definirla strana forse non è sufficiente.

Ma serve per iniziare a raccontarla.

La vicenda è quella relativa ad un’ auto con un nigeriano attaccato sul cofano anteriore e che non mollava la presa.

 

 

Nemmeno se e quando l’auto girava,nel parcheggio della Lidl, tentando, presumibilmente, di farlo scivolare, scendere, cadere.

E dietro un altro migrante nigeriano con una bici, e proveniente dalla stazione ferroviaria, che inseguiva l’auto.

Insomma una vicenda che ha dell’incredibile e che forse per mera fortuna è andata a finire senza danni per le persone.

Si tratta di due ospiti della Ninfa marina.

Due “bravi” ragazzi, ci dicono.

Poi la vicenda è finita quando il secondo migrante ha fermato l’auto buttando la sua bicicletta davanti all’auto costringendola, così, a fermarsi.

Nel mentre sono arrivati i carabinieri di Amantea che hanno proceduto a definire la vicenda.

Nessun comunicato ufficiale da parte dell’Arma.

Sembra, però, che alla base della intera vicenda ci sia la vendita di un telefonino che però non funzionava.

O comunque l’oggetto ceduto non corrispondeva a quello promesso.

Da qui la reazione del giovane nigeriano che in questo modo ha inteso recuperare a somma pagata al venditore.

Sembra 100 euro.

Pubblicato in Cronaca

Sorpresi dai carabinieri della Stazione di Spilinga su un fondo privato, un 24enne e un 18enne sono stati condotti ai domiciliari.

La giustificazione: "Ci serve per scaldarci"

 

 

Sono stati sorpresi dai carabinieri della Stazione di Spilinga intenti a tagliare diverse querce appena fuori Ricadi, utilizzando una motosega il cui rumore ha attirato l’attenzione dei vicini.

Il tutto lungo la trafficata strada provinciale n. 22I.

I militari hanno così colto in flagranza un 24enne del posto, Stefano Paluci, e un 18enne senegalese ospite del Cas di Nicotera, Danko Salif.

I due sono stati tratti in arresto e condotti nelle rispettive dimore agli arresti domiciliari come disposto dall’autorità giudiziaria.

Alla richiesta di giustificazioni il 24enne ha asserito candidamente ai militari di aver bisogno di legna per scaldarsi d’inverno.

Pubblicato in Vibo Valentia

Squilla il cellulare. “Pronto?”

“Sono Francesco Guzzo, detto Pelè, da Cleto. Sono passato sotto il ponte della Statale 18 dopo il semaforo di Campora SG e c’è la macchina dei Carabinieri. Sembra che abbiano investito un migrante. Fai subito!”

Cambio direzione e mi dirigo verso Campora .

Incontro il 118 diretto verso Paola. C’è solo l’autista. I medici sono dentro.

Arrivo sotto il ponte che collega con Via Campania.

Lascio l’auto dove non dà fastidio al traffico.

Prima del luogo dell’incidente un gruppo di migranti asiatici, indiani, pakistani e bengalesi.

Sono lavoratori agricoli che ritornano verso Amantea.

Abbiamo già scritto di loro.

Sono decine e decine che al mattino presto viaggiano verso Campora e la sera ne ritornano.

Sempre in bicicletta.

I punti difficili sono la galleria di Coreca, oggi vietata dall’Anas che ha deviato il traffico ciclistico sul vecchio tracciato della statale, proprio per evitare incidenti.

L’altro esattamente quello dove ci troviamo oggi.

Il breve tratto in salita che passa sotto il ponte anzidetto .

Non solo per la salita ma anche per la curva che copra i ciclisti alle auto che li seguono ed a quello che vediamo anche per le piante che crescono sul lato a monte e che sversano sulla carreggiata.

Il giovane investitore ha il CID in mano e chiede al datore di lavoro di aiutare a compilare la parte relativa al migrante.

Non ha nessuna colpa.

Subito dopo la curva scorge il migrante e per evitarlo piega a sinistra urtando un automezzo che viaggia nell’altra carreggiata.

Così fracassando lo specchietto( vedi foto)

Non riesce ad evitare un lieve urto alla bici

Si ferma soccorre il giovane migrante che lavora preso l’azienda agricola di M. R. e che è in possesso del permesso di soggiorno.

Per fortuna sembra che non si sia fatto molto male.

Sul posto i Carabinieri di Amantea guidati dal maresciallo Roberto Munafò che fanno gli accertamenti del caso.

Pubblicato in Campora San Giovanni

Avevamo ragione quando pochi giorni fa scrivevamo l’articolo dal titolo”Mentre gli amanteani dormono i Carabinieri vigilano”.

La riprova avantieri con l’arresto di un giovane insospettabile nella cui abitazione è stata trovata una vera e propria armeria ed altro.

Una operazione che mostra la altissima capacità investigativa dei carabinieri di Amantea, da poco guidati dal maresciallo Roberto Munafò e sotto l’attento coordinamento del capitano Giordano Tognoni della compagnia di Paola.

Chi non conosce l’Arma dei carabinieri non sa che essa è capace di operare silenziosamente, di giorno e di notte, magari rinunciando anche al riposo pur di tenere sotto vigile attenzione l’obiettivo che molto spesso la intelligente intuizione investigativa ha portato a vigilare

Magari qualcuno pensa che dietro possa esserci una soffiata, ma non è così.

Se fosse stato così si sarebbe andati a colpo sicuro.

Ed invece dietro ogni operazione, oseremmo dire ALTA OPERAZIONE, c’è non solo intuito, sagacia, ma anche impegno, fatica, abnegazione, sacrificio, senso dello Stato.

E quindi definire brillante questa operazione di polizia forse è addirittura poco.

Stamattina mentre passava una pattuglia dei CC di Amantea un amico con cui parlavamo di questa vicenda quasi, quasi scattava sugli attenti .

Segno del rispetto non solo suo che voleva significare all’arma ed al lavoro dei suoi militari.

Soverato. Colpito con un pugno al volto durante un controllo antidroga, un carabiniere della Compagnia di Soverato è stato ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale di Catanzaro.

Secondo la ricostruzione resa nota, il militare ha ricevuto il pugno durante il controllo di un'auto a bordo della quale è stata poi trovata della sostanza stupefacente.

I militari hanno fermato la vettura condotta da Adriano Larry Rizzo, di 27 anni, già noto alle forze dell’ordine. Subito dopo è giunta un’altra auto con la madre ed il fratello, Concetta Battaglia (50) e Giulio Moreno Rizzo (26).

Quest’ultimo, secondo quanto riferito dagli investigatori, si è scagliato contro i carabinieri poi ha preso un sacchetto dalla vettura ed è fuggito.

La donna e il figlio sono stati arrestati Adriano per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di droga.

Con l’aiuto dei vigili del fuoco i militari hanno poi recuperato in una scarpata il sacchetto dentro al quale c'era mezzo chilo di marijuana. In auto è stato trovato un tirapugni.

Dopo la convalida il gip ha disposto l’obbligo di presentazione alla Pg per madre e figlio. Giulio, irreperibile, è stato denunciato per gli stessi reati.

Detenzione di sostanze stupefacenti e resistenza con violenza al pubblico ufficiale in concorso, per questi reati sono stati arrestati madre e figlio. La vicenda si è verificata tra i comuni di Soverato e Satriano, in località Russomanno, quando i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Soverato, durante lo svolgimento di un servizio di pattuglia, hanno fermato un giovane soveratese ad un posto di controllo. Alla guida del veicolo vi era Adriano Larry Rizzo, 27 anni, gravato da precedenti di polizia, il quale si è mostrato sin da subito agitato e nervoso. Vista la reazione del giovane, i militari hanno inteso proseguire gli accertamenti estendendoli alla perquisizione del veicolo. A bordo di un’altra auto sul posto sono arrivati anche la madre ed il fratello del giovane, Concetta Battaglia, 50 anni, e Giulio Moreno Rizzo, 26 anni, anch’essi gravati da precedenti di polizia, i due si sono scagliati violentemente contro i militari di pattuglia. In particolare, mentre la donna tentava di mettersi all’interno della macchina fermata dalla pattuglia allo scopo di sottrarla al controllo, Giulio Moreno Rizzo ha iniziato a scagliare calci e pugni, uno dei quali particolarmente violento, ha colpito al volto uno dei militari, che si è accasciato a terra privo di sensi. Soccorso è stato poi trasportato presso l’ospedale di Soverato e successivamente in ambulanza all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro dove è stato ricoverato in prognosi riservata.

Immediatamente dopo l’aggressione, Giulio Moreno Rizzo ha prelevato un involucro dai sedili posteriori dell’auto condotta dal fratello e si è lanciato oltre il margine della strada giù per un dirupo di alcuni metri, riuscendo a far perdere le sue tracce. Nel frattempo, altre pattuglie di servizio, allertate, sono giunte sul posto ed insieme ad un militare di passaggio libero dal servizio, hanno bloccato la donna e il figlio, i quali sono stati accompagnati presso gli uffici del Comando Compagnia Carabinieri di Soverato. Soltanto a quel punto si è potuto dare esito alla perquisizione veicolare del mezzo fermato. Il controllo ha consentito di rinvenire un tirapugni in metallo cromato, occultato all’interno del cassetto portaoggetti anteriore. Un accurato controllo dell’area del dirupo, svolto con l’ausilio dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Soverato, ha poi consentito di ritrovare l’involucro sottratto al cui interno sono stati rinvenuti oltre mezzo chilo di marijuana. La Battaglia e Adriano Larry Rizzo sono stati arrestati, in flagranza di reato, per le ipotesi di violenza e resistenza al pubblico ufficiale e per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio in concorso. Il Pubblico Ministero, in attesa dell’udienza di convalida degli arresti, ha disposto la detenzione presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Soverato per il Rizzo e la detenzione in regime di arresti domiciliari per la Battaglia. Nella mattinata di sabato gli arrestati sono stati tradotti di fronte al Gip del Tribunale di Catanzaro, il quale ha convalidato gli arresti ed ha disposto per entrambi la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Giulio Moreno Rizzo, resosi irreperibile da venerdì, è stato deferito presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Catanzaro per le ipotesi di reato di violenza e resistenza al pubblico ufficiale e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio in concorso con i familiari. Gli oggetti sottoposti a sequestro sono stati depositati presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale di Catanzaro, mentre la sostanza stupefacente sarà inviata al L.A.S.S. di Vibo Valentia per le analisi qualitative di rito

Pubblicato in Calabria

C’è un mondo che si conosce poco.

E’ quello delle (vere) Forze dell’ordine che controllano il territorio per assicurare l’ordine pubblico.

Non solo di giorno, ma anche di notte.

Loro non hanno il nostro riposo.

 

 

Loro sono vigili ed operativi 24 ore su 24.

Anche ad Amantea.

Eccoli in una delle notti scorse che effettuano un posto di blocco per operare i controlli sulle auto in transito, sui furti nelle case, negli esercizi commerciali, sui furti di auto, sullo smercio di droga e quant’altro necessario a garantire la sicurezza.

Grazie, ragazzi.

Pubblicato in Primo Piano

Avevano bevuto delle birre in un locale nel centro di Terlizzi, in una delle giornate della Festa in onore della Madonna di Sovereto, ma al momento di pagare il conto, avrebbero picchiato con schiaffi e pugni il titolare che presentava loro il conto, minacciandolo di morte e brandendo un coltello davanti ai clienti.

 

Due cittadini albanesi, dimoranti nella cittadina barese, sono stati così arrestati dai Carabinieri: dovranno rispondere di estorsione aggravata, danneggiamento aggravato, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Il titolare, sotto minaccia, era stato costretto a servire, ai due aggressori, altre bevande: al suo rifiuto, i due hanno danneggiato il locale distruggendo diverse bottiglie presenti sul bancone.

All'arrivo dei carabinieri è cominciata una breve colluttazione nella quale è stata danneggiata anche un'auto dell'Arma.

I due cittadini albanesi sono stati quindi bloccati: per uno è scattato l'arresto in carcere.

Per l'altro, incensurato, è stato disposto l'obbligo di dimora.

Pubblicato in Mondo

Anche gli arresti per droga cominciano da nord!

Operazione della Procura di Paola contro il traffico di droga. Sono otto in tutto le misure cautelari. La droga veniva “importata” dalla Campania e da Cetraro.

 

 

Documentate oltre 300 cessioni di coca, hashish e marijuana

È in corso dalle prime luci dell’alba una vasta operazione antidroga condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza nei territori dell’Alto Tirreno Cosentino.

I militari della Compagnia di Scalea, supportati da carabinieri delle Compagnie di Paola e San Marco Argentano e da unità antidroga del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, stanno dando esecuzione a un provvedimento cautelare emesso dal gip presso il Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, su richiesta del procuratore della Repubblica, Pierpaolo Bruni, e del sostituto procuratore Antonio Lepre, nei confronti di otto soggetti, ritenuti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini, condotte dalla Stazione Carabinieri di Praia a Mare e coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, hanno permesso di accertare l’operatività di fiorenti e autonome piazze di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, nei comuni di Praia a Mare e Tortora, documentando, attraverso prolungate attività di intercettazione e mirati servizi di osservazione, oltre 300 cessioni di stupefacente, approvvigionato dagli indagati nell’area metropolitana di Napoli e nel comune di Cetraro.

L’operazione, denominata “Piazza Pulita”, ha portato all’arresto di cinque soggetti, tre dei quali tradotti nella casa circondariale di Paola, due sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, mentre tre sono i soggetti colpiti da misure cautelari dell’obbligo e/o divieto di dimora.

Pubblicato in Alto Tirreno
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