A+ A A-

Stamattina un giovane che stava prendendo la propria auto dopo aver fatto la spesa in uno dei supermercati amanteani ha visto su un muretto questo borsello da uomo ed ha chiamato il personale dell’esercizio commerciale.

Il borsello era completamente vuoto.

Né soldi, né documenti.

Niente di niente.

Lo abbiamo fotografato e lo postiamo sul nostro sito perché venga eventualmente riconosciuto dal legittimo proprietario che potrà di conseguenza fare quanto necessario

E soprattutto se c’erano documenti e/o soldi fare la opportuna denuncia

Il borsello è ancora lì, sul muretto.

Se vuole può recuperarlo.

foto001I ragazzi di oggi. specialmente quelli che vivono in città, durante i mesi invernali non soffrono il freddo, e quando la sera vanno a letto non trovano le lenzuola freddissime. Le case di oggi sono ben riscaldate. Tutte hanno riscaldamenti centralizzati o autonomi a metano. Non sanno, quindi, cosa significa il freddo. Anche perché le scuole sono pure riscaldate. E se qualche giorno gli impianti di riscaldamento non dovessero funzionare i giovanissimi di oggi si rifiutano di entrare in classe. Ai miei tempi le scuole non erano riscaldate. E quando davvero faceva molto freddo, con il fiato tentavamo di scaldare la punta delle dita ed eravamo costretti a stare con il cappotto e la sciarpa al collo. Ogni tanto la maestra si faceva portare da casa un braciere acceso per poter riscaldare un po’ l’ambiente. Non era proprio un braciere, era una padella col manico lungo, “a frissura”,adatta a trasportare i carboni ardenti. Sicuramente della “frissura” e della “vrascera” i ragazzi di oggi non sanno niente, forse ne hanno sentito parlare un po’ vagamente dai nonni, sempre se hanno avuto la fortuna di averli. I ragazzi di oggi credono di possedere tutto, credono di avere avuto tutto dalla vita: comodità, benessere, soldi, biciclette, motorini, auto, televisione, computer, tablet, telefonini, internet, pub,discoteche,sala giochi, etc. A loro, però, è mancato qualcosa: l’intimità della casa. E’ mancato a loro qualcosa di veramente importante: la gioia, la serenità, l’amore della famiglia riunita intorno al braciere specialmente durante le lunghissime giornate invernali quando fuori infuriava la tempesta e tutti erano costretti a stare nelle proprie case.

Il nonno con la paletta in mano, ogni tanto muoveva il carbone acceso e poi lo ricopriva con la cenere per mantenere a lungo e sempre viva la brace. Questo era un compito importante che la famiglia gli aveva affidato e lui ne andava fiero. Come riassettava lui il fuoco non c’erano eguali. La nonna e la mamma, invece, filavano o sferruzzavano, mentre io e mia sorella Anna coi libri poggiati sulle ginocchia facevamo finta di leggere. Non avevamo nessuna voglia di studiare. Ascoltavamo i ragionamenti degli adulti che si facevano allora: la guerra, Mussolini,, i soldati che morivano di freddo e di fame in Russia, la scarsità del raccolto, i bombardamenti, il tesseramento, la scarsità del cibo, il freddo pungente che non voleva andare via.

Se domandate ad un ragazzo di oggi cosa sia un braciere o non vi saprà rispondere oppure vi dirà che è un sottovaso finemente lavorato dove la mamma ha posto nel salotto o nel soggiorno una bella pianta ornamentale. Ecco a cosa serve oggi il bel braciere di una volta, è stato declassato ad un semplice portavasi. Invece, una volta, era ritenuto un oggetto indispensabile ed essenziale per la casa, sia essa ricca che povera. Le ragazze, poi, quando si sposavano ne portavano, fra le altre cose, uno in dote. Il braciere era un recipiente circolare, per lo più di metallo, con due manici, che doveva contenere le braci accese per riscaldare le stanze. Era noto fin dai tempi più antichi. Nelle case dei ricchi e dei nobili c’era il braciere di ottone finemente martellato e con manici pesanti ben lavorati e con il fondo di rame. Era più resistente al calore delle braci, durava più a lungo e si manteneva sempre lucido. Nelle case dei poveri, invece, c’era il braciere di latta che spesso il calore del fuoco bucava il fondo e faceva cadere la cenere per terra. Di ottone o di latta, il braciere non poteva restare così in mezzo alle stanze. Aveva bisogno di un mobile di legno, una specie di ruota del diametro di circa un metro e venti centimetri, col buco in mezzo, costruito in modo che doveva tenere sollevato il braciere da terra. Il bordo della ruota serviva poi come poggia piede per tutti i componenti della famiglia. Gli accessori essenziali del braciere erano: la paletta di ottone o di ferro, che serviva per muovere le braci e poi ricoprirle con un sottile strato di cenere; la pinza, che serviva per prendere le braci ardenti dal caminetto; il ventaglio e la “magara”. Quest’ultima a forma di imbuto bucherellato fatta di latta serviva per il tiraggio. Senza la “magara” a volte era difficile accendere i carboni. Perché si chiamava “magara”? Quante volte me lo son chiesto e mai ho saputo darmi una risposta plausibile. Deriva forse da “magaria”, “magara” o da magia. Chissà! Certamente era l’oggetto indispensabile per accendere il braciere e in pochi minuti compiva la magia di trasformare la legna e i carboni in brace ardente.

Ma il braciere di una volta a differenza dei termosifoni di oggi spesso ubicati sotto i davanzali delle finestre o in un angolo della casa, compiva un’altra “magaria”: aveva il compito di riunire tutta la famiglia specialmente di sera. Non solo ci dava calore che riscaldava tutte le membra, ma ci dava calore umano. Stare tutti uniti, stare tutti vicini, ci faceva sentire una sola famiglia, un corpo ed un’anima sola Il calore che emanava dal braciere ci accumunava e ci disponeva a comunicare fra di noi, a raccontare barzellette, “rumanze”, le vicende della vita, tutti i nostri pensieri, tutto il nostro vissuto, gli affanni, gli amori, i tormenti, le soddisfazioni, le gioie e le pene, diversamente da oggi, i cui componenti della famiglia non si incontrano neppure a pranzo e a cena e il calore e il tepore del termosifone non ci dispongono a stare vicini e insieme, a sentire l’uno il calore, l’umore, l’odore dell’altro. Le case oggi sono meglio riscaldate, in esse si vive meglio, diversamente da ieri. Oggi, però, il tepore del termosifone è fine a se stesso. Riscalda sì l’ambiente, non riscalda , però, i nostri cuori, non dispone a niente.#

# Dai libri del maestro Gagliardi: La valigia dei sogni e Viaggio nella memoria.

Pubblicato in Calabria

sognareCi fa piacere segnalarvi che il 12 agosto in via Genova è stato inaugurato – a cura de “La Rivoluzione delle Seppie”, l’Associazione rappresentata da Rita Elvira Adamo che si propone una nuova pedagogia per tutti i campi creativi, riducendo le distanze tra docenti e studenti e ricercando ricadute di idee ed energie nel mondo reale – il “Seppie Lab”.

Dopo tanti mesi di lavoro su tutto il territorio calabrese - e che ha visto il coinvolgimento di professionisti provenienti da tutto il mondo, di istituzioni e associazioni nazionali e internazionali e dei ragazzi del Centro di Accoglienza di Amantea e Longobardi - l’Associazione ha inteso aprire ad Amantea una propria sede dove poter lavorare e condividere con la comunità progetti, idee e sogni.

È stato proprio il Sindaco Mario Pizzino, durante l’inaugurazione, a sottolineare come l’apertura di “Seppie Lab” rappresenti l’esempio lampante di come anche nel Mezzogiorno sia possibile investire sull’intraprendenza delle giovani generazioni, che è fattore chiave del rilancio occupazionale. Ciò assume ancora maggior rilievo perché l’iniziativa della dott.ssa Adamo si incardina in quei necessari processi di integrazione che dalla Calabria possono diventare sempre più sani modelli da replicare su scala nazionale.

Lo spazio allestito dalle Seppie è principalmente destinato a laboratori sperimentali ed ospita diversi artisti nazionali e internazionali che collaborano con la comunità locale e con i rifugiati. A tal riguardo, il 14 agosto il “Seppie Lab” ha già svolto un primo workshop dal titolo "Sogno e Collage" a cura della psicologa Martina Bruni: un laboratorio espressivo articolato sul tema del sogno utilizzando la tecnica del collage e il gruppo come strumento di lavoro.

Ci pregiamo di ospitare in città uno spazio di integrazione che fa incontrare diverse comunità e che usa la forza della positività per alimentare sane forme di collaborazione e sinergie. Questa è la migliore risposta da dare anche a chi ancora oggi dimostra insofferenza nei confronti della ricchezza umana e sociale che il multiculturalismo, i processi di contaminazione culturale e la collaborazione tra diverse comunità offrono.

Con la presenza in città di “Seppie Lab” Amantea diventa punto di riferimento dei processi di integrazione e dell’aggregazione culturale e creativa.

Con i più cari saluti

Il Sindaco Mario Pizzino

Il Portavoce dell’Amministrazione Enzo Giacco

Pubblicato in Amantea Futura

marell sonno sparisce. La fissazione domina le notti. Le parole smettono di significare e lo slancio erotico esplode in mille mulinanti raffigurazioni come un fuoco di bengala. La voglia si traduce in vaneggiamento. In tanto meraviglioso delirio, alla fine, si riconosce un centro lucido e immutabile: la certezza che un unico sentimento costituisca il senso della vita. E con questa certezza subito se ne annuncia un’altra: che non siamo beneamati e non vogliamo bene mai abbastanza. Questa è la vera oscenità: non saper vivere fino in fondo i nostri desideri più segreti. Comunque, come dice Hesse: “L’amore deve avere la forza di trovare la sua via verso la certezza. Allora cessa di essere semplicemente attratto e inizia ad attrarre.” La gente dice che ho un aspetto gradevole, e stronzate simili. Non possono sapere che ho una scheggia nel cuore. Non sanno che sto vivendo in un vuoto foderato di raso. Sembra che non si rendano conto di quanto io sia diventato idiota. Ma io lo so! Mi capita di buttarmi in ginocchio e cercare una formica o uno scarafaggio con cui parlare. Sto iniziando a stancarmi di parlare sempre da solo. Ogni tanto prendo il cellulare e faccio finta di parlare con lei. Il sentimento in sé non è una malattia. Non compare nei manuali psichiatrici. Piuttosto è la sofferenza che smuove che viene portata spesso davanti ad uno psicanalista. Diventa tuttavia l’ambito privilegiato di molti disturbi. Perché in questo sentimento mettiamo tanto di noi, le parti più intime, le nostre fragilità, fratture, esigenze. Senza rendermi conto, attraverso questo sentimento evoco le prime relazioni affettive. E il terreno dell’attaccamento è sempre scivoloso, denso di imprevisti e complicazioni. Ci sono somiglianze tra lo stato del cervello quando siamo affascinati o dopo aver fumato dell’ottima hashish, ad esempio. Quando ci si lascia andare all’anticonformismo. Si dice che l’attaccamento confini con la follia. Quando Orlando (nel “Furioso” di L. Ariosto) sfinito si addormenta, fa un sogno che appare come un triste presagio: gli sembra di trovarsi insieme ad Angelica in un luogo bellissimo (s’una verde riva/ d’odoriferi fior tutta dipinta) ma improvvisamente si scatena una tempesta che struggea i fiori, et abbattea le piante e mentre cerca riparo, smarrisce la fanciulla; disperato, la cerca invano, finché non sente una voce che ammonisce: Non sperar più gioirne in terra mai. Terrorizzato, Orlando si sveglia in lacrime e senza esitare indossa un’armatura, balza in groppa al suo cavallo e parte alla ricerca di Angelica. Incubi? Vaneggiamenti? «Chi non sogna forse non è neanche vivo». Nella sua ricerca di Angelica Orlando, dopo numerose avventure, si scontra a duello con Mandricardo, re di Tartaria, ma durante il combattimento il cavallo, imbizzarrito, si dà alla fuga portando in sella il saraceno. Il paladino lo sta inseguendo da due giorni, quando giunge ad un limpido ruscello (un rivo che parea cristallo) con le sponde verdi coperte di fiori e di alberi. Orlando entra nel bosco per riposare e mentre si guarda intorno vede ovunque, incisi sugli alberi i nomi di Angelica e Medoro intrecciati nei modi più diversi (con cento nodi/ legati insieme, e in cento lochi vede). Di questo innominabile sentimento si parla spesso anche come di una droga. Una meravigliosa dipendenza quando è ricambiato, un tormento se non lo è. Con la tossicodipendenza infatti condivide molto: insonnia, perdita del senso del tempo, concentrazione assoluta sulla “sostanza”, disponibilità ad assumersi rischi pur di averla, bisogno crescente di consumo, tolleranza e astinenza. Disperato, il paladino cerca di negare l’evidenza: Angelica ha inventato il nome Medoro e lo ha usato al posto di Orlando, il vero destinatario di quelle parole d’amore. Ma il rio sospetto che Angelica lo abbia tradito divampa inesorabilmente: l’infelice (il mesto conte) è simile a un uccello caduto incautamente nella rete che quanto più si dibatte più s’impiglia e si fa prigioniero. Giunge infine in una grotta adorna d’edera e viti; sulle pareti Medoro ha inciso in arabo queste parole: la bella Angelica, da molti invano amata,/spesso ne le mie braccia nuda giacque; Orlando purtroppo conosce bene l’arabo e il dolore che prova è così grande da impedirgli perfino di piangere . Per trovare conforto tenta di ingannarsi ancora una volta: qualcuno ha scritto quelle frasi per gettare infamia sulla sua amata, non è lei l’Angelica di cui si parla! E, sempre più disperato, continua a vagare senza meta. Un antidoto. Una spinta emotiva di grande portata che parla molto di noi e non può essere controllata, ridotta e spiegata sulla base di valori chimici, molecole e cellule perché, fortunatamente, siamo ben più complessi. E nemmeno può essere “guarita” se non è indirizzata, non funziona, non si esprime, non si allinea con quello che viene considerato “normale”. Ci sono persone che nascono nel periodo sbagliato, nella casta sbagliata, nella tradizione sbagliata. Non esattamente eremiti, ma esuli, esuli volontari.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Pubblicato in Calabria

nottebianca2017Due appuntamenti per salutare l’estate che arriva al suo culmine e per mostrare due aspetti fondamentali della cultura turistica nepetina: l’accoglienza e la vocazione commerciale che la città nel suo insieme mostra da sempre.

Mercoledì 16 agosto Campora San Giovanni celebra la sesta edizione della “White Night”, dal tramonto all’alba, con la certosina cura dell’associazione “Vivo Alternativo”. Venerdì 18 agosto ad Amantea si terrà invece la “Notte Bianca”, tanto attesa da coloro che cercano divertimento, risate ed enogastronomia.

La “White Night” di Campora San Giovanni inizia alle 21. In piazza San Francesco spettacolo latino con Alex Acosta, orchestra e ballerine cubane e, grazie alla disponibilità del Bar del Corso, diretta su Radio Sound con dj set, vocalist e intrattenimento. In corso Italia, secondo un programma specifico che avvolgerà coloro che prenderanno parte alla serata si alterneranno 5 band musicali, 5 postazioni dj, artisti di strada e i truccatori per i bambini, senza dimenticare lo spettacolo di danza aerea dal titolo “La scatola dei frammenti di cuore”. E ancora: stand di artigianato, mercatino delle pulci e presentazione libri. In via Mercato verrà allestita una mostra fotografica e una zona dedicata ai balli di gruppo e alla musica caraibica con dj set e gruppo di animazione.

La “Notte Bianca” di Amantea, come già accaduto negli anni passati, interesserà soprattutto le centralissime via Margherita e corso Vittorio Emanuele, allungandosi fino a piazza Cappuccini. Proprio qui sul grande palco in prima serata si esibirà la cantante calabrese Chiara Ranieri, reduce dal successo di “X-Factor”. Quando la festa raggiungerà il suo apice toccherà a Paolo Meneguzzi riempire la scena, con i suoi maggiori successi. Per lui un ritorno dopo anni passati in giro per il mondo, tra tour e live. «Sono due concerti – spiega l’assessore al turismo Concetta Veltri che si è fortemente prodigata insieme all’esecutivo per dare forma e sostanza alle due iniziative – offerti dalla Regione Calabria, che ringraziamo, su un’istanza presentata dal Comune di Amantea. Oltre alle performance canore non mancheranno le iniziative collaterali che coloreranno la notte rendendola attraente per tutte le età. Da questo punto di vista associazioni e commercianti sono andati oltre il proprio dovere, mettendosi a disposizione della comunità. È mia intenzione, da settembre, costituire l’ente comunale per i grandi eventi al quale affidare la gestione totale delle attività ludiche e ricreative cittadine. Un ente che si preoccuperà di ampliare e migliorare tutte le manifestazioni dell’estate amanteana, collaborando con le organizzazioni che operano sul territorio».

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni dell’architetto Filippo Vita.

Da esse stimolati, potrebbe partire, subito dopo ferragosto, un dibattito concludente sulla situazione della nostra cittadina, ricca- come è- di valori e qualità fruibili, spendibili e capaci di garantire un futuro più roseo di quello che oggi riusciamo ad intravvedere, se per un caso, anche fortuito, riuscissimo a generare cuori ed intelligenze atti a coglierli e svilupparli e non solo bocche e pance per sfruttarli.

r e a ma anche- ci sembra- di viene

Oggi apprendo su FB sul sito CosenzaApp circa le analisi fatte nel nostro mare con i risultati. “LA SCHIUMETTA”.

È terribilmente difficile ad Amantea parlare dei suoi problemi.

Che sono davvero tanti e contribuiscono ad allontanare quella unica risorsa che è il turismo. Sono problemi reali di cui non parla nessuno.

Non ne parlano i pensatori (tranne pochissimi) che si interrogano sul destino della civiltà occidentale ma non hanno il coraggio di denunciare quello che succede intorno a loro. Non ne parlano i partiti che sono attenti a non esporsi verso specifiche situazioni e venire tacciati come denigratori e perdere qualche voto.

Non lo fanno i giornalisti locali, o meglio , come li chiamava un mio compianto amico, i giornalai, che per strada parlano bene ma quando si tratta di scrivere si “guardano la mano”.

Questa strana situazione di omertà supportata dal “vogliamoci bene”, “ma non rompere le scatole” ha portato questo paese alla deriva.

Perché?

Per strani meccanismi ed alchimie della vita mi sono trovato ad essere un viaggiatore.

Ormai non ricordo in quanti posti sono stato. In Italia e all’estero.

Quando arrivi in un posto nuovo la prima sensazione dipende da come la città si presenta con i suoi ingressi.

Ci sono cittadine europee ma anche di altri continenti che incaricano artisti per progettare quelli che sono i biglietti da visita di una città.

Qui pensano di aver fatto una grande cosa tagliando l’erba e facendo un pò di pulizia.

L’accesso di una città è fatto di decorazioni, di luci, di suggestioni.

Venendo da Campora allo svincolo dell’Asl non c’è nemmeno un lampione a segnalarlo( nemmeno venendo da Amantea. NdR).

Ho vissuto un’infanzia felice.

Nel verde, negli orti, in questo immenso giardino che era Amantea.

Il boom edilizio degli anni 80 ha distrutto gran parte delle risorse naturali.

Tuttavia i piani di lottizzazione lasciavano, prevedevano, zone di interesse pubblico che sarebbero diventati il verde attrezzato di quartiere.

Esistono migliaia di metri quadrati di queste aree comunali che ho segnalato più volte alle forze politiche, agli “intellettuali”, ai giornalai, all’ufficio urbanistico esortandoli a fare un censimento di queste aree e programmarne un utilizzo.

Risultato zero.

Mi chiedo ma lo capite che sono spazi dove possono giocare i vostri figli o nipoti. Dove possono passare delle ore gli anziani?

I ragazzini per fare qualsiasi attività devono rivolgersi a strutture private.

Ma vorrei far capire agli Amanteani che gran parte della colpa è loro.

Non pensano ai loro figli ed in generale alle generazioni future.

Un esempio su tutti di queste famose “aree per attrezzature pubbliche”.

Possiedo una casa alla “Staccia”. In questa zona oggetto di lottizzazione esisteva un lotto destinato a verde pubblico.

Ci giocavano tutti i ragazzini del quartiere.

Qualche volta anche io. I costruttori avevano tentato di costruirci qualcosa per specularci. Finchè siamo rimasti io e mia moglie lo abbiamo impedito.

Quando siamo andati via ci hanno costruito una serie di garages con la complicità di un noto politico. ( chi sarà mai? NdR)

È solo la stupidità che suggerisce tali scelte. Dei politici e dei privati che non si sono mai resi conto che così facendo avrebbero inevitabilmente svalutato la loro stessa proprietà e la città in generale.

E ora siamo qui a piangerci addosso con politici senza visione del futuro, senza strategie, con un popolo complice che li ha votati e che pretende di fittare un appartamento per dieci giorni ad agosto per 2500 euro con quattro brande arrugginite. Quando spendi di meno a Santorini.

Amantea è un paese caro.

Ha un rapporto prezzo/qualità pessimo. Qualsiasi paese del mediterraneo costa di meno.

Pensiamo di essere furbi. Bene. Forse sarebbe il caso di guardarci intorno e migliorare l'offerta.

Alcuni progetti di ampio respiro che potrebbero contribuire al miglioramento della città. Prima di tutto non guardare quello che è peggio di noi per auto assolverci e magari come fa qualcuno incensarci.

Dobbiamo prendere esempio delle eccellenze, e cercare di avvicinarci. Solo cosi possiamo sperare di fare qualcosa di buono.

LUNGOMARE

Il progetto del lungomare di Amantea aveva tre finalità.

Essere il lungomare piu bello del tirrenico cosentino, creare un’isola pedonale di 20000 mq e realizzare una struttura per spettacoli che poteva ospitare 3000 persone. Per le dinamiche attuali ospitare tale numero di persone avrebbe significato eventi di carattere internazionale. L’amministrazione Sabatino ha deciso che era questa un’opera inutile e dunque ha dato incarico per realizzare un ponte sul colongi ed altre opere minori.

Il budget per il ponte era lordo 1.150.000,00 euro. Lordi. Significa grosso modo 850.000,00 di lavori. A suo tempo scrissi dell’impossibilità di realizzare con tale cifra l’opera.

Un ponte di 80 metri più le rampe di accesso. Morale : opera non realizzata parcella pagata. Una vergogna.

Bisognerebbe verificare se sono state eseguite prove geotermiche e se sono state pagate.

AREA CASTELLO

Secondo me l’area del castello costituisce una risorsa straordinaria.

Capace di ospitare 50.000 persone. In mano a privati che non sa che farsene e che per particolari accordi non sono responsabili nemmeno per la caduta delle pietre delle strutture.( Assunti da chi ? NdR)

CENTRO STORICO

Indispensabile renderlo accessibile. Almeno alcune zone rendere possibile con piccoli mezzi elettrici trasporto di persone e soprattutto di rifornimenti.

Per privati per attività commerciali o botteghe artistiche. È necessario risolvere il problema del frazionamento delle proprietà. E pensare di demolire qualcosa di brutto che realizzavano anche in passato per creare spazi sociali.

Cominciamo a pensare di fare qualcosa alle case bombardate. Così non servono a nessuno.

Ho sentito di un progetto di qualche anno fa circa il collegamento meccanico tra il parcheggio vicino al cinema Arena ed il Belvedere sottostante la Chiesa Matrice. Ottima idea. In ogni modo sul centro storico ci sono tantissime cose da fare.

Io non appartengo al pensiero della mummificazione, ma a quello che rispettando l'ambiente si possa intervenire per legare la storia alla modernità.

CAMPORA

I nostri politici che si sono succeduti negli ultimi decenni Non hanno capito l’importanza di un parco archeologico o di un museo dove raccogliere i reperti sparsi per i vari musei regionali e che sono cosa nostra. Non capiscono come più volte suggerito creare se non un museo almeno un sito digitale dove mostrare i nostri tesori.

In regioni come la Toscana si inventano storie affascinanti per attrarre un determinato tipo di pubblico. Noi lo abbiamo e quando gli ultimi volontari hanno mollato per mancanza di fondi si è creato il vuoto.

DECORO URBANO

Con 100.000,00 euro di piante si crea un bosco. Si trasforma un paese. Non lo sapete vero?

ARTE

Come ebbi a scrivere tempo fa è assolutamente incredibile che un comune di 14000 abitanti non abbia un piccolo spazio espositivo malgrado i tanti creativi presenti nel territorio. Fiumefreddo Bruzio 3000 abitanti ha tre aree di esposizione.

EVENTI

Puntare su eventi di carattere internazionale. Quelli che danno visibilità al nostro territorio e che lo rendono unico. Le sagre sono importanti, ma noi dobbiamo andare oltre.

SCUOLA MEDIA

Ho fatto una tesi di laurea in scienze delle costruzioni con un personaggio straordinario che si chiamava Salvatore Di Pasquale. Stranamente architetto. Uno strutturista che per la prima volta ha introdotto il calcolo sistematico matriciale per le analisi delle strutture. Un grande napoletano.

Dico questo solo per chiarire che capisco qualcosa di tecnica delle costruzioni. Sono intervenuto piu volte sulla recuperabilità di questa struttura. Si dice che recuperare la struttura è più costoso che demolita e realizzarla nuova. Chi lo dice?

È stato per caso redatto un progetto di adeguamento e valutato i costi?

I tecnici che lo affermano hanno mai fatto un calcolo strutturale?

PORTO

Il porto di Amantea posizionato per logiche campanilistiche scellerate in una zona inadeguata, continua a creare problemi ed assorbire denaro pubblico per renderlo operativo dopo ogni mareggiata.

Non ho una precisa idea di quanto denaro sia stato speso in questi decenni. Immagino centinaia di migliaia di euro. Non sarebbe il caso di concepire un progetto definitivo e risolutivo? Si potrebbero attrarre imprese che garantirebbero il trasporto per le Eolie oltre a fornire un servizio efficiente alla comunità.

Molte altre cose potrebbero essere fatte per rendere più attraente il nostro territorio. L'importante è che gli Amanteani prendano coscienza che la rendita di posizione che si godeva oltre 40 anni fa è definitivamente finita.

Finito è lo sbocco statale privilegiato da Cosenza. Finito è il deserto che ci circondava. Ormai i paesi vicini sono attrezzati e sono cresciuti.

La rete consente di scegliere infiniti posti per le vacanze e confrontare i parametri.

Dobbiamo migliorarci.                                                          Filippo Vita

Pubblicato in Politica

giggino pellOggi, dopo un po’ di acqua passata sotto i ponti, i capetti, di questa cittadina del Sud, non godono più della fama di un tempo, e sono guardati con qualche sospetto da una bella fetta di cittadinanza, che li ritengono – in parte anche a “ragione” – esageratamente “riflessivi” e privi di “mordente”; ma ciononostante, rimane senza ombra di dubbio un passo fondamentale per proporre tutta una serie di riflessioni che, negli ultimi decenni, dopo la fine della politica, stavano attraversando l’Italia, e per una volta non più solo a livello accademico, ma anche del sentire comune di tutta la “classe”, se così possiamo chiamarla, degli pseudo-intellettuali di provincia e non solo. Ho il terrore di venire in contatto con essi proprio come se fossero bestie feroci. Solo ora ne ho piena coscienza, a cominciare nel ricordare più adeguatamente ciò che ho provato l’altro giorno, quando tenevo in mano un ciottolo da spiaggia. Era una specie di nausea dolciastra, ciò che aggrediva le mie narici. Era veramente spiacevole! E proveniva dal ciottolo, ne sono sicuro, passava dal ciottolo nelle mie mani. Sì, è così, proprio così, una specie di nausea sulle mie mani. Ho interrotto il movimento antico che mi avrebbe portato a farlo saltellare sul mare di Ulisse, come avrò fatto migliaia di volte da ragazzino. ll rimbalzello era ed è un gioco che tutti conoscono e consiste nel lanciare un ciottolo, appunto, piatto nell’acqua in modo che rimbalzi più volte sulla sua superficie prima di affondare. Più rimbalzerà la pietra, più il lancio sarà riuscito. Ogni salto del ciottolo si chiama appunto "rimbalzo". Il meccanismo che permette il rimbalzo di un ciottolo (con una densità superiore a quella dell'acqua) si basa sulla superiorità della forza d'appoggio del ciottolo rispetto alla forza di gravità. La forza d'appoggio di un liquido è direttamente proporzionale al quadrato della velocità d'immersione del ciottolo nel liquido moltiplicato per la superficie di contatto del ciottolo con l'acqua (meccanismi analoghi agiscono nello sci nautico) . La forza di gravità è costante ed è definita soltanto dalla massa del ciottolo e dall'accelerazione in caduta libera. Ad ogni "rimbalzo", il ciottolo perde velocità e di conseguenza diminuisce anche la forza d'appoggio, e quando quest'ultima diventa minore della forza peso, la pietra affonda. All'estero, si svolgono campionati ed esistono associazioni che riuniscono appassionati di questo gioco. Mi son guardato in giro alla ricerca di una pattumiera adeguata a contenerlo. Non l’ho trovata. Così, ho raccolto una delle buste di plastica presenti sulla spiaggia e l’ho usata per trasportare il ciottolo fino alla sua nuova dimora: la soglia del municipio prossimo alla fine.
Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Pubblicato in Cronaca

Stamattina siamo stati in Regione, presso il Dipartimento Lavori Pubblici, per tutelare le necessità della nostra comunità di Amantea.

scuolaIl 28 luglio scorso la Regione aveva inviato al Comune una comunicazione chiedendo di rinunciare ad uno dei finanziamenti di cui è beneficiaria la scuola media Mameli dichiarata inagibile il 4 marzo scorso.

In realtà i due finanziamenti non sono affatto incompatibili ma assolvono a due funzioni differenti: uno, di 5.900.000 euro è finalizzato alla ricostruzione della scuola, l’altro di 626.000 euro serve alla ristrutturazione dell’edificio dell’ex giudice di pace che dovrebbe essere la sistemazione temporanea degli studenti.
Abbiamo ricevuto attenzione da parte del direttore ingegnere Pallaria e dell'ingegnere Iiritano che ci hanno indicato le procedure da seguire nella piena consapevolezza che è necessario realizzare entrambi gli interventi. I dirigenti regionali lo hanno compreso benissimo mostrando piena disponibilità.

Noi abbiamo fatto la nostra parte ottenendo un risultato concreto su cui costruire lavorare.

Adesso il sindaco completi le procedure e attivi la macchina burocratica nel più breve tempo possibile.

Occorre poi trovare adeguata sistemazione per i ragazzi per l’inizio dell’anno scolastico previsto il 14 settembre, e questa soluzione non è il Campus, nemmeno in modo parziale!

D’altronde abbiamo incontrato la dirigente insieme alla consigliera Sicoli il primo agosto e il sindaco il giorno dopo ed entrambi convergevano sulla necessità di evitare il Campus.

L’alternativa esiste: occorre valorizzare gli edifici che abbiamo e dimostrare che siamo una comunità e che ognuno può fare dei piccoli sacrifici per il bene di tutti. In particolar modo in un sopralluogo effettuato a fine giugno con il sindaco abbiamo constatato che ci sono spazi pressochè sufficienti nel plesso Manzoni che è il più grande e il più sicuro di cui disponiamo. Occorre sedersi a tavolino ed avere la volontà di riorganizzarsi avendo presente la necessità di tutela dei minori prima di ogni altra esigenza.

Questa è stata e continua ad essere la nostra posizione sin dall’inizio di questa vicenda.


Cerchiamo di essere uniti tutti, in particolare noi genitori, e chiediamo la giusta tutela dei minori al Sindaco e alla Dirigenza scolastica come già lunedì scorso ha fatto un gruppo di pacifici e coraggiosi mamme e papà.

Pubblicato in Primo Piano

Concetta Veltri«Pronti a confrontarci con gli organizzatori per consentire la crescita dell’evento e raggiungere l’obiettivo annunciato a margine della serata di Gala: la Grotta dei desideri merita la ribalta delle reti televisive nazionali, per dare seguito ad un progetto di promozione del territorio inteso dal punto di vista comprensoriale. Lo testimonia il fatto che il calendario delle attività prevede ben sei diversi appuntamenti dislocati tra Amantea, Cariati e Roma, in un arco di tempo che si snoda per tutto l’anno. Un obiettivo, ed è bene sottolinearlo, conseguito senza finanziamenti pubblici».

«Da assessore al turismo ho potuto finalmente comprendere gli sforzi che questa splendida squadra di lavoro, compie per mettere in scena una kermesse che è un punto di riferimento nell’ambito dei fashion contest internazionali, capace di erogare in pochi anni borse di studio per un valore prossimo ai 20 mila euro. Un gruppo unito e coeso che ha capito prima di tanti altri che non bisogna attendere che le cose arrivino dal cielo, ma che è necessario attivarsi, divenendo così fautori del cambiamento. La Grotta dei desideri ha saputo legarsi in maniera indissolubile alla valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche del territorio nepetino, consentendone la fruizione agli ospiti che di anno in anno rendono la kermesse sempre più interessante e qualificata. Non semplici personaggi, ma portatori sani di conoscenza e di cultura di “base”, che diventano mezzi per esportare il nostro essere e le nostre abitudini».

«È giunto dunque il momento di dare seguito ad un’opera di programmazione a lungo termine che consenta di pianificare le azioni strategiche da porre in essere per favorire l’incremento del rapporto evento/turismo/promozione. Come assessore al turismo sono pronta ad adoperarmi in questa direzione, interpretando il sentimento di fiducia che gli organizzatori hanno riposto nell’esecutivo, inteso dal punto di vista istituzionale».

wp ss 20170807 0001Proviamo a fare il sunto della situazione della scuola media di Amantea.

A marzo, a causa dei risultati dei carotaggi fatti nei mesi precedenti, il plesso viene immediatamente chiuso.

“Cemento prossimo alla sabbia”, queste le parole pronunciate dal responsabile della ditta che ha effettuato le rilevazioni. Da marzo e fino alla fine dell’anno scolastico i ragazzi hanno proseguito le lezioni presso una sede di emergenza: i locali del campus “Temesa” adattati ad aule.

Nel mese di maggio i rappresentanti di classe della scuola hanno sottoposto alla dirigente scolastica, all’allora commissaria prefettizia ed al provveditore una lettera di sensibilizzazione ed hanno invitato i destinatari della missiva a valutare una soluzione tra le seguenti:

-          razionalizzazione degli spazi delle scuole primarie (3 plessi) al fine di ospitare le classi delle medie;

-          richiesta all’ente Provincia per la messa a disposizione di una delle sedi che ospitava gli istituti superiori, ovviamente qualora una di esse fosse ancora “in carico” all’ente;

-          valutare l’ipotesi di utilizzo scuole eventualmente libere presso il vicino comune di Belmonte Calabro.

Ebbene, a quasi 3 tre mesi da allora i ragazzi delle medie e di conseguenza tutta la comunità amanteana NON CONOSCE QUALE SARA’ LA SEDE CHE OSPITERA’ I RAGAZZI DELLA SCUOLA MEDIA A SETTEMBRE.

All’indomani dell’insediamento della nuova amministrazione il Sindaco si è interessato alla questione, sollecitato anche da diversi genitori preoccupati.

Successivamente ad una prima “mappatura” di eventuali spazi utilizzabili presso la scuola primaria Manzoni, il primo cittadino ha poi proceduto a coinvolgere la Provincia per la messa a disposizione dell’ex ragioneria.

Attualmente, in base a quanto riferito dal Sindaco nei giorni scorsi, la situazione sembra essere la seguente:

-          si è in attesa che la Provincia rilasci tutta la documentazione necessaria (non ultimo il fattore sicurezza) per l’utilizzo della sede che ospitava la ragioneria (con entrata da via Dogana) .

-          gli alunni verrebbero collocati nei primi due piani del plesso ragioneria e qualche classe (4 o 5 classi) troverebbe ospitalità presso la scuola primaria Manzoni.

Questo è quanto riferito dal primo cittadino che attende e sollecita l’ente per avere una risposta in merito.

Il presidio dei genitori degli alunni delle scuole medie ha lo scopo di continuare ad essere parte attiva nella vicenda. Dopo aver sottoposto (maggio) la missiva di cui sopra, ora abbiamo deciso di agire in prima persona. Il presidio ha le seguenti finalità:

-          spronare le istituzioni a muoversi e fornire SUBITO una sede SICURA ed UTILE, senza più perdere tempo;

-          essere da supporto al fine di sollecitare l’ente Provincia al rilascio della documentazione di cui il Sindaco ci ha riferito;

-          essere messi a conoscenza di un eventuale “piano B” di emergenza, qualora l’ipotesi uso locali ex ragioneria venisse meno.

In merito all’ultimo punto, invitiamo fin da subito la Dirigente scolastica ed il Sindaco a sedersi ed effettuare una “mappatura” degli spazi utilizzabili presso le sedi delle primarie al fine di ospitare i ragazzi della scuola media.

Siamo certi che la comunità amanteana saprà rispondere alla grande in un momento di emergenza che dura (per gli alunni, per le famiglie, per il personale docente ed i collaboratori scolastici) dal mese di marzo.

Una cosa è chiara: ci auguriamo che a nessuno venga in mente di collocare i ragazzi ancora una volta nei locali inadatti del campus Temesa.

Pubblicato in Politica
Pagina 1 di 133
© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy