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alcolAl Congresso Nazionale tenutosi a Brescia è stato un successo. I rappresentanti dei CAT Calabresi (Club degli Alcolisti in Trattamento), guidati dal dr. Franco Montesano del Ser.T. di Catanzaro, insieme all’ARCAT (Associazione Regionale Club Alcolisti in Trattamento) ha illustrato il lavoro che di prevenzione e sostegno alla riabilitazione con dinamismo e vivacità.

Il campo dell’alcolismo è ostico e racchiude un sottobosco di problemi correlati che si insediano nelle maglie della vita quotidiana di una intera comunità; in primis il rischio di incidenti stradali e incidenti sul lavoro che possono coinvolgere persone completamente estranee al problema. Proprio per questo è utile all’intera comunità attivarsi per prevenire e creare una rete fitta fra Enti pubblici e Privati che possa proteggere l’intera cittadinanza.

Soveria Mannelli, attraverso e grazie al volontario Bruno Villella, riesce a creare una eco importante per tutto il territorio limitrofo; ha creato un filo conduttore fra forze dell’ordine, parrocchia (che offre i suoi locali per le riunioni settimanali del club) e territorio attraverso momenti di sensibilizzazione e convegnistica.

A Brescia Bruno Villella, nei 3 giorni di convegno, ha più volte relazionato sui punti di forza e quelli di debolezza che necessitano di miglioramento per aumentare l’incisività. Fra le idee progettuali c’è quella di attuare un piano di sensibilizzazione nelle scuole. Il suo doppio ruolo, ricordiamo che Bruno Villella è anche componente del Consiglio Direttivo della Pro Loco di Soveria Mannelli, ha permesso una maggiore potenza sul territorio grazie al costante lavoro che le associazioni fanno per favorire il benessere umano.

Pubblicato in Calabria

estivbeL'estate ci ha lasciati da pochi mesi ma nonostante ciò sono in molti a sognare di trovarsi al mare, di concedersi momenti di relax al sole gustando allo stesso tempo una fresca bevanda. Nonostante manchino ancora molti mesi all'arrivo dell'estate 2018 sono in tanti coloro che si trovano già ad organizzare le prossime vacanze e se la domanda che vi state ponendo è "dove andare?" ecco che è possibile affermare che sono tantissimi i posti in Italia dove potersi rilassare al mare. Tra le migliori destinazioni per le vostre vacanze al mare in Italia vi troviamo la Puglia, la Calabria, la Sardegna, la Campania ,la Sicilia e tante altre regioni ancora. Ad esempio per le vostre vacanze in Puglia potreste scegliere di recarvi a Gallipoli, comune della provincia di Lecce conosciuto anche come 'Perla dello Ionio'.

La città di Gallipoli è divisa in due parti ovvero il Borgo e quindi la città nuova, ed il Centro Storico all'interno del quale potrete trovare numerosi palazzi antichi e chiese in stile barocco. Sempre nella parte della città vecchia troverete case con cornicioni azzurri e mura bianche ed inoltre vi è anche una spiaggetta alla quale potrete accedere scendendo le scale che collegano il centro storico al porto turistico. Tale spiaggia viene nello specifico chiamata 'Spiaggia della purità' in quanto situata vicino alla Chiesa della Purità. Gallipoli è anche una città molto nota per il suo mare e per i suoi due litorali ovvero quello nord e quello Sud dove si trovano gli stabilimenti balneari principali e tra le spiagge più famose di Gallipoli vi troviamo quella di Punta della Suina.

Per le vostre vacanze al mare Italia potreste anche scegliere una meravigliosa isola ovvero la Sicilia dove basterà recarvi solo una volta nella vita per capire quanto questo posto sia speciale e ricco di profumi intensi oltre che caratterizzato dalla presenza di un fantastico mare. Tra le località ideali dove trascorrere le vostre vacanze in Sicilia vi troviamo Cefalù, famoso comune situato sulla costa siciliana settentrionale a pochi chilometri da Palermo, il cui mare si presenta cristallino, quasi trasparente, e la sabbia dorata. Mondello viene invece considerata la spiaggia più bella nell’area di Palermo e, sempre nella parte occidentale della Sicilia merita di essere citata la spiaggia di Mazara Del Vallo che si presenta bianca e finissima circondata dall'azzurro del mare. E parlando di mare in Italia non può infine non essere citata la Calabria e nello specifico Tropea.

Pubblicato in Viaggi e Tempo Libero

Il governo ha ridisegnato i collegi in Calabria. Eccoli.

Alla Camera.

8 i collegi uninominali: Reggio Calabria, Palmi, Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone, Cosenza, Corigliano Calabro e Castrovillari.

12 in seggi assegnati con sistema proporzionale.

6 nella zona sud : Reggio, Palmi, Vibo e Catanzaro.

6 nella zona nord Crotone, Cosenza, Corigliano Calabro e Castrovillari.

Al Senato

4 i collegi uninominali : Corigliano Calabro-Crotone, Castrovillari-Cosenza, Catanzaro-Vibo Valentia e Reggio Calabria-Palmi

6 i seggi assegnati con il sistema proporzionale

Quello che emerge è che alla Camera la Lombardia guadagna un deputato e lo “sottrae” al Veneto. I lombardi eleggeranno cioè 102 deputati (anziché i 101 del 2013) mentre i veneti ne eleggeranno 50 anziché i 51 delle ultime politiche. 

Per quanto riguarda la Calabria, alla Camera ci saranno otto collegi uninomali: Reggio Calabria,

I collegi uninominali modificati, rispetto alla suddivisione del 1993, sonocirca 60.

La regione con il maggior numero di deputati è la Lombardia (la regione più popolosa d’Italia) che porterà alla Camera 102 deputati, 37 eletti con il sistema uninominale e 65 con il plurinominale.

La Lombardia rispetto al 2013 guadagna 1 deputato a scapito del Veneto che passa da 51 a 50.

Per quanto riguarda i seggi uninominali chi ne perde di più, rispetto al 1993, è la Basilicata che da 5 passa a due, e l’Umbria che da 5 passa a 3.

Tra le città Roma è quella che elegge più deputati: 11, Milano si ferma a 6, mentre Napoli e Torino ne eleggeranno 4.

I collegi plurinominali sono stati poi formati dall’aggregazione di collegi uninominali contigui. 

Ai 618 seggi che verranno assegnati in Italia (232 con il sistema uninominale e 386 con il plurinominale) vanno aggiunti i 12 seggi assegnati dagli italiani all’estero.

Al Senato i collegi uninominali sono 116, mentre i proporzionali 193. Sei saranno i senatori eletti dagli italiani all’estero.

Come per la Camera la regione che elegge il numero maggiore di senatori è la Lombardia.

La Basilicata, come già accadeva nelle precedenti leggi elettorali, avrà più senatori che deputati. Questo perché, secondo il comma 3 dell’articolo 57 della Costituzione, tutte le regioni, tranne Molise e Valle D’Aosta abbiano un numero di senatori non inferiore a 7.

Pubblicato in Calabria

Vi parliamo di quando la festa di Halloween in Calabria era solo la festa delle streghe.

La nonna quasi centenaria è ancora agile in casa e nel vicino orto.

Attiva, lucida, bella e serena, risponde alla nostra domanda:

“Quando eravate bambina facevate anche voi le zucche intagliate con dentro la candela?”

Sorride dolcemente, come ci viene sollecitato alla memoria un fatto antico, ormai quasi dimenticato ma ancora bello, e scuote lievemente la testa.

Poi mi guarda e sempre sorridendo aggiunge“ Noi eravamo molto poveri e non ci potevamo permettere di sprecare una zucca con la quale mangiavamo per diversi giorni “

Ed infine conclude” Ma anche a me piaceva vedere di sera le zucche intagliate con il viso di una strega, con dentro la carta velina rossa e la candela od il lumino e che venivano esposte davanti a certe case. Ne avevo paura e tenevo sempre stretta la mano della mamma.

Poi non ne ebbi più paura, anzi mi piaceva vederle ogni anno a fine ottobre.

E quando fui più grande ed ebbi modo di avere anche io la rara carta velina rossa, la feci anche io e la esposi sulla finestrella ovale sotto il tetto”

La ringrazio, le sorrido ed insisto: “Ma che cosa significava?”

“ Allora non lo sapevo e credo non lo sapesse nessuno. Era una tradizione come la vamparita .. quella che si faceva nella notte di San Giovanni.

Qualche tempo dopo un uomo colto mi spiegò che era una festa per far paura all’inverno che stava per arrivare.

L’inverno era il periodo più difficile da passare perché c’era poco da mangiare, pioveva e faceva freddo, e così volevamo che arrivasse il più tardi possibile o che passasse prima possibile”.

Mi sorprende ed allora un po’ stupidamente le chiedo “ Vuoi dire che la strega nella zucca aveva un valore apotropaico?”

Mi guarda sorpresa, anzi un po’ infastidita per il termine che non comprende.

Mi scuso e le dico “ Perdonami, questa parola indica una cosa che serve per allontanare il male”

Sgrana gli occhi e dice “ Si, si. Con la strega e la luce rossa volevamo vincere il buio dell’inverno e se non proprio vincerlo almeno allontanarlo.

Era una strega buona, come la Befana che portava doni ai bambini, come i Re Magi li portarono al bambinello.

Adesso so che è diventata una festa importante come quella di Babbo Natale. Di più non so. So però che era una festa di noi contadini.

E come noi veniva da un lontano passato.

E poi la strega serviva per tenere lontani gli spiriti malvagi che fanno ritorno nel regno dei vivi ed un po’ per ricordare e celebrare i morti.

Sai i morti sono sempre vicini a noi, molti sono buoni, ma non tutti”

Davvero resto sorpreso per questa lezione di storia calabrese ed un po’ amanteana poi la saluto dicendole “ Grazie nonna sei stata preziosa”

Pubblicato in Campora San Giovanni

manifestoNon si affitta ai meridionali

Era un classico cartello che veniva affisso ai portoni dei palazzi soprattutto a Torino negli anni “50 e “60.   Ma oggi anno 2017 sembra che il mondo torni sempre sui suoi balordi passi.

 

Amici lettori di Tirreno News questa è la scritta che è comparsa alcuni giorni fa sui Social. Non siamo agli anni del boom economico quando la gente del sud con la valigia di cartone legata con lo spago si recava a Torino in cerca di lavoro. Lasciava il mare, il sole, la propria terra e i propri affetti ed emigrava al Nord, specialmente in Piemonte, particolarmente a Torino, perché lì c’era la grande industria, c’era la FIAT, c’era dunque il lavoro.

La gente emigrava in massa e trovava gravi difficoltà non a trovare un lavoro dignitoso ma un alloggio decoroso. Sui portoni delle case spesso trovavano dei cartelli che avvisavano: Non si affitta ai meridionali. E già perché allora come ora noi meridionali siamo considerati degli appestati, portatori di malattie, mafiosi, camorristi, ndranghetisti, ladri, delinquenti, chiassosi, sporcaccioni, mal pagatori.

Come se al Nord queste categorie di persone non esistessero. Sono passati oltre 50 anni e purtroppo questi pregiudizi ancora non riescono a morire. Siamo rimasti dei terroni e questo basta. Quei fatidici cartelli affissi ai portoni delle case non si vedono più da diversi anni, però oggi al tempo di internet si trovano, eccome. Ne ha dato notizia “Il Messaggero” alcuni giorni orsono.

Ha raccontato la storia di un medico di Aversa che aveva accompagnato la figlia a Padova, nella città del Santo, per cercarle una pensione o una cameretta. La ragazza avrebbe dovuto seguire un corso di formazione. Non si è rivolto a nessuna agenzia immobiliare. Ha acceso il computer e subito è andato alla ricerca di una soluzione affidandosi ai social network. Ha trovato delle ottime abitazioni in affitto con prezzi abbastanza buoni, ma sorpresa delle sorprese, con queste limitazioni: Non si fitta ai meridionali, specialmente napoletani e siciliani.

La ragazza in cerca di alloggio è napoletana, quindi niente sistemazione. La notizia ha destato molto scalpore e a me è venuto in mente come venivano accolti i miei cari paesani quando a causa del lavoro che in Calabria mancava furono costretti ad emigrare in massa al Nord specialmente a Torino.

I rigurgiti del passato purtroppo sono ritornati. Molte persone che vivono al Nord hanno giustificato quei cartelli e hanno scritto che la proprietà privata è sacra e ognuno può fare quello che vuole. La casa è mia, quindi l’affitto a chi voglio io. Sì, affittala a chi vuoi, ma non puoi discriminare una ragazza sol perché è nata al Sud dell’Italia. Questo è razzismo, questa è discriminazione bella e buona, frutto di ignoranza e dei pregiudizi di queste brutte bestie che ancora albergano nei cuori e nella mente dei cittadini del Nord Italia, i quali non sanno che quando noi mangiavamo con la forchetta e con il cucchiaio loro mangiavano con le mani. Per non parlare dei saccheggi subiti da parte dei nordisti e dei Savoia al tempo dell’Unità d’Italia.

Pubblicato in Italia

bonoRiflettendo, in riva all’Ulisse agitato e ad un rosso tramonto, sul sentimento di libertà e su quello passionale, sono giunto alla conclusione che ambedue costituiscono la sostanza propulsiva necessaria al superamento di ogni steccato di razza, cultura, religione, classe sociale. Qualcuno ha scritto: “Chi ama liberamente può amare chiunque e qualunque cosa.” Di certo, chi osa amare non ama ciò che gli viene imposto che deve amare, ma ciò verso cui sente spontaneamente e liberamente amore. Al contrario l’amore non libero, ma “illecito” o forzato o distorto o anche semplicemente incanalato è costretto a restringere il suo campo di azione nell’ambito di ciò che viene predestinato dalle convenzioni sociali e religiose come giusto, o comunque legittimo. Il libero sentimento si muove indipendentemente dalle limitazioni psicologiche e sociali, assumendo così un vero e proprio carattere rivoluzionario. Il libero sentimento è di fatto rivoluzionario, non nel senso che combatte direttamente le barriere umane e le regole sociali, ma nel senso più profondo del termine, in quanto si muove direttamente nella verità della dimensione umana, insomma nel cuore dell’uomo, nella sua specifica umanità, nella autenticità dei rapporti umani. È impossibile resistere al richiamo allettante della passione. La passione non ha rivali; incontrastata, domina la mente e il corpo, usurpa tutte le forze e se ne nutre impudicamente, ottenebra il lume della ragione, divora ciò che ancora non ha soggiogato con il suo potere stordente; impietosa, ruba ogni esiguo stillicidio di serenità, sospingendo subdolamente la vittima nel suo vortice. La passione annichilisce e delizia, ubriaca di vita e dissipa, crea e distrugge, affonda nei relitti dell’inferno e innalza allo splendore celestiale. Il libero sentimento rivela i moti sottili dell’indomito spirito umano, apre i cuori degli uomini ed unisce spontaneamente le persone tra loro. Il sentimento libero è un atto rivoluzionario e davanti alle barriere umane: filtra tranquillamente attraverso di esse, noncurante di esse, si muove indipendentemente da esse, e mette in relazione le energie. Ogni vera ed autentica rivoluzione, in questo come in altri casi, non è tanto una lotta contro ciò che opprime, quanto l’affermazione e la manifestazione diretta di una verità dell’animo umano, una verità di sentimento, che indirettamente fa crollare ogni realtà costruita, artificiosa e dunque falsa. L'amore appartiene per sua natura alla sfera dell'indicibile; come tutto ciò che ha a che fare con l'anima, con la dimensione più profonda e segreta dell'essere, è vicino al mistero, si accompagna al silenzio. Superare la barriera dell'inesprimibile, dare forma, corpo all'indicibile è un'impresa folle, 'piena di paura', in cui soltanto gli artisti, i poeti si sono cimentaci da sempre. Di fronte all'amata l'amante prova un senso di incredibile pienezza e, contemporaneamente, ha il sentore di aver vissuto fino a quel momento in uno stato di privazione: la sua presenza è fonte di un benessere che sembra avere possibilità inesauribili. L'esperienza sembra dirci che è la vicinanza a provocare il turbamento: qualcuno o qualcosa verso cui lo sguardo si dirige ci cattura. Ma in verità l'amore vive e si alimenta di ciò che accade in noi, della nostra interiorità. La persona su cui ho fermato i miei occhi e il mio desiderio assume per me un significato unico: è insostituibile perché soltanto essa può evocare in me delle dimensioni interiori profonde e particolarissime.

Per non scrivere d’altro..

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Pubblicato in Calabria

Il sole 24 ore.

Il 2 settembre il Sole 24 ore pubblicava “Calabria verso 9 milioni di presenze, oltre il record registrato nel 2007” nel quale si legge:

A conti fatti è stato un boom: i turisti hanno premiato la Calabria.

Record di presenze, soprattutto straniere, alberghi e villaggi sold out. Piene le case vacanza, gli alberghi diffusi nei borghi, gli agriturismi e i nuovi cohousing dove fare esperienze in autentico stile local.

Sette le bandiere blu della Foundation for Environmental Education sul mare di Soverato, Roseto Capo Spulico, Praia a Mare, Trebisacce, Cirò Marina, Melissa e Roccella. Ma depuratori e scarichi abusivi hanno guastato la festa in molte località balneari, nonostante i programmi di riefficientamento e rifunzionalizzazione degli impianti.

Dagli esami condotti nel mese di luglio da Goletta Verde di Legambiente, su 24 punti in prossimità delle coste (alle foci di fiumi e torrenti), 9 sono risultati fortemente inquinati (lo scorso anno, però, erano il doppio). In provincia di Reggio Calabria 3 su 6. Prelievo oltre i limiti consentiti a Ricadi (Vibo Valentia), alla foce del torrente Ruffa. Inquinato un punto allo sbocco del torrente Britto a Marina di Nicotera (Vibo Valentia). E non è andata meglio sul Tirreno.

I campionamenti eseguiti dall’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente modificano di giorno in giorno la situazione. Le attività calendarizzate secondo le indicazioni del ministero della Salute non sono ancora terminate, ma, nonostante segnalazioni, lamentele e anche qualche denuncia, il trend, rispetto allo scorso anno (692 km di spiaggia balneabile e meno di 20 vietati) risulterebbe positivo. «Perché - spiega con dati alla mano il responsabile della comunicazione di Arpacal Fabio Scavo – non sempre un mare non pulito è un mare inquinato. Se cambia colore in molti casi è per le fioriture algali, se compaiono strisce parallele alla costa sono responsabili le mucillagini. Quando non funzionano i depuratori o ci sono scarichi abusivi, in genere, il mare si chiazza».

Protagonista della fiera del turismo di Shanghai, segnalata nella top list della prestigiosa Rough Guides, citata da Mastercard (“perla nascosta d’Europa”), dal Telegraph, dal Guardian e dal New York Times (meta imperdibile per il 2017, soprattutto per meriti enogastronomici), la Calabria scopre di essere diventata una destinazione cult per europei, cinesi e americani. Restando comunque un punto di riferimento anche per il turismo di prossimità. Gli stranieri, al 31 luglio, sono aumentati del 4,6% rispetto allo scorso anno. Il mercato italiano registra invece un incremento del 3,4%. Che tradotti complessivamente in presenze sono per il momento 140mila in più. Per il dipartimento regionale del Turismo è già record: «Il picco massimo degli ultimi 20 anni è stato raggiunto nel 2007 e si trattava di 8,8 milioni di presenze», dichiara il dirigente regionale Rodolfo Bova. Quest’anno si prevede di raggiungere i 9 milioni. Il tasso di occupazione delle strutture ricettive è dell’80% fino al 10 settembre.

«La Calabria ha il parco alberghiero più nuovo d’Italia e le camere più ampie rispetto alla media nazionale», sottolinea Vittorio Caminiti presidente di Federalberghi Calabria. La regione è quarta per numero di aziende, 767 hotel (+ 18,5% negli ultimi 5 anni), 40.402 le camere, 85.862 i posti letto (+50,7%, seconda dopo la Basilicata). Più capienti le strutture ricettive a 5 stelle (+15,1% di nuove stanze) e in aumento quelle a 4 stelle (+14%) che insieme rappresentano il 43,8% degli alberghi, un dato superiore alla media nazionale (36,7%).

Il recente rapporto sul turismo elaborato da Unicredit e Touring Club evidenzia che il 54,4% dei posti letto è offerto dagli alberghi, il 34,9% da campeggi e villaggi turistici, il 3,5% da agriturismi, altrettanto da bed & breakfast e il 2,2% da alloggi in affitto.

I turisti cinesi sono attesi per la prossima primavera. Sarà una prova impegnativa per gli operatori locali: la Calabria - unica regione d’Italia - ha ottenuto la certificazione Welcome Chinese, riconoscimento strategico per il 2018, anno del turismo Europa-Cina. Il marchio indica uno standard esclusivo, disposto dalla China Tourism Academy. Ispettori e tour operator hanno visitato la regione, valutando sicurezza, alberghi, prima colazione, circuiti delle carte di credito, QRcode, segnaletiche e traduzioni. «Si stima che i turisti cinesi trascorreranno in Calabria almeno 3 giorni del loro tour europeo - spiega Angela Vatrano del dipartimento regionale del Turismo - viaggiano prevalentemente in primavera e in autunno, spendono molto, ma sono anche molto esigenti».

Il flusso dei vacanzieri non si è arrestato nemmeno di fronte alle condizioni più scoraggianti: di tre aeroporti regionali, funziona a pieno regime solo Lamezia Terme, nonostante su più fronti il governatore Mario Oliverio spinga “sull’accessibilità per intercettare la domanda turistica e determinare la crescita della regione”. Dai dati di Assaeroporti risulta che i viaggiatori internazionali, che volano solo su Lamezia, sono aumentati del 60% rispetto a un anno fa, una percentuale 6 volte superiore alla media nazionale (9,6%). Attesi da Toronto fino alla fine di settembre, con il volo diretto dell’Air Transat, almeno 8mila turisti canadesi. L’attività charteristica registra un incremento del 3,4 per cento.

Dimostrano interesse per la costa, i borghi, la natura e l’enogastronomia anche gli americani: la nota imprenditrice del food Lidia Bastianich è ambasciatrice della Calabria per il mercato statunitense e sudamericano. Nel mese di giugno ha visitato la regione, gustando i piatti di chef stellati ed emergenti, che con la loro nuova visione del territorio e con materie prime eccellenti (7mila le aziende bio della regione) stanno contribuendo a decretarne il successo. In prima linea Caterina Ceraudo, migliore Donna Chef 2017 per la Guida Michelin, Luca e Antonio Abbruzzino, Nino Rossi, Antonio Biafora, Riccardo Sculli. E in erba ce ne sono altri.

Non è, dunque, solo il mare l’unico attrattore turistico. L’80% dei comuni in Calabria ha meno di 5mila abitanti: molti sono borghi e conservano una grande tradizione storica e culturale. Rappresentano il fulcro del nuovo turismo esperienziale, insieme alla natura: 3 parchi nazionali (Pollino, Sila e Aspromonte), uno regionale (Serre Calabresi), 6 zone di protezione speciale, 3 riserve regionali, costituiscono quasi il 40% del territorio calabrese, ricco di bodiversità. Per questo suo enorme potenziale, spesso messo a rischio dalla mano dell’uomo (negli ultimi mesi estivi gli incendi hanno provocato un vero disastro ambientale), la Calabria è diventata meta di chi pratica escursionismo, rafting, canoa, rampicate. Di chi ama i parchi avventura. È il polmone verde del Mediterraneo per tedeschi, inglesi e francesi. Che fra gli europei sono anche i golfisti più appassionati: attendono gli sviluppi dell’approvazione della legge che vorrebbe trasformare la Calabria in una Golf destination con cinque impianti da 700 mila metri quadrati.

Ernesto Greco di Cicas Turismo

Ieri 6 settembre Greco (Cicas) commenta i dati Sole 24Ore su turismo in Calabria e scrive:

“Il Sole 24 Ore ha recentemente pubblicato un articolo a firma Donata Marrazzo. “Turismo. Calabria verso 9 milioni di presenze, oltre il record registrato nel 2007”. Nello scorrere l’articolo e sin dalla prime righe, a parte l’evidenza che la Signora Marrazzo non conosce la Calabria (dopo aver parlato di inquinamento a Ricadi e Nicotera dice “E non è andata meglio sul Tirreno”), saltano all’occhio molte incongruenze ed affermazioni che non trovano riscontro nella realtà di chi di turismo vive e nel turismo opera quotidianamente. “A conti fatti è stato un boom: i turisti hanno premiato la Calabria” dice l’articolo. Ed ancora “alberghi e villaggi sold out. Piene le case vacanze, gli alberghi diffusi nei borghi, gli agriturismi”. Incompatibile! Se le strutture fossero state tutte piene come si vuol far credere non ci sarebbe stato quel fiorire di offerte e last minute anche per la settimana se non addirittura per il solo ponte di ferragosto. E quando una struttura è costretta a ricorrere a questo tipo di offerta vuol dire che l’intera stagione è andata veramente male. Negli ultimi quarant’anni, per alcuni e solo per alcuni, è stato necessario soltanto nel 1996. E poi, a chiunque è bastato dare uno sguardo alle spiagge, ai lidi attrezzati e soprattutto ai lidi delle strutture per rendersi conto dei posti vuoti sotto gli ombrelloni. A chi non frequenta le spiagge è il traffico a fornire informazioni in termini di quantità e di provenienza. Ed ancora i pullman dei vari Tour Operator che quest’anno sono stati praticamente assenti. Tutti segnali chiari e inconfutabili. Anche le contraddizioni sulla bontà delle nostre acque sono evidenti. Si citano risultati eccellenti e poi si scopre che Goletta Verde ha rilevato punti “fortemente inquinati” e si parla di depuratori e scarichi abusivi che “hanno guastato la festa”. E poi ancora le dichiarazioni del responsabile della comunicazione di Arpacal secondo il quale “non sempre un mare non pulito è un mare inquinato”. Come se ciò fosse cosa buona e giusta. Ed ancora a parlare di “fioriture algali” e via di seguito. Evidentemente pensano che il turista o il bagnante locale, vedendo l’acqua sporca si tuffa lo stesso: tanto è solo sporca, mica inquinata. Il portavoce Arpacal dovrebbe invece spiegare a tutti perché avviene la fioritura algale e perché si formano le mucillagini. Le motivazioni scientifiche esistono e vanno in direzione opposta a quanto ci si vuole far credere. Si afferma che la Calabria “scopre di essere diventata una destinazione cult” per cinesi, americani, ecc. e poi si dice che i cinesi forse verranno nel 2018. Ma in tour, non per soggiornare in Calabria!!! Infatti “Si ritiene che i cinesi trascorreranno in Calabria almeno 3 giorni del loro tour europeo – spiega Angela Vatrano del dipartimento regionale del Turismo – viaggiano prevalentemente in primavera e in autunno, spendono molto, ma sono molto esigenti”. Quindi attenzione: sono molto esigenti!!! O ci attrezziamo o l’occasione la perdiamo sul nascere. E poi ancora. “Il picco massimo degli ultimi 20 anni è stato raggiunto nel 2007 e si trattava di 8,8 milioni di presenze, dichiara il dirigente regionale Rodolfo Bova”. “Quest’anno si prevede di raggiungere i 9 milioni. Il tasso di occupazione delle strutture ricettive è dell’80% fino al 10 settembre”. Un altro proclama che poteva essere evitato! Il 2007 non è stato certamente un anno di magra per il turismo calabrese ma, in effetti, non c’è stato nessun boom perché si è solo recuperato una parte di quanto si era perso nel corso degli anni 2004, 2005 e 2006. Se poi si aggiunge che è stato l’anno in cui, per paura di minacciate sanzioni, molti operatori che prima non lo facevano, hanno compilato e presentato i Mod. ISTAT C/59, il gioco è fatto. Che poi si è voluto strombazzare ai quattro venti di un successo strepitoso, quasi imbarazzante, per motivi politici o per reconditi tornaconti è tutto un altro affare. Ma soffermiamoci un attimo sui numeri delle presenze e sul boom del 2017. Nell’articolo si riportano i dati relativi agli Hotel “La regione è quarta per numero di aziende, 767 hotel (+ 18,5% negli ultimi 5 anni), 40.402 le camere, 85.862 i posti letto (+50,7%, seconda dopo la Basilicata)”.

Scorrendo dati ufficiali del 2007, altro anno esplosivo, abbiamo quanto di seguito: Fonte: Comuni Italiani- Regione Calabria

Alberghi 719 – posti letto 74.388

Camping e villaggi 178 – posti letto 109.464

In affitto – posti letto 2.122

Agriturismo – posti letto 2.177

Altri esercizi – posti letto 1.986

Totale posti letto 190.137

Già qui i numeri non tornano. Se nel 2007 i posti letto in albergo erano 74.388 come è possibile che un incremento del 50,7% porta ad averne oggi 85.862?

Fonte: Osservatorio del turismo Regione Calabria – Ottavo rapporto sul turismo 2008 – riferimento anno 2007. Elaborazione dati Sirdat – Totale posti letto 193.399

Ora, se non consideriamo l’aumento del numero posti letto degli ultimi 10 anni e prendiamo per buoni i dati del 2007, abbiamo in totale 190.137 posti. Si dice che l’occupazione media è pari all’80% fino al 10 settembre. E’ lecito quindi considerare una stagione estiva di 90 giorni. Facendo due calcoli avremmo 190.137 x 90 = 17.112.330 presenze. Siccome l’occupazione è pari all’80% ( ma non era tutto pieno?) il numero di presenze si riduce a 13.689.864. Quindi la proporzione è 13.689.864 : 80 = 9.000.000 : x  dove x è pari a 52,59. Ed ecco che l’occupazione media scende al 52,59%. Vogliamo chiede come è andata la stagione ad un albergatore che ha avuto una occupazione media del 52,59%? Tra 8.8 milioni, 9 milioni e 13.689.864 e tra l’80% ed il 52,59% qualche differenza c’è e qualcuno dovrebbe fare pace con se stesso. “La Calabria ha il parco alberghiero più nuovo d’Italia e le camere più ampie rispetto alla media nazionale, sottolinea Vittorio Caminiti presidente di Federalberghi Calabria”. E poi ancora si afferma che le strutture a 5 stelle e quelle a 4 “insieme rappresentano il 43,8% degli alberghi, un dato superiore alla media nazionale (36,7%)”. A parte qualche riserva sulle “camere più ampie rispetto alla media nazionale” non si può non sottolineare che l’alta percentuale di alberghi a 5 e 4 stelle non è altro che frutto di quella politica scellerata che continua a classificare con molta superficialità senza verificare la consistenza dei servizi effettivamente prestati alla clientela, la reale dotazione delle strutture e la relativa qualità. Infine, è fuor di dubbio che la gastronomia, i borghi caratteristici, le spiagge, i parchi naturalistici, i panorami invidiabili ed i sacrifici di molti operatori seri, rappresentino punti di eccellenza per la Calabria. Ed è proprio grazie a quest’insieme che ancora questa terra continua ad attrarre turismo. Senza attribuire alcuna colpa alla giornalista che, evidentemente in buona fede, pubblica un articolo mirato ad esaltare i risultati turistici della Calabria ma che ha un riscontro contrario e quindi non fa altro che ritorcersi contro la Calabria stessa. Per concludere, viene da chiedersi cui prodest? A chi può far comodo rendere pubblici ed enfatizzare dati e risultati eclatanti benchè non reali? Qualcuno che non sappiamo sta per caso preparandosi a replicare le nefandezze perpetrate nel 2007? Ci auguriamo di no”

Tirrenonews.

Ci fu un tempo in cui la regione calabria pubblicava i dati delle presenze turistiche nell’anno precedente.

Un sistema semplicissimo per capire se un anno era andato meglio o peggio di quello precedente e quindi per ascrivere meriti o responsabilità.

Oggi invece si scommette già a fine agosto su quelle che saranno le presenze dell’intero 2017!.

Ridicolo! Perché ,infatti, non aspettare la pubblicazione ufficiale dei dati del 2017 per paragonarli quelli del 2016?

Ah, già, dimenticavo che da qualche tempo i dati delle presenze non vengono più diffusi, come avveniva in passato, addirittura comune per comune, perché si preferisce restare nel vago, giocando di fioretto e tentando di prendere per c……. tutti i calabresi.

Maledetta politica che non vuole i giudizi degli elettori!

Maledetti elettori che non pretendono la verità!

La regione Calabria ed in particolare l’assessorato al turismo ci metterà in grado di ribattere ai due di prima ed ai vari politici locali che si improvvisano esperti di turismo ?

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foto001I ragazzi di oggi. specialmente quelli che vivono in città, durante i mesi invernali non soffrono il freddo, e quando la sera vanno a letto non trovano le lenzuola freddissime. Le case di oggi sono ben riscaldate. Tutte hanno riscaldamenti centralizzati o autonomi a metano. Non sanno, quindi, cosa significa il freddo. Anche perché le scuole sono pure riscaldate. E se qualche giorno gli impianti di riscaldamento non dovessero funzionare i giovanissimi di oggi si rifiutano di entrare in classe. Ai miei tempi le scuole non erano riscaldate. E quando davvero faceva molto freddo, con il fiato tentavamo di scaldare la punta delle dita ed eravamo costretti a stare con il cappotto e la sciarpa al collo. Ogni tanto la maestra si faceva portare da casa un braciere acceso per poter riscaldare un po’ l’ambiente. Non era proprio un braciere, era una padella col manico lungo, “a frissura”,adatta a trasportare i carboni ardenti. Sicuramente della “frissura” e della “vrascera” i ragazzi di oggi non sanno niente, forse ne hanno sentito parlare un po’ vagamente dai nonni, sempre se hanno avuto la fortuna di averli. I ragazzi di oggi credono di possedere tutto, credono di avere avuto tutto dalla vita: comodità, benessere, soldi, biciclette, motorini, auto, televisione, computer, tablet, telefonini, internet, pub,discoteche,sala giochi, etc. A loro, però, è mancato qualcosa: l’intimità della casa. E’ mancato a loro qualcosa di veramente importante: la gioia, la serenità, l’amore della famiglia riunita intorno al braciere specialmente durante le lunghissime giornate invernali quando fuori infuriava la tempesta e tutti erano costretti a stare nelle proprie case.

Il nonno con la paletta in mano, ogni tanto muoveva il carbone acceso e poi lo ricopriva con la cenere per mantenere a lungo e sempre viva la brace. Questo era un compito importante che la famiglia gli aveva affidato e lui ne andava fiero. Come riassettava lui il fuoco non c’erano eguali. La nonna e la mamma, invece, filavano o sferruzzavano, mentre io e mia sorella Anna coi libri poggiati sulle ginocchia facevamo finta di leggere. Non avevamo nessuna voglia di studiare. Ascoltavamo i ragionamenti degli adulti che si facevano allora: la guerra, Mussolini,, i soldati che morivano di freddo e di fame in Russia, la scarsità del raccolto, i bombardamenti, il tesseramento, la scarsità del cibo, il freddo pungente che non voleva andare via.

Se domandate ad un ragazzo di oggi cosa sia un braciere o non vi saprà rispondere oppure vi dirà che è un sottovaso finemente lavorato dove la mamma ha posto nel salotto o nel soggiorno una bella pianta ornamentale. Ecco a cosa serve oggi il bel braciere di una volta, è stato declassato ad un semplice portavasi. Invece, una volta, era ritenuto un oggetto indispensabile ed essenziale per la casa, sia essa ricca che povera. Le ragazze, poi, quando si sposavano ne portavano, fra le altre cose, uno in dote. Il braciere era un recipiente circolare, per lo più di metallo, con due manici, che doveva contenere le braci accese per riscaldare le stanze. Era noto fin dai tempi più antichi. Nelle case dei ricchi e dei nobili c’era il braciere di ottone finemente martellato e con manici pesanti ben lavorati e con il fondo di rame. Era più resistente al calore delle braci, durava più a lungo e si manteneva sempre lucido. Nelle case dei poveri, invece, c’era il braciere di latta che spesso il calore del fuoco bucava il fondo e faceva cadere la cenere per terra. Di ottone o di latta, il braciere non poteva restare così in mezzo alle stanze. Aveva bisogno di un mobile di legno, una specie di ruota del diametro di circa un metro e venti centimetri, col buco in mezzo, costruito in modo che doveva tenere sollevato il braciere da terra. Il bordo della ruota serviva poi come poggia piede per tutti i componenti della famiglia. Gli accessori essenziali del braciere erano: la paletta di ottone o di ferro, che serviva per muovere le braci e poi ricoprirle con un sottile strato di cenere; la pinza, che serviva per prendere le braci ardenti dal caminetto; il ventaglio e la “magara”. Quest’ultima a forma di imbuto bucherellato fatta di latta serviva per il tiraggio. Senza la “magara” a volte era difficile accendere i carboni. Perché si chiamava “magara”? Quante volte me lo son chiesto e mai ho saputo darmi una risposta plausibile. Deriva forse da “magaria”, “magara” o da magia. Chissà! Certamente era l’oggetto indispensabile per accendere il braciere e in pochi minuti compiva la magia di trasformare la legna e i carboni in brace ardente.

Ma il braciere di una volta a differenza dei termosifoni di oggi spesso ubicati sotto i davanzali delle finestre o in un angolo della casa, compiva un’altra “magaria”: aveva il compito di riunire tutta la famiglia specialmente di sera. Non solo ci dava calore che riscaldava tutte le membra, ma ci dava calore umano. Stare tutti uniti, stare tutti vicini, ci faceva sentire una sola famiglia, un corpo ed un’anima sola Il calore che emanava dal braciere ci accumunava e ci disponeva a comunicare fra di noi, a raccontare barzellette, “rumanze”, le vicende della vita, tutti i nostri pensieri, tutto il nostro vissuto, gli affanni, gli amori, i tormenti, le soddisfazioni, le gioie e le pene, diversamente da oggi, i cui componenti della famiglia non si incontrano neppure a pranzo e a cena e il calore e il tepore del termosifone non ci dispongono a stare vicini e insieme, a sentire l’uno il calore, l’umore, l’odore dell’altro. Le case oggi sono meglio riscaldate, in esse si vive meglio, diversamente da ieri. Oggi, però, il tepore del termosifone è fine a se stesso. Riscalda sì l’ambiente, non riscalda , però, i nostri cuori, non dispone a niente.#

# Dai libri del maestro Gagliardi: La valigia dei sogni e Viaggio nella memoria.

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Calabria Peperoncini 1 ASi terrà a Lago in Provincia di Cosenza la diciottesima edizione della Fiera del Peperoncino, un appuntamento divenuto nel tempo punto di riferimento per i buongustai ma anche i per i tanti curiosi e turisti. Fiera del peperoncino è un evento goloso che coinvolgerà un centinaio di stand espositivi nei quali sarà possibile degustare e acquistare peperoncini, prodotti tipici al peperoncino ed anche prodotti della tradizione calabrese e “Laghitana”. Ma non solo enogastronomia infatti Fiera del Peperoncino un mix perfetto di cultura, informazioni, incontri, concorsi gastronomici, spettacoli e bellezza tutto all'insegna di sua maestà il peperoncino. Oltre al convegno durante la serata è prevista la premiazione “ Stand Piccante “ e “ Miss Peperoncino”. Per una notte le stupende ed artistiche viuzze del centro storico di Lago si trasformeranno nel palcoscenico di tutti i “ Laghitani” che in armonia e quasi come un magico gioco si prestano nel proporre i tantissimi piatti tipici della tradizione locale. Del resto nella cucina tipica “ Laghitana” è raro trovare un piatto dove non sia presente il peperoncino fresco o essiccato e poi macinato ed è ancora più raro trovare un laghiatano che nel suo orto o nel suo giardino o sul balcone non mantiene una piantina di peperoncino. Da qui la lunga tradizione che lega Lago al Peperonicino sopratutto nella creazione di piatti e prodotti che si intrecciano o sovrappongono la famosa piantina con la cultura locale. Insomma un evento a cui non si può mancare. Vi aspettiamo il 17 agosto a Lago, il cuore del peperoncino. 

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burocrazia 675Con un emendamento al decreto legge Disposizioni urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno del 20 giugno 2017, il senatore Paolo Naccarato ha recentemente proposto - o meglio ancora riproposto - di destinare le risorse risparmiate dall’Ente nazionale per le strade al miglioramento delle infrastrutture calabresi. Nel dettaglio l’adeguamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria ha infatti permesso di risparmiare circa 735 milioni di euro che potrebbero essere impiegati per potenziare l’intera rete stradale della Calabria. Doveroso il condizionale poiché, nonostante la richiesta rientri nel contratto stipulato tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la stessa Anas, non è detto che si riesca a centrare l’obiettivo di sostenere concretamente l’accessibilità ai territori e la loro connessione con il Sistema nazionale integrato dei trasporti.

Per questo motivo è necessario partire dall’origine della questione. A fornire utili chiarimenti in tal senso ci ha pensato la deputata del PD Enza Bruno Bossio che, ribadendo a più riprese l’importanza del progetto, ha spiegato come la vicenda sia nata dall’incontro tra il Governatore Mario Oliviero e il presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani. Quest’ultimo, nonostante l’assenso iniziale, ha subito palesato l’esigenza di regolamentare il tutto secondo legge. Da qui diversi ostacoli amministrativi hanno messo a repentaglio la buona riuscita del programma. In effetti, dopo l’esito negativo del primo intervento mosso dal gruppo del Partito Democratico alla Camera, è stato necessario l’intervento di Naccarato che, prendendo a cuore la causa, ha sostenuto il secondo emendamento adattandolo al Decreto Mezzogiorno. Insomma il guaio più grosso resta la solita burocrazia italiana.

Il problema è la bollinatura da parte della Ragioneria dello Stato” afferma la stessa Enza Bruno Bossio che ha promesso il massimo impegno affinché la situazione possa sbloccarsi quanto prima. A chi le chiede se è convinta delle modifiche fatte da Anas al disegno originario dichiara apertamente di condividere la scelta che ha posto fine a dei lavori destinati a durare per un periodo indefinito. Che i soldi ci siano è un dato di fatto. I mancati interventi soprattutto nel tratto cosentino del Savuto ne sono una chiara testimonianza.

Per la Bossio la preoccupazione più grande resta una sola: il gravoso compito che spetta all’Anas e ai Comuni poiché, dopo l’abolizione delle Province, risultano gli unici soggetti titolari di responsabilità in fatto di strade e collegamenti. Questo ha sicuramente abbattuto - seppure in parte - il sistema di potere all’interno dei lavori pubblici tuttavia non esclude affatto la possibilità che l’accordo possa saltare. Fanno ben sperare però le parole della politica calabrese che, forte dell’accordo fra il Ministro Delrio, Armani e Oliviero, ha concluso “noi del PD vigileremo al massimo perché l’emendamento passi”. Siamo solo all’inizio di una battaglia che si spera possa concludersi nel migliore dei modi.

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