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foto001I ragazzi di oggi. specialmente quelli che vivono in città, durante i mesi invernali non soffrono il freddo, e quando la sera vanno a letto non trovano le lenzuola freddissime. Le case di oggi sono ben riscaldate. Tutte hanno riscaldamenti centralizzati o autonomi a metano. Non sanno, quindi, cosa significa il freddo. Anche perché le scuole sono pure riscaldate. E se qualche giorno gli impianti di riscaldamento non dovessero funzionare i giovanissimi di oggi si rifiutano di entrare in classe. Ai miei tempi le scuole non erano riscaldate. E quando davvero faceva molto freddo, con il fiato tentavamo di scaldare la punta delle dita ed eravamo costretti a stare con il cappotto e la sciarpa al collo. Ogni tanto la maestra si faceva portare da casa un braciere acceso per poter riscaldare un po’ l’ambiente. Non era proprio un braciere, era una padella col manico lungo, “a frissura”,adatta a trasportare i carboni ardenti. Sicuramente della “frissura” e della “vrascera” i ragazzi di oggi non sanno niente, forse ne hanno sentito parlare un po’ vagamente dai nonni, sempre se hanno avuto la fortuna di averli. I ragazzi di oggi credono di possedere tutto, credono di avere avuto tutto dalla vita: comodità, benessere, soldi, biciclette, motorini, auto, televisione, computer, tablet, telefonini, internet, pub,discoteche,sala giochi, etc. A loro, però, è mancato qualcosa: l’intimità della casa. E’ mancato a loro qualcosa di veramente importante: la gioia, la serenità, l’amore della famiglia riunita intorno al braciere specialmente durante le lunghissime giornate invernali quando fuori infuriava la tempesta e tutti erano costretti a stare nelle proprie case.

Il nonno con la paletta in mano, ogni tanto muoveva il carbone acceso e poi lo ricopriva con la cenere per mantenere a lungo e sempre viva la brace. Questo era un compito importante che la famiglia gli aveva affidato e lui ne andava fiero. Come riassettava lui il fuoco non c’erano eguali. La nonna e la mamma, invece, filavano o sferruzzavano, mentre io e mia sorella Anna coi libri poggiati sulle ginocchia facevamo finta di leggere. Non avevamo nessuna voglia di studiare. Ascoltavamo i ragionamenti degli adulti che si facevano allora: la guerra, Mussolini,, i soldati che morivano di freddo e di fame in Russia, la scarsità del raccolto, i bombardamenti, il tesseramento, la scarsità del cibo, il freddo pungente che non voleva andare via.

Se domandate ad un ragazzo di oggi cosa sia un braciere o non vi saprà rispondere oppure vi dirà che è un sottovaso finemente lavorato dove la mamma ha posto nel salotto o nel soggiorno una bella pianta ornamentale. Ecco a cosa serve oggi il bel braciere di una volta, è stato declassato ad un semplice portavasi. Invece, una volta, era ritenuto un oggetto indispensabile ed essenziale per la casa, sia essa ricca che povera. Le ragazze, poi, quando si sposavano ne portavano, fra le altre cose, uno in dote. Il braciere era un recipiente circolare, per lo più di metallo, con due manici, che doveva contenere le braci accese per riscaldare le stanze. Era noto fin dai tempi più antichi. Nelle case dei ricchi e dei nobili c’era il braciere di ottone finemente martellato e con manici pesanti ben lavorati e con il fondo di rame. Era più resistente al calore delle braci, durava più a lungo e si manteneva sempre lucido. Nelle case dei poveri, invece, c’era il braciere di latta che spesso il calore del fuoco bucava il fondo e faceva cadere la cenere per terra. Di ottone o di latta, il braciere non poteva restare così in mezzo alle stanze. Aveva bisogno di un mobile di legno, una specie di ruota del diametro di circa un metro e venti centimetri, col buco in mezzo, costruito in modo che doveva tenere sollevato il braciere da terra. Il bordo della ruota serviva poi come poggia piede per tutti i componenti della famiglia. Gli accessori essenziali del braciere erano: la paletta di ottone o di ferro, che serviva per muovere le braci e poi ricoprirle con un sottile strato di cenere; la pinza, che serviva per prendere le braci ardenti dal caminetto; il ventaglio e la “magara”. Quest’ultima a forma di imbuto bucherellato fatta di latta serviva per il tiraggio. Senza la “magara” a volte era difficile accendere i carboni. Perché si chiamava “magara”? Quante volte me lo son chiesto e mai ho saputo darmi una risposta plausibile. Deriva forse da “magaria”, “magara” o da magia. Chissà! Certamente era l’oggetto indispensabile per accendere il braciere e in pochi minuti compiva la magia di trasformare la legna e i carboni in brace ardente.

Ma il braciere di una volta a differenza dei termosifoni di oggi spesso ubicati sotto i davanzali delle finestre o in un angolo della casa, compiva un’altra “magaria”: aveva il compito di riunire tutta la famiglia specialmente di sera. Non solo ci dava calore che riscaldava tutte le membra, ma ci dava calore umano. Stare tutti uniti, stare tutti vicini, ci faceva sentire una sola famiglia, un corpo ed un’anima sola Il calore che emanava dal braciere ci accumunava e ci disponeva a comunicare fra di noi, a raccontare barzellette, “rumanze”, le vicende della vita, tutti i nostri pensieri, tutto il nostro vissuto, gli affanni, gli amori, i tormenti, le soddisfazioni, le gioie e le pene, diversamente da oggi, i cui componenti della famiglia non si incontrano neppure a pranzo e a cena e il calore e il tepore del termosifone non ci dispongono a stare vicini e insieme, a sentire l’uno il calore, l’umore, l’odore dell’altro. Le case oggi sono meglio riscaldate, in esse si vive meglio, diversamente da ieri. Oggi, però, il tepore del termosifone è fine a se stesso. Riscalda sì l’ambiente, non riscalda , però, i nostri cuori, non dispone a niente.#

# Dai libri del maestro Gagliardi: La valigia dei sogni e Viaggio nella memoria.

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Calabria Peperoncini 1 ASi terrà a Lago in Provincia di Cosenza la diciottesima edizione della Fiera del Peperoncino, un appuntamento divenuto nel tempo punto di riferimento per i buongustai ma anche i per i tanti curiosi e turisti. Fiera del peperoncino è un evento goloso che coinvolgerà un centinaio di stand espositivi nei quali sarà possibile degustare e acquistare peperoncini, prodotti tipici al peperoncino ed anche prodotti della tradizione calabrese e “Laghitana”. Ma non solo enogastronomia infatti Fiera del Peperoncino un mix perfetto di cultura, informazioni, incontri, concorsi gastronomici, spettacoli e bellezza tutto all'insegna di sua maestà il peperoncino. Oltre al convegno durante la serata è prevista la premiazione “ Stand Piccante “ e “ Miss Peperoncino”. Per una notte le stupende ed artistiche viuzze del centro storico di Lago si trasformeranno nel palcoscenico di tutti i “ Laghitani” che in armonia e quasi come un magico gioco si prestano nel proporre i tantissimi piatti tipici della tradizione locale. Del resto nella cucina tipica “ Laghitana” è raro trovare un piatto dove non sia presente il peperoncino fresco o essiccato e poi macinato ed è ancora più raro trovare un laghiatano che nel suo orto o nel suo giardino o sul balcone non mantiene una piantina di peperoncino. Da qui la lunga tradizione che lega Lago al Peperonicino sopratutto nella creazione di piatti e prodotti che si intrecciano o sovrappongono la famosa piantina con la cultura locale. Insomma un evento a cui non si può mancare. Vi aspettiamo il 17 agosto a Lago, il cuore del peperoncino. 

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burocrazia 675Con un emendamento al decreto legge Disposizioni urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno del 20 giugno 2017, il senatore Paolo Naccarato ha recentemente proposto - o meglio ancora riproposto - di destinare le risorse risparmiate dall’Ente nazionale per le strade al miglioramento delle infrastrutture calabresi. Nel dettaglio l’adeguamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria ha infatti permesso di risparmiare circa 735 milioni di euro che potrebbero essere impiegati per potenziare l’intera rete stradale della Calabria. Doveroso il condizionale poiché, nonostante la richiesta rientri nel contratto stipulato tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la stessa Anas, non è detto che si riesca a centrare l’obiettivo di sostenere concretamente l’accessibilità ai territori e la loro connessione con il Sistema nazionale integrato dei trasporti.

Per questo motivo è necessario partire dall’origine della questione. A fornire utili chiarimenti in tal senso ci ha pensato la deputata del PD Enza Bruno Bossio che, ribadendo a più riprese l’importanza del progetto, ha spiegato come la vicenda sia nata dall’incontro tra il Governatore Mario Oliviero e il presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani. Quest’ultimo, nonostante l’assenso iniziale, ha subito palesato l’esigenza di regolamentare il tutto secondo legge. Da qui diversi ostacoli amministrativi hanno messo a repentaglio la buona riuscita del programma. In effetti, dopo l’esito negativo del primo intervento mosso dal gruppo del Partito Democratico alla Camera, è stato necessario l’intervento di Naccarato che, prendendo a cuore la causa, ha sostenuto il secondo emendamento adattandolo al Decreto Mezzogiorno. Insomma il guaio più grosso resta la solita burocrazia italiana.

Il problema è la bollinatura da parte della Ragioneria dello Stato” afferma la stessa Enza Bruno Bossio che ha promesso il massimo impegno affinché la situazione possa sbloccarsi quanto prima. A chi le chiede se è convinta delle modifiche fatte da Anas al disegno originario dichiara apertamente di condividere la scelta che ha posto fine a dei lavori destinati a durare per un periodo indefinito. Che i soldi ci siano è un dato di fatto. I mancati interventi soprattutto nel tratto cosentino del Savuto ne sono una chiara testimonianza.

Per la Bossio la preoccupazione più grande resta una sola: il gravoso compito che spetta all’Anas e ai Comuni poiché, dopo l’abolizione delle Province, risultano gli unici soggetti titolari di responsabilità in fatto di strade e collegamenti. Questo ha sicuramente abbattuto - seppure in parte - il sistema di potere all’interno dei lavori pubblici tuttavia non esclude affatto la possibilità che l’accordo possa saltare. Fanno ben sperare però le parole della politica calabrese che, forte dell’accordo fra il Ministro Delrio, Armani e Oliviero, ha concluso “noi del PD vigileremo al massimo perché l’emendamento passi”. Siamo solo all’inizio di una battaglia che si spera possa concludersi nel migliore dei modi.

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vacanzaCROSIA (CS) Martedì, 27 Giugno 2017 – Crosia d’estate 2017, sarà presentata il prossimo 30 Giugno la quarta programmazione socio-culturale estiva promossa dall’Amministrazione comunale – Assessorato al Turismo.

Anche quest’anno il Governo Russo ha pensato ad un’offerta turistica su misura degli ospiti che ogni anno, in numero sempre crescente, scelgono il territorio della Valle e della costa traentina come meta per le loro vacanze. Due mesi di spettacoli ed eventi, cadenzati in un cartellone che ha tenuto conto, con una filosofia di interazione e collaborazione istituzionale, anche delle grandi manifestazioni che si terranno sul territorio.

La cerimonia di presentazione del Programma Crosia d’Estate 2017 si terrà venerdì (30 giugno) alle Ore 19.00, al tramonto sulle suggestive terrazze dell’Hotel Anthony, nuova struttura ricettiva alberghiera sita in Via Nazionale (SS 106 – di fronte rifornimento Agip) nel centro urbano di Mirto.

Durante la serata, ad illustrare nel dettaglio, ai cittadini e agli operatori dell’informazione, il cartellone delle iniziative ci saranno il Sindaco Antonio Russo, l’assessore alla Cultura Graziella Guido che presenterà due manifestazioni tematiche inserite nel programma, ed il Consigliere delegato al turismo Francesco Russo che, coadiuvato dagli uffici comunali, ha allestito il manifesto degli eventi.

Partiamo in anticipo – dice Francesco Russo - rispetto agli altri anni per garantire anche a quanti sono in fase di programmazione delle vacanze e ai tour operator, di avere a disposizione un offerta artistico-culturale che quest’anno sappiamo essere di grandissima qualità. Siamo riusciti a comporre – precisa il Consigliere delegato - un programma dalle ampie vedute rispettando gli appuntamenti, già calendarizzati, dei comuni limitrofi. Abbiamo rafforzato format esistenti come A’ Remurata, la cui promozione territoriale è già partita nei mesi scorsi, ed il Trionto Etno Festival; siamo riusciti a migliorare alcuni eventi che nel 2016 hanno riscosso enorme successo ed abbiamo introdotto, come ogni anno, una novità: una tre giorni di musica, moda e gastronomia che illustreremo nel dettaglio durante la cerimonia di presentazione.

Inoltre – aggiunge Russo - a partire proprio dalla programmazione Crosia d’Estate 2017 le iniziative rivolte al turismo e alla promozione del territorio che si terranno nel nostro comune saranno valutate e accompagnate da un nuovo brand che certificherà la qualità e l’utilità degli eventi. Si è chiuso ieri (26 giugno), infatti, il bando per l’identificazione del logo e dello slogan per la creazione di un nuovo marchio turistico per il Comune di Crosia. Sono pervenute 11 proposte da altrettanti professionisti operanti su tutto il territorio nazionale, che saranno vagliate nelle prossime ore da una commissione di esperiti. Il brand e lo slogan vincenti saranno presentati – conclude - in occasione della cerimonia di venerdì e la loro prima uscita sarà proprio sui cartelloni della programmazione estiva.

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cittanovaInarrestabile l’operato del nostro conterraneo Walter Cordopatri Attore Calabrese, fondatore e direttore artistico della SRC- Scuola di Recitazione della Calabria unica in regione che sta formando potenziali artisti in diverse discipline.

Da febbraio i corsi sono attivi per le varie fasce di età, molto positivo è stato il riscontro da chi partecipa direttamente e anche dai simpatizzanti presenti nello svolgere le lezioni, dando una boccata d’ aria nuova per Cittanova e per tutta la regione Calabria.

A scaldare gli animi è l’attesa de film sul sisma d'Emilia del 2012 "La notte non fa più paura" che arriva in Calabria per la prima volta con una proiezione unica e speciale!

 

Lo stesso è stato presentato alla camera dei deputati e al parlamento europeo di Bruxelles. Alla serata parteciperà il Cordopatri sceneggiatore e protagonista del film.

La pellicola è già stata pluripremiata nei vari festival in giro per l’Italia e non; fra i principali: “Premio Gianni di Venanzo 2015” miglior film, miglior fotografia, miglior colonna sonora. “Premio Banca del Valdarno (Cinema Fedic 2016)”.

All’ opera che meglio evidenzia i valori della cooperazione e della solidarietà. Bobbio Film Festival 2016 di Marco Bellocchio, in programma come evento speciale ed infine “Festa del Cinema di Roma Sezione Riflessi”.

Ora sarà il momento tanto atteso nella terra natia dell’ attore, il 21 di maggio corrente alle 21:00 il film sarà proiettato al cinema Gentile di Cittanova sede anche della scuola di recitazione, un momento di gloria e soddisfazioni, tanti sacrifici hanno portato al realizzarsi del lungometraggio che parla di una catastrofe naturale e di speranza come l’ Emilia anche la Calabria terra altamente sismica si rivede in quelle scene toccanti ma non bisogna fermarsi, rimboccandosi le maniche cercando di superare le avversità di madre natura.

 

Infine dopo l’incontro di questi ultimi giorni che ha messo a confronto la scuola di recitazione con il direttore del GFF Giffoni Film Festival ci saranno di consueto degli scenari che verranno svelati dopo la proiezione del film, cosa dire vale la pena recarsi a seguire l’evento, è la Calabria che vuole cambiare, quella che lavora, quella che non abbassa la testa e con caparbietà aspira a traguardi sempre più ambiti.

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Che peccato! Essere riconosciute Bandiere blu è sicuramente un elemento per avere turismo qualificato.

Ed Amantea potrebbe esserlo. Anzi dovrebbe esserlo. Ma occorre che si lavori in questa direzione

In Calabria sono solo 7 le Bandiere Blu.

APraia a Mare e Trebisacce, in provincia di Cosenza; Cirò Marina e Melissa (Crotone); Soverato (Catanzaro) e Roccella Jonica (Reggio Calabria) si sono aggiunte Soverato e Roseto Capo Spulico.

Troppo poche se si pensa che in Italia la FEE (Fondazione per l'Educazione Ambientale) ne ha premiato ben 342 ben 49 più dello corso anno .

Sono località che soddisfano i criteri di qualità relativi ai parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto

Questi i criteri per l’assegnazione della Bandiera Blu

validità delle acque di balneazione

nessuno scarico di acque industriali e fognarie nei pressi delle spiagge

elaborazione da parte dei Comuni di un piano per eventuale emergenza ambientale; elaborazione da parte del Comune di un piano ambientale per lo sviluppo costiero;acque senza vistose tracce superficiali di inquinamento (chiazze oleose, sporcizia, ecc.)

spiagge allestite con contenitori per rifiuti in numero adeguato

spiaggia tenuta costantemente pulita

dati delle analisi delle acque di balneazione a disposizione

facile reperibilitá delle informazioni sulla Campagna Bandiere Blu d’Europa

iniziative ambientali che coinvolgano turisti e residenti

servizi igienici in numero adeguato nei pressi della spiaggia

collocamento di salvagenti ed imbarcazioni di salvataggio

assoluto divieto di accesso alle auto sulla spiaggia

assoluto divieto di campeggio non autorizzato

divieto di portare cani sulle spiagge non appositamente attrezzate

facile accesso alla spiaggia;

rispetto del divieto di attivitá che costituiscono pericolo per i bagnanti

equilibrio tra attivitá balneari e rispetto della natura

servizi di spiaggia efficienti

accessi facilitati per disabili

fontanelle di acqua potabile

telefoni pubblici dislocati vicino alla spiaggia.

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Grande successo e soddisfazione per l’appena conclusa campagna d’inverno in favore della ricerca per Telethon a Soveria Mannelli.

telethon-ricerca

La Pro Loco cittadina aderendo alla proposta del Coordinatore Telethon Raffaele Marasco di Torretta di Crucoli, unendosi al coro nazionale, ha rinnovato l’impegno di sensibilizzare la popolazione alla donazione per incentivare la ricerca sulle malattie genetiche e la loro risoluzione.

Come ogni anno la popolazione del Reventino ha risposto con generosità all’invito di donare per la ricerca scientifica.

“La nostra Associazione”, ha voluto sottolineare il componente del Consiglio Direttivo Bruno Villella, “credendo nei valori sociali di Telethon, ha versato in data 9 gennaio 2017 la somma di € 1.044,00, importo rilevante per una piccola cittadina di circa 3.000 abitanti, riuscendo ad esaurire tutti i prodotti solidali consegnati”.

Il lavoro di promozione della Città di Soveria Mannelli che la Pro Loco mette in campo (anche grazie a queste iniziative di carattere solidale e sociale), nonostante la mancanza di fondi che vede l’Associazione sprovvista di aiuti economici da parte degli Enti preposti dal 2012, è importante ed encomiabile.

I soci hanno messo a disposizione il loro tempo durante le domeniche e le feste per portare avanti un obiettivo ben più alto di quello che si può vedere.

Da sottolineare la collaborazione con i commercianti della Città, che hanno messo a disposizione i propri spazi, accogliendo i prodotti Telethon e raccogliendo le offerte, dando così un concreto aiuto ai soci. Niente di meglio che unire le forze.

Il Presidente Antonio Ferrante ha espresso, a proprio nome e del gruppo affiatato di soci volontari che hanno collaborato all’iniziativa, Andrea Astorino, Bruno Villella, Antonio Abbruzzese, Mario Velino, Angela Bianco, Emanuel Giovanni Cardamone, Raffaelina Pane, Santina Colosimo, Robertino Sirianni, AnnaMaria D’Orazio, Patrizia Marasco e Domenico Colosimo, un “GRAZIE DI CUORE” per aver acquistato i prodotti Telethon. Una catena di solidarietà fantastica!

Anche quest’anno si è creata una importante rete con la Pro Loco di Santo Stefano di Rogliano, rafforzando il legame fra paesi e province. I Volontari di Soveria sono stati presenti, insieme agli organizzatori, la famiglia Pucci e gli atleti del D.P.S “Calabrici”, al “III Memorial Giuseppe Pucci”, gara di pesca alla trota in lago svolta nella splendida cornice del laghetto “Calabrici” di Santo Stefano di Rogliano.

I banchetti sono stati allestiti anche sia durante il convegno “Alcolismo: possibilità di recupero. Il C.A.T. a Soveria Mannelli”, organizzato dalla Pro Loco insieme all’A.R.C.A.T. Calabria, che prima dell’incontro con Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale di Milano, evento promosso dall’Amministrazione Comunale di Soveria Mannelli.

Altro impegno importante per i Volontari di Soveria Mannelli, nel quale si è potuto evidenziare le peculiarità e la generosità della cittadina del Reventino, è stata la partecipazione all’incontro con i volontari delle province di Catanzaro e Vibo, tenutosi a Vena di Maida nei giorni scorsi.

“Una bellissima serata”, ha commentato Antonio Abbruzzese, che ha rappresentato la Pro Loco di Soveria Mannelli, “nella quale ci si è potuti conoscere e condividere le esperienze maturate in questi anni. Ovviamente tutto grazie all’organizzazione dell’instancabile e brillante Coordinatore Raffaele Marasco, persona capace, cortese e dinamica, che costantemente ci segue nelle nostre manifestazioni, fornendo supporto, aiuto, idee e vicinanza.”

“Prossimamente”, continua Abbruzzese “ci sarà una visita a Soveria del nostro Coordinatore, dove oltre a fargli conoscere la nostra splendida realtà, pianificheremo una grossa manifestazione Telethon che coinvolgerà le Scuole del territorio, l’Amministrazione Comunale e le Associazioni”

A breve i Soci della Pro Loco di Soveria Mannelli saranno impegnati anche con la nuova Campagna di Primavera Telethon.

Pro Loco Soveria Mannelli

ufficio stampa

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foto 4COSENZA 11 marzo 2017 - Militari della Stazione Carabinieri Forestale di Cosenza hanno posto sotto sequestro un’area di 7600 mq in località “Piano di Maio” di Rende (CS) oggetto di uno sradicamento di piante avvenuto nei mesi scorsi.

 

In particolare si è accertato che, su di un fondo boscato composto da piante di Roverella, Corbezzolo e Pioppo e Erica Arborea con l’ausilio di un mezzo meccanico, è stata sradicata parte della componente forestale presente.

Sul terreno, oggetto di rilievi tecnici da parte del personale della Stazione di Cosenza, sono stati rinvenuti anche diversi cumuli di piante forestali che erano presenti sul suolo prima dell’intervento illecito di estirpazione.

Il personale intervenuto ha verificato che i lavori sono stati eseguiti senza le autorizzazioni paesaggistico ambientali e idrogeologico forestale necessarie.

 

Tale attività ha portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria dell’Amministratore di una Società Immobiliare di Cosenza per aver proceduto all’illecita estirpazione di un bosco e contestare il relativo reato previsto dal Decreto Legislativo 42/2004 - Testo unico dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Si è inoltre posto sotto sequestro penale l’area interessata dall’intervento ed i cumuli delle piante forestali illecitamente sradicate. Si è infine elevata una sanzione amministrativa per un importo di € 22.400.

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C’è una Calabria o se vogliamo un'Amantea che esporta Cultura.

 

E’ quella calabria o se vogliamo quella Amantea che giorno dopo giorno racconta la nostra storia bella, affascinante, vibrante.

La storia di ogni giorno, indipendentemente dal fatto che sia scritta ad Amantea, in Calabria od altrove.

E’ la storia dei calabresi degni che possono competere senza complessi di inferiorità dovunque, e con chiunque.

 

Una Calabria ed una Amantea orgogliosa e ricca, serena e piena di gioia, capace di essere, di costruire, di dare senso al quotidiano e futuro.

Di quella Calabria o se vogliamo di quella Amantea che è da esempio e che schiaffeggia moralmente chi a questa calabria ed a questa Amantea ruba il presente ed il futuro.

Parliamo oggi di Sergio Ruggiero il cui romanzo “Alle soglie dell’ultimo giorno” è posto alla attenzione della “Primavera culturale 2017”Centro Culturale e Artistico Franciacorta e Sebino*.

 

Ecco il comunicato:

“Nell’ambito della rassegna “Primavera culturale 2017”, il nostro Centro culturale si pregia di ospitare lo scrittore Sergio Ruggiero, autore del romanzo storico “Alle soglie dell’ultimo giorno”, edito da Mannarino editore (BS). Il romanzo, già vincitore di prestigiosi premi letterari nazionali e internazionali, è stato selezionato tra i venti romanzi italiani recentemente fregiati del “Marchio microeditoria di qualità 2016” nel Premio nazionale della Piccola e Media editoria di Chiari “Città del libro”, tra diverse centinaia di partecipanti.

   La rassegna “Primavera culturale 2017”, che propone appuntamenti letterari, mostre d’arte, intrattenimenti musicali d’autore, mostre fotografiche e proiezioni di cinema d’animazione, dedicherà al romanzo di Ruggiero la serata di venerdì 5 maggio che si svolgerà a Passirano, nella splendida cornicie di Villa Fassati-Barba.

Perché il romanzo “Alle soglie dell’ultimo giorno” a “Primavera culturale 2017” di Franciacorta e Sebino

La conoscenza storica del nostro territorio è un patrimonio che svolge un ruolo importante nella formazione della coscienza civica individuale e collettiva, e costituisce la base essenziale per la costruzione di un sistema di riferimenti culturali e identitari di assoluto valore. Per questa ragione, il nostro Centro culturale, che da 45 anni opera in tal senso, ha inteso scegliere e presentare alla cittadinanza della Franciacorta e Sebino il romanzo “Alle soglie dell’ultimo giorno” dell’architetto scrittore calabrese Sergio Ruggiero che, pur ambientato nell’Italia meridionale del IX secolo, propone la suggestiva figura del longobardo Falco di Brexia, alla cui definizione concorrono dati storici e leggendari estratti da una ricca e qualificata bibliografia.

Il libro ci fornisce la possibilità di conoscere e apprezzare, tra i protagonisti del romanzo, anche la figura di un lombardo realmente vissuto, Ottone conte di Bergamo, generale a servizio dell’imperatore franco Ludovico II “il germanico”, del quale la narrazione traccia un interessante profilo umano supportato, nelle note dell’autore, dai riferimenti storiografici che lo riguardano: fu “degno di monumento” perchè Andrea prete bergamasco lo dice addirittura generalissimo delle milizie imperiali, brillante contro i Musulmani in sud Italia.

Veramente notevole è la cornice mistica del racconto, impregnato di suggestione apocalittica e ottimamente impostato sui temi della trascendenza e della spiritualità, trasferendo al lettore un’atmosfera di rara intensità costruita su una ricercata bibliografia altomedievale assunta come letteratura ispiratrice.

Si comprende dunque la statura del romanzo in cui alla profondità degli argomenti si aggiunge l’attendibilità della ricostruzione storica, il rigore delle descrizioni, la scorrevolezza del linguaggio e l’intensità della trama.

Il romanzo “Alle soglie dell’ultimo giorno”, opera davvero originale che non a caso continua a raccogliere riconoscimenti in tutta Italia, rappresenta un esemplare importante di “romanzo storico”, capace come pochi di proiettare il lettore nell’epoca narrata e di suscitare l’interesse degli appassionati di questo genere letterario che fonde nel proprio crogiuolo creativo il dato storiografico e l’invenzione narrativa

 

Il romanzo si è affermato nei seguenti Concorsi letterari:

  • “Miglior romanzo storico” al Concorso Letterario Nazionale L’Unicorno 2015 di Rovigo.
  • Terzo classificato alla XXIII edizione del Premio Letterario Internazionale Filippelli 2016 di Formia.
  • Finalista al Premio Letterario Nazionale Carlo Piaggia 2016 di Capannori Lucca.
  • Primo classificato al Premio Letterario internazionale Giovane Holden 2016 Viareggio.
  • Terzo classificato al Premio internazionale Thesaurus 2016 Matera.

Centro culturale ed artistico Franciacorta e Sebino

Premio “Microeditoria di qualità” Piccola e Media editoria Chiari città del libro 2016 Brescia

 

Scopi dell’associazione:

Promuovere l’interesse e  la  partecipazione  dei  cittadini  alla  tutela  e  salvaguardia  del patrimonio culturale,  ambientale  e  storico-artistico  della  Franciacorta  e  del  Sebino

Organizzare convegni di studio e ricerche sul territorio coinvolgendo studiosi, esperti e appassionati di storia  locale.

Pubblicare volumi che raccolgono gli atti  dei  convegni  di  studio  e  tesi di laurea a  carattere  storico e divulgativo.

Recuperare  tutto  ciò  che  merita  di  essere  salvato,  costituendo  così una  “banca dei ricordi”: fotografie, oggetti, manoscritti, cartoline, proverbi, bollettini, poesie, ecc.

Attività principali   

Primavere Culturali della Franciacorta e del Sebino - da marzo a maggio;

Biennali della Franciacorta e del Sebino - da settembre a ottobre;

Per un grappolo di libri ciclo di incontri con autori contemporanei;

Mostre di pittura, scultura, fotografia, ecc.

Concorso a premi per tesi di laurea sulla Franciacorta e sul Sebino;

Corso di avviamento alla ricerca storica; diretto dal prof. sac. Giovanni Donni.

Rassegna degli HOBBY in Franciacorta

Visite guidate a città e gallerie d’arte.

Il Centro ha in dotazione una Bibliotecacon oltre 5.000 volumi  a disposizione di studenti ed appassionati di storia locale.

Spera che non solo i soci, ma anche gli enti locali, gli operatori scolastici, i cittadini mostrino interesse e partecipazione alle iniziative proposte, affinché aumenti la conoscenza delle tradizioni, delle bellezze artistiche e naturali della Franciacorta e del Sebino e l’interesse verso la tutela del nostro territorio.
Ricordiamo che ogni iniziativa è aperta a tutti.Chi volesse ricevere informazioni sulle attività del Centro Culturale tramite posta elettronica è pregato di inviarci il proprio indirizzo e-mail.
Per chi intendesse aderire all’Associazione, la quota d’iscrizione è di € 30,00. Il contributo dei soci è importante affinché il Centro culturale artistico possa continuare le sue attività culturale sul territorio della Franciacorta e del Sebino bresciano e bergamasco.

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Un tramonto, percorrendo in auto una strada della mia terra, la Calabria insieme all’amico Perego.

Non eravamo sicuri del nostro itinerario e fu un sollievo incontrare un vecchio pastore. 
Fermammo l’auto e chiedemmo informazioni ma le sue indicazioni erano tutt’altro che chiare, gli offrimmo di salire in auto per accompagnarci sino al luogo giusto, a pochi chilometri di distanza: poi lo avremmo accompagnato al punto in cui lo avevamo incontrato. 
Lui decise che non era il caso di avventurarsi in macchina con due sconosciuti. 
Ci fermammo in una stazione di servizio a prendere un caffè e ripartire alla ricerca del gommista che interessava a Perego. Lo trovammo dieci minuti più tardi. Perego scese e si mise a parlare con il proprietario mentre io rimasi all’interno della macchina.

“ Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita” Jack Kerouac.
Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente - avendo pochi denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse del luogo dov’ero nato, pensai ch’era più divertente viaggiare e vedere le parti del mondo a me sconosciute. Era anche un modo per scacciare la malinconia e di regolare il tempo. 
Ogni volta che m'accorgevo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scendeva come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgevo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di stare a guardare i funerali che incontravo, e specialmente ogni volta che il malumore si faceva tanto forte in me che mi occorreva un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in strada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decisi che era tempo di mettermi in viaggio al più presto e di nuovo. 

Qual era la verità che si nascondeva dietro l'irrefrenabile desiderio di muovermi? 
E cosa dire del viaggiatore, spirito errante eternamente insoddisfatto, capace di viaggiare attraverso il tempo, nella memoria perenne come in un attimo sfuggente, in uno spazio chiuso eppure senza confini.

Cosa mi spingeva a quest’opera mutevole come poteva essere un pensiero e un debole respiro? 

Perché, si dirà, non è forse tutta la vita un breve viaggio verso una meta oscura? 

A che giovava viaggiare per dover tornare, muoversi e ritrovarsi poi sempre allo stesso punto? 

Più scendevo in profondità e invece che trovare una risposta, accumulavo solo altre domande. 
Perché viaggiare, dicevo a me stesso, era in fondo uno stato dell’animo, a cui non si poteva chiedere ragione della sua esistenza, esiste perché noi esistiamo. 
Dal momento in cui nasciamo, fino a quello in cui moriamo, ognuno di noi effettua dei cambiamenti, sia fisici che mentali, che formano il nostro carattere e il nostro modo di essere: questo è quello che accade in un viaggio "normale", perché ogni volta che viaggiamo nel senso che ci spostiamo fisicamente verso un altro luogo, volenti o nolenti ci tocca confrontarci con gli altri e anche con noi stessi, con le nostre capacità: ad esempio, se si va in un paese straniero bisogna confrontarsi con lingua e culture nuove, e questo ci cambia interiormente anche se noi non ce ne accorgiamo subito. 
Anche la vita funziona in questo modo: ci si imbatte in persone e situazioni diverse, con le quali dobbiamo confrontarci.Viaggiare, spostarsi da un luogo all’altro è dunque radicato nell’inconscio collettivo dell’uomo; è un sedimento primitivo e come tale va integrato se si vuole recuperare in noi il senso stretto dell’esistenza.  
L’umanità ha assistito nel corso della storia per secoli a migrazioni di massa e di popoli per i vari continenti ed è impensabile che tutto ciò non abbia lasciato traccia nella comune memoria collettiva profonda. Ritagliarsi uno spazio da dedicare al viaggio, nella moderna società occidentale, oramai del tutto stanziale, rappresenta il minimo tributo da versare alle tracce un vuoto nei ricordi della memoria, della nostra iniziale, oggi inconscia, condizione di esseri itineranti.
L’impulso a viaggiare è irrefrenabile, fa parte della natura umana, è una passione che divora e arricchisce allo stesso tempo, come il desiderio della felicità. Gli dei mettevano alla prova gli uomini: inizialmente fecero sorgere in loro il desiderio di andare, poi li misero di fronte a innumerevoli difficoltà, quasi a voler ribadire la piccolezza dell’uomo in confronto al potere degli dei; gli eroi dovevano dunque lottare, difendersi, affrontare le prove, sopportare le difficoltà: ecco da dove nasce l’antico concetto di viaggio come sofferenza. Sentii la voce di Perego che mi invogliava a svegliarmi. 

Gli risposi citando l’inizio di una vecchia storia: “Di colui che vide ogni cosa…” così inizia la saga di Gilgamesh, uno dei più meravigliosi poemi dell’antichità.

Era ora di riprendere il viaggio verso casa dopo una lunga giornata passata sulle strade calabresi. La persona che parte per un viaggio, non è la stessa persona che torna e non solo perché ha imparato cose nuove, fatto esperienze, visto un mondo di cui prima non conosceva, se non vagamente, la realtà, ma perché il viaggio lo ha, letteralmente, plasmato: “Il viaggio non soltanto apre la mente: le dà forma”.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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