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Dal Circolo “Moro-Berlinguer” di Amantea riceviamo e pubblichiamo il “Programma dei lavori del Congresso” del Circolo PD Amantea per l'elezione del Segretario di Federazione, dei membri dell'Assemblea provinciale, del Segretario di Circolo e del Direttivo del Circolo.

Il congresso si terrà venerdì 20 ottobre il Congresso

I lavori si svolgeranno nella sede del Circolo "Moro-Berlinguer - in Corso Vittorio Emanuele n. 71 - secondo il seguente calendario:

ORE 15.00 - Elezione della Presidenza del Congresso

ORE 15.15 - Presentazione delle linee politiche e organizzative dei candidati alla carica di Segretario di Federazione

ORE 15.45 - Orario entro cui depositare le liste dei componendi l'Assemblea provinciale, il Direttivo di Circolo e le candidature a Segretario di Circolo

ORE 15.50 – Presentazione delle linee politiche e organizzative dei candidati alla carica di Segretario di Circolo

ORE 16.30 - Apertura del dibattito

DALLE ORE 17.30 ALLE ORE 20.45 - Orario entro cui gli aventi diritto potranno esprimere le proprie preferenze ai fini dell'elezione del Segretario di Federazione, dei membri dell'Assemblea provinciale, del Segretario di Circolo e dei componenti il Direttivo del Circolo

ORE 21.00 - Spoglio delle schede e proclamazione degli eletti

PD AMANTEA

Pubblicato in Cronaca

La recente denuncia della associazione dei commercianti di Amantea, impone qualche riflessione

Ce la porge su un patto d’argento la recentissima denuncia del Codacons il cui vicepresidente nazionale, l’avvocato Francesco Di Lieto, nella città di Catanzaro si continua « ad assistere, quotidianamente, non solo alla violazione di precise disposizioni normative, ma anche delle più elementari regole d’igiene che vengono disattese, nell’indifferenza generale».

Si riferisce al commercio di alimenti su area pubblica, alimenti che , in molti casi, vengono esposti all’aperto senza alcuna cautela, a ridosso di strade congestionate dal traffico e, quindi, a contatto con le esalazioni dei tubi di scarico delle vetture e di tutti gli altri agenti inquinanti, pericolosi, dunque, per la salute dei cittadini.

In più, evidenzia il vicepresidente Codacons, «a Catanzaro si narra di merce accatastata per strada, che rimane giorno e notte nel medesimo posto e di alimenti che di notte vengono abbandonati (dopo essere stati coperti con dei teli) alle scorribande degli animaletti festanti per poi essere, la mattina dopo, riproposti ai cittadini».

«Com’è possibile – conclude il Codacons- che nessuno si preoccupi dell’igiene di questi alimenti che finiranno sulle nostre tavole?».

Ad Amantea non è diverso!

Ma poi continua Di Lieto «A differenza dei commercianti tradizionali c’è chi omette di pagare l’occupazione di suolo pubblico e gode di spazi (gratuiti) dove esporre la merce lungo le strade. L’attività di commercio ambulante dovrebbe essere svolta con mezzi mobili, senza concessione di posteggio e con soste limitate al tempo strettamente necessario alle operazioni di vendita»”.

La legge parla di una sola ora dopo di che il commerciante DEVE spostarsi!

Conclude il Codacons” Si è venuta a creare una situazione di assoluto privilegio, a scapito della salute dei cittadini e del rispetto delle norme».

Ad Amantea non è diverso!

Infine la riflessione finale.

Che cosa fa l’amministrazione comunale pervicace nel far pagare alle auto che parcheggiano sulla strisce blu e distratta nel far pagare le altre occupazioni di strade e marciapiedi.

Ma perché ad Amantea è diverso?

Se non sbagliamo le ultime contravvenzioni risalgono al tempo di Massimiliano Diamanti.

Ma siamo pronti ad essere smentiti.

Basta che vengano pubblicati i dati degli ultimi 5 anni.

Pubblicato in Cronaca

La nave scuola della Marina militare italiana Amerigo Vespucci è passata ieri davanti ad Amantea.

Non molto distante dalla costa e ben visibile.

 

Prosegue il suo viaggio in direzione del porto di Chioggia, dove approderà il prossimo 12 ottobre.

Ha sostato a Civitavecchia dal 30 settembre al 4 ottobre.

Poi si è portata a Castellammare di Stabia , dove fu varata il 22 febbraio 1931, e dove è rimasta fino a giorno 6 ottobre, presso Stabia Main Port, al centro della città..

La Amerigo Vespucci è la più antica nave della Marina attualmente in servizio

L’imbarcazione è utilizzata per l’addestramento degli allievi ufficiali dei ruoli normali dell’Accademia navale.

L’Amerigo Vespucci fu progettata insieme alla gemella Cristoforo Colombo nel 1930 dall'ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio navale e direttore dei Regi cantieri navali di Castellammare di Stabia, riprendendo i progetti del veliero Monarca, l'ammiraglia della Real Marina del Regno delle Due Sicilie.

Partì Castellammare di Stabia completamente allestita il 2 luglio 1931 alla volta di Genova dove, il 15 ottobre 1931, ricevette la bandiera di combattimento nelle mani del suo primo comandante, Augusto Radicati di Marmorito.

Il suo compito fu quello di affiancare la Cristoforo Colombo nell'attività di addestramento, e venne inquadrata nella Divisione Navi Scuola insieme alla Colombo e ad un'altra nave minore, facendo varie crociere addestrative nel Mediterraneo e nell'Atlantico; al termine della seconda guerra mondiale, per l'effetto degli accordi internazionali, la Cristoforo Colombo dovette essere ceduta insieme ad altre unità all'Urss, quale risarcimento dei danni di guerra.

 

 

Il motto della nave, ufficializzato nel 1978, è «Non chi comincia ma quel che persevera» ed esprime la sua vocazione alla formazione ed addestramento dei futuri ufficiali della Marina Militare.

I precedenti motti sono stati: «Per la Patria e per il Re»; sostituito nel 1946 con «Saldi nella furia dei venti e degli eventi».

Con una stazza netta di 1.202,57 tonnellate; uno scafo in acciaio a tre ponti definiti di coperta, batteria e corridoio con castello e cassero rispettivamente a prua e poppa; una superficie velica: 2.635 metri quadri su 24 vele; con i suoi 3 alberi e bompresso (albero di maestra: 54 metri, trinchetto: 50 metri, e mezzana: 43 metri); la copertura del ponte, castello, cassero e rifiniture in legno teak; quattro motori diesel e un motore elettrico.

Il suo equipaggio è composto da 14 ufficiali, 72 sottufficiali e 190 sottocapi e comuni.

Nei mesi estivi imbarca anche gli allievi del primo anno dell'Accademia Navale di Livorno, circa 140 allievi, per un totale di circa 470 persone.

Tirrenonews Amantea 8 ottobre 2017

Pubblicato in Campora San Giovanni

Carissimi amici, ho letto e riletto con interesse l’articolo pubblicato su Tirreno News del 6 ultimo scorso: “Amantea, città dei burattini e delle marionette”.

Ma davvero la bella cittadina a noi tanto cara è popolata di marionette, burattini, mentitori, bugiardi, gatti e volpi, Mangiafuochi e chi ne ha più ne metta?

 

Stento a crederci

Eppure conosco tantissime persone buone, brave, intelligenti, impegnate in politica e nella società civile.

Quante persone non hanno il naso lungo, perché non dicono bugie.

Non hanno nulla di che vergognarsi perché non hanno commesso imbrogli, ladroniggi, spacciato droghe.

Se ne stanno da parte, non prendono parte ai pettegolezzi e non hanno nessun interesse ad entrare in qualche modo nella storia.

E sono la maggioranza dei cittadini della nobile città di Amantea.

Ci sono, come del resto ci sono in tutti i paesi di questo mondo, altre persone, purtroppo, che aspirano a posti di comando che con lusinghe e sotterfugi si fanno infinocchiare dai molti burattinai che sempre ci sono stati e che, ahimè! con loro dobbiamo convivere.

La favoletta di Collodi citata nell’articolo, molto ardito e divertente, ci fa capire che il burattino Pinocchio può ancora insegnare qualcosa, non solo ai piccini, ma anche e specialmente a noi adulti.

Pinocchio è un burattino vispo, allegro, vivace, imprevedibile come erano e come sono tutti i ragazzi del mondo nel loro comportarsi quotidiano e concreto.

Ieri come oggi i ragazzi ma anche gli adulti si ritengono capaci di agire da soli, di sapersi muovere con perizia e saper superare tutti gli ostacoli che si sovrappongono al loro cammino pieno di spine e di pericoli e di innumerevoli tentazioni del male.

 

Vogliono fare sempre da soli. E poi sbagliano, vengono imbrogliati, cadono nelle grinfie di imbonitori e come il povero Pinocchio vanno a finire in padella come i pesci, finiscono a fare il cane da guardia come Melampo, si fanno ingannare dalle astuzie del Gatto e della Volpe. Pinocchio, però, a differenza dei burattini Mantioti, senza guida e senza esperienza va in giro per il mondo.

Quelli che vivono in Amantea sono rimasti abbarbicati ai loro posti.

Pinocchio in fondo è buono ed è capace di riconoscere l’errore commesso.

I burattini di Amantea non vogliono riconoscere un bel niente, a quanto pare.

E Pinocchio, nel suo peregrinare, non commette mai lo stesso errore.

Gli amici di Amantea, invece, non hanno mai imparato la lezione

Alla fine si pente, dopo aver sperimentato sulla propria pelle tutte le lusinghe di questo mondo, le falsità della gente, le adulazioni, gli inganni, le promesse non mantenute.

Ha sbagliato tante volte, ma poi si è corretto.

E’ spesso caduto ma poi si è rialzato.

 

Voglio sperare che tutti i burattini evocati nell’articolo e che hanno sbagliato un giorno si possano pentire, si possano correggere, si possano rialzare.

Questi cambiamenti si verificheranno allorquando tutti noi diventeremo più buoni e sapremo riconoscere gli errori commessi.

Se qualcuno si sentirà offeso chiedo umilmente perdono.

Pubblicato in Basso Tirreno

alfonzo“Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo/di gente in gente,/ me vedrai seduto su la tua pietra,/ o fratel mio, gemendo/il fior de' tuoi gentil anni caduto.” Ugo Foscolo

La morte, comunque la si interpreti, è sempre una dura realtà con la quale non tutti trovano la forza e il coraggio di accostarsi schiettamente. Ognuno, sulla scorta delle proprie convinzioni, cerca una risposta alle paure evocate dalla morte. Possibili risposte profane a queste paure, e ai sentimenti negativi da esse suscitati, sono, ad esempio, cercare di vivere intensamente i piaceri dell’esistenza, gli affetti di chi ci circonda, gli ideali in cui si crede.

Non sempre, però, questo riesce a farci superare del tutto i timori e le angosce della morte, ma solo ad allontanarli. Il credente può contare sulla sua fede nell’immortalità dell’anima e sulla forte convinzione che la vita di un individuo non avrebbe alcun senso se finisse inesorabilmente con la morte.

Quando muore un Amico cambi abito alla tua anima. La rivesti di un nuovo colore. Il tono triste della solitudine del cuore. La ammanti con una coltre densa e soffocante di malinconia. Quasi ti vergogni di essergli sopravvissuto.

Quando muore un Amico si ferma il mondo per un istante. Sembra quasi voglia cadere nell’abisso del Nulla. Si perde ogni riferimento reale. Corri con la mente nelle vie del passato quasi a rincorrere e catturare, per fissarle, le immagini di chi non ci sarà più. Per chi come me non crede in un'altra vita, oltre a questa, è il ricordo a fornire il necessario a superare il dolore di una perdita.

A tale fine, è importante ripescare nella propria mente quegli spezzoni di vita trascorsa assieme in cui si è stati bene e, con un processo sconosciuto, li si fissa nel cervello in maniera indelebile. Nome uguale ricordo. Da oggi viaggeranno insieme sempre, sinonimi stravaganti ma appagati. Per me Alfonso, che conoscevo da circa 50 anni, è e sarà per sempre nel mio cuore e pensiero. Ovviamente anche io ricordo il suo sorriso: un sorriso irresistibile, pulito, affettuoso. Ti vedo ancora appeso lassù, ad un palo dell’elettricità nei pressi di Carolei mentre passavo per andare a Cosenza e tu che con qualcosa in mano mi salutavi. Ecco, oggi qui voglio onorare un collega di calcio, un prezioso e gioioso amico con cui ho avuto il piacere di giocare, in tutti i sensi, divertendomi. Privilegio assai raro. Ciao caro Alfonso, io ti ricordo! Quando un Amico se ne va, ti senti come tradito. Ecco fatto, non ci sei più.... Tutte le paure, le angosce di questi lunghi mesi si sono attuate in un bellissimo mattino di ottobre. Tanti mesi di speranze e tante sofferenze per te, e per tutti quelli, sono tantissimi, che ti volevano bene. Non riesco a farmene una ragione... perchè andarsene così, in un lampo, ti lascia sbigottito, straziato ed inerme.

 

Addio Caro e Indimenticabile Amico.

“Un normale essere umano non vuole il Regno dei Cieli: vuole che la vita sulla terra continui. Ma non solo perché è ‘debole’, ‘peccatore’ e in ansia per i ‘bei tempi’. La maggior parte delle persone tira fuori del gran divertimento dalle proprie vite, ma di contro la vita è sofferenza, e solo il più giovane tra i più folli può immaginare diversamente. Alla fine è l’attitudine cristiana che è interessata ed edonista, poiché l’obbiettivo è sempre quello di lasciare le fatiche dolorose della vita terrena e trovare la pace eterna in qualche tipo di Paradiso o Nirvana. L’attitudine umanista è invece che le fatiche continuano e che la morte sia il prezzo della vita”. George Orwell

 

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

 

 

Un tempo c’erano i Dayak, gli aborigeni del Borneo a tagliare le teste.

Ora i tagliatori di testa sono quelli dell’ISIS.

 

Dagli anni 90 ci sono gli head chopper aziendali, quelli che ti licenziano non pronunciando mai la parola licenziamento e che invece dicono “Questo è il tuo ultimo giorno di lavoro con noi”.

Ora ad Amantea non ci sono Dayak, non ci sono( almeno si spera) adepti dell’ISIS e non essendoci multinazionali non ci sono head chopper aziendali.

E così ci siamo inventati i tagliatori di politici, di incarichi assessorili ed addirittura di Giunte municipali.

Ma se gli obiettivi, a breve , medio o lungo termine, sono certi, non così è per i nomi di tagliatori e tagliati.

Molta incertezza e molta confusione sui nomi da porre sul ceppo sacrificale.

Molta incertezza anche sui nomi dei maneggiatori di asce e scimitarre.

E’ solo questione di tempo, però.

E così può capitare di tutto.

Perfino che chi sta studiando l’avversario, i suoi punti deboli e sta definendo la strategia utile alla sua eliminazione ( politica s’intende) sia a sua volta oggetto di attenzioni finalizzate anche alla sua eliminazione.

 

 

 

Così si passa da cacciatori a cacciati.

E non ci si accorge che mentre si è nella buca ad aspettare che passi la preda per finirla, ci sia qualcuno che sta aspettando che poi lui esca per farlo fuori a sua volta, prendendo, così, due piccioni con una fava.

Intanto da lontano si sentono tamburi della vicina tribù di cannibali.

I portatori sono pronti .

L’acqua bolle.

Basta poco perché la preda cuocia e la tribù cominci a banchettare.

Pubblicato in Politica

Un lungo consiglio comunale quello svoltosi oggi 27 settembre 2017

Presenti quasi tutti

Se non sbagliamo mancava solo Giuseppe Maria Vairo, una assenza giustificata perchè il consigliere era fuori Amantea

Scarso come tante altre volte il pubblico presente.

Circa 20 persone di cui almeno la metà del M5s.

Tutti in attesa del quinto punto all’ordine del giorno: Contestazione causa di incompatibilità art 69 TUEL. Delibera cc n 8 dell’8.9.2017. Presa atto osservazioni e determinazioni.

Il punto di Francesca Sicoli.

Non c’erano come l’ultima volta i vecchi amministratori.

Questa assenza ci ha fatto intuire che ci sarebbero state novità nel giudizio finale.

Ed infatti!

La parola a Francesca Menichino che ha letto ed allegato agli atti del consiglio una lunga nota in difesa della consigliera Francesca Sicoli.

Una nota ascoltata con molta attenzione da tutto il consiglio che invero aveva già assunto una decisione a sorpresa, come scopriremo a breve.

Ma la nota più intensa è stata quella letta proprio da Francesca Sicoli che ha ribadito di non aver fatto nulla e che anzi ha plasticamente evidenziato di non volersi rassegnare e di non volersi celare mai, anzi di non volersi nascondere facendo finta di niente.

Da cittadina, prima ancora che da politica.

Ma al di là di piccole scaramucce verbali forse provocate da alcune affermazioni politicamente aggressive ed infelici , l’ intervento di Enzo Giacco ha segnato il punto di guado tra il passato ed il presente, tra una ipotesi meramente formale e la valutazione serena ed attenta della sostanza che lo ha portato , insieme al suo gruppo, a pronunciarsi per la inesistenza della supposta incompatibilità.

Un intervento che ha colpito e sorpreso.

Così come ha sorpreso la uniforme pronuncia di Concetta Veltri, anche a nome del suo gruppo, ed ancora più della consigliera Mastroianni che aveva sollevato il punto oggi discusso.

Né è stato diverso l’ intervento del sindaco Pizzino che ha richiamato la delibera 113/2015 dalla quale non si rileva nessun addebito della vecchia giunta alla attuale Consigliera Francesca Sicoli, che nella delibera non è nemmeno citata, così che pertanto si colloca in una condizione giudizialmente irrilevante

Alla fine il voto

Ed il consiglio alla unanimità ha deliberato per la non decadenza di Francesca Sicoli

Un applauso corale ha chiuso il consiglio tra sospiri e sorrisi.

Una scelta politicamente serena e che apre un solco tra la attuale e la vecchia amministrazione

Un solco profondo.

Né si esclude che la attuale decisione potrà influire sul processo attivato dalla giunta Sabatino e di cui la prima udienza è stata fissata nel lontano 2019.

E’ difficile non percepire che è iniziato un nuovo corso di attenzione dell’Arma dei carabinieri su Amantea.

Invero, potremmo, anche, dire che continua, con una forte accelerazione, quella attenzione che abbiamo avuto durante l’estate con la presenza di pattuglie speciali che hanno elevato tante contravvenzioni .

Per esempio quelle relative all’uso di caschi non omologati.

Da giorni , infatti, sono ripreso i posti di blocco dei Carabinieri che fermano tantissime auto.

E stando alle voci che abbiamo raccolto raramente i conducenti riescono ad andare via senza una contravvenzione.

Nuove attenzioni si stanno verificando.

E’ il caso, per esempio, della mancata revisione del mezzo.

Quello della revisione, in particolare dei ciclomotori, è un problema serio

Infatti “nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso alla circolazione in attesa della revisione si applica una sanzione che va da 2004 a 8017 euro.

Una bella botta!

Non solo, ma in caso di violazione scatta la sanzione accessoria del fermo amministrativo per 90 giorni ed in caso di reiterazione si applica la confisca amministrativa del veicolo.

Speriamo che entrino in città e che comincino ad avere attenzione ai ciclisti che camminano contro senso.

Un vezzo che non si riesce a far cessare!

Una brutta abitudine che può creare problemi anche seri.

È un po’ come l’uso del casco.

Dopo le tante contravvenzioni elevate dai CC ora ad Amantea tutti (quasi) portano il casco.

Potrebbe essere la stessa cosa per le biciclette .

Guardate un po’ come si possono ridurre!

Pubblicato in Cronaca

Premettiamo che l’AC Amantea non ha ancora il suo campo e quindi gioca sul “Riga” di Lamezia Terme.

Un vero e proprio handicap.

Anche per questo la vittoria di oggi 17 settembre vale tanto.

L’Amantea parte bene e chiude il Sersale nella propria metà campo.

 

Ed infatti al diciannovesimo minuto del primo tempo Tucci porta in vantaggio gli amanteani.

Nemmeno 3 minuti e Crucitti raddoppia.

Sembra che il primo tempo possa chiudersi con questo risultato ed invece la terna arbitrale concede una contestatissima punizione e Ricci accorcia il divario e segna dal centro dell’area di rigore dopo aver ricevuto il pallone.

Nella ripresa entrambe le squadre creano diverse azioni da gol che però si concludono con un nulla di fatto da un lato per merito della solidità difensiva della retroguardia amanteana che ha concesso poco o nulla e dall’altro per la poca precisione sotto porta del reparto offensivo blucerchiato.

Non succede più nulla tra Amantea e Sersale con i blucerchiati che conquistano i primi 3 punti della stagione, utili non solo ai fini della classifica ma anche per sbloccarsi mentalmente.

Mister Caruso ha affermato che "è stata una vittoria ampiamente meritata. Partita che tutti auspicavamo la quale ci ha dato delle risposte importanti dal punto di vista della cattiveria e delle voglia di lottare e sacrificarsi che un po' è mancato all'esordio di campionato. La squadra è partita benissimo tant'è che eravamo in vantaggio per 2 a 0 dopo poco più di 20 minuti. Ma al di la dell'aspetto numerico e del risultato ho visto un'Amantea diversa che si è imposta fin dal primo minuto con l'intenzione di fare una partita importante perché i ragazzi erano molto determinati a riscattarsi da domenica scorsa. È questa la squadra che voglio vedere in tutto l'arco del campionato. Il Sersale si è dimostrata una squadra organizzata e rognosa come ci aspettavamo. Ci ha impensierito soprattutto nei primi 10 minuti della ripresa. È anche vero che il loro gol, del 2 a 1, è scaturita da una punizione fantasma con una terna arbitrale che a mio avviso non era nella giornata migliore. E quel gol ha un po' influito al rientro in campo ma poi siamo riusciti a uscirne bene. E devo sottolineare che è stato importante anche l'inserimento dei giocatori dalla panchina che si sono dimostrati pronti. Abbiamo avuto delle occasioni clamorose per chiudere la partita ed in alcune il loro portiere si è esibito in degli interventi importanti. Noi oggi cercavamo i 3 punti e la prestazione e quindi gli obiettivi sono stati raggiunti. Mi auguro che la squadra abbia capito che con la determinazione e il sacrificio si possono ottenere delle grandi soddisfazioni. Questo è il campionato della sofferenza e dell'aiuto reciproco e proprio con queste caratteristiche abbiamo giocato una grande partita. Penso che questi ragazzi abbiano ancora ampi margini di miglioramento e di crescita. Siamo felici di aver regalato alla società e alla tifoseria la prima gioia stagionale. E siamo desiderosi a giocare sul nostro campo che per noi vuol dire tantissimo”

Ecco le due squadre:

AMANTEA: Carbone, Sicoli, Caliò (49’ st Gigliotti), Curcio (41’ st Miraglia), De Luca, Miceli, Raimondo (11’ st Pellegrino), Pirillo, Longo (13’ st Gagliardi), Crucitti, Tucci (37’ st Tripodi). PANCHINA: Sesti, Perciavalle. ALL: Caruso.

SERSALE: Mauro (26’ pt Parrottino), Torchia, Scalise, Costa (26’ pt Ricci), Scozzafava, Caturano, Pugliese (36’ st Staglianò), Anellino (36’ st Fratto), Tolomeo, Mittica, De Feo (26’ st Ferrarelli). PANCHINA: Ikubor, Carrozza. ALL: Trapasso.

MARCATORI: 19' pt Tucci (A), 22' pt Crucitti (A), 45' pt Ricci (S).

ARBITRI: Carvelli di Crotone; assistenti Varano e Mungari di Crotone.

NOTE: circa 250 spettatori. Recupero 2’ pt e 6’ st. Ammoniti Scalise (S), Anellino (S), Pirillo (A), Tucci (A).

Lo dice Carlo Tansi,dirigente del servizio regionale di Protezione Civile

E’ il nuovo preoccupante allarme lanciato dalla Protezione civile calabrese dopo quello che lo scorso anno aveva messo in guardia sul rischio di alluvioni e allagamenti possibili cause di "vere e proprie carneficine".

Quest’anno, invece, il dipartimento diretto da Carlo Tansi ha messo in luce come «moltissimi dei circa 8.000 incendi verificatisi tra l’1 giugno ed il 28 agosto 2017 in Calabria, hanno interessato aree di versante sulle quali insistono fenomeni franosi attivi o quiescenti e questa situazione, con l’approssimarsi della stagione autunnale e delle conseguenti piogge, determina un sensibile aumento delle condizioni di pericolosità e di rischio idrogeologico».

Sull'argomento la Protezione civile Calabria ha elaborato una specifica cartografia di dettaglio nella quale viene evidenziata l'interferenza tra le aree percorse dal fuoco e le frane per come individuate nel Pai aggiornate al 2016.

Tale elaborazione ha consentito di accertare l’aggravamento delle condizioni di pericolosità e rischio idrogeologico a seguito dei vasti incendi verificatisi, in 82 dei 409 comuni calabresi.

Tra questi Amantea.

È stata inoltre eseguita una analoga verifica lungo le principali arterie stradali (A2 e strade statali).

La protezione civile regionale ha quindi inviato ai sindaci di questi comuni ed all’Anas un’apposita Cartografia, elaborata in scala 1:25.000, che riporta le perimetrazioni delle aree percorse dal fuoco la scorsa estate e le frane del Pai con evidenziate le aree in frana percorse dal fuoco a cui fare particolare attenzione ai ai fini del rischio idrogeologico.

«In tali aree - afferma la Protezione civile regionale - infatti, la mancata protezione del suolo da parte della copertura vegetale bruciata a causa degli incendi può determinare, in caso di precipitazioni anche non particolarmente intense, l’innesco di fenomeni di erosione e ruscellamento con conseguente instabilizzazione delle masse di terreno in condizioni di equilibrio precario se già interessate da presenza di fenomeni franosi».

Insieme all’invio della cartografia è stato raccomandato ai Sindaci ed ai responsabili tecnici Anas, in aggiunta alle previsioni dei Piani di protezione civile e di emergenza vigenti, di attivare, o intensificare se già attivate, «idonee misure preventive di monitoraggio ed osservazione in particolare in condizioni di dichiarata allerta meteo».

I Comuni interessati Provincia per Provincia

Provincia di Cosenza: Acquaformosa, Acri, Aiello Calabro, Amantea, Belmonte Calabro, Bonifati, Carolei, Castrovillari, Cetraro, Cleto, Cosenza, Dipignano, Domanico, Fagnano Castello, Firmo, Grimaldi, Grisolia, Lago, Longobucco, Lungro, Luzzi, Malvito, Mandatoriccio, Marzi, Mongrassano, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Paola, Papasidero, Pietrapaola, Plataci, Praia a Mare, Rende, Rogliano, Rose, Rovito, San Benedetto Ullano, San Demetrio Corone, San Fili, San Lucido, San Marco Argentano, San Nicola Arcella, San Pietro in Amantea, San Sosti, San Vincenzo La Costa, Sangineto, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Scigliano, Tortora;

Provincia di Catanzaro: Fossato Serralta, Lamezia Terme, Martirano Lombardo, Montepaone, Platania, San Mango d’Aquino, Squillace, Taverna, Tiriolo;

Provincia di Crotone: Castelsilano, Cirò, Crotone, Melissa;

Provincia di Reggio Calabria: Agnana Calabra, Canolo, Cardeto, Cittanova, Laganadi, Mammola, Melito di Porto Salvo, Montebello Ionico, Reggio di Calabria, Riace, Sant'Alessio in Aspromonte, Santo Stefano in Aspromonte, Scilla, Stignano;

Provincia di Vibo Valentia: Drapia, Joppolo, Spilinga, Tropea

Ora aspettiamo che l’amministrazione comunale dia apposita dovuta comunicazione e pubblichi la cartografia

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