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Pizzino, dimettiti. Lo chiedono Menichino e Signorelli

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Francesco Gagliardi richiama la favoletta di Esopo del lupo e dell’agnello…

Ma ecco cosa scrive :

“Le ultime vicissitudini giudiziarie di Franco La Rupa e i due articoli apparsi su Tirreno News di Francesca Menichino e di Tommaso Signorelli che chiedono le dimissioni del Sindaco Pizzino, eletto democraticamente con una schiacciante maggioranza nella tornata elettorale dell’11 giugno dello scorso anno, mi hanno indotto a fare alcune considerazioni e riflessioni.

Ma come? dirà qualcuno. Cosa ci azzecchi tu che sei di San Pietro in Amantea!

Calma, ragazzi. Non vi agitate. Ho tutte le carte in regola per parlare di Amantea e interessarmi dei suoi problemi.

Mio padre era nato a Cannavina, quindi era un “Mantioto” come voi.

I miei nonni paterni abitavano a Cannavina e quando sono morti, sono stati seppelliti nel cimitero di Amantea.

Mio padre riposa in pace in un cimitero lontano dalla sua terra natia che amava tanto perché emigrò giovanissimo in America e lì morì e fu sepolto nel cimitero cattolico di Ebensburg, cittadina dello Stato della Pennsylvania.

Io sono nato in Amantea. Sì, in Amantea, perché nel lontano 1933 San Pietro in Amantea era una frazione di Amantea.

Quindi, per un diritto acquisito ( i giuristi lo chiamano Jus) sono un “Mantioto” pure io a tutti gli effetti ed allora marginalmente e occasionalmente potrò anche occuparmi dei problemi della mia cara e nobile città di Amantea che mi ha dato i natali oltre a quelli dei miei avi.

E se a qualcuno non piacerà, pazienza. Non legga lo scritto.

Detto ciò, a questo punto mi è venuta alla mente la bella favoletta di Esopo che voi tutti certamente conoscete e che forse avete studiato alla scuola media: Il lupo e l’agnello.

Il lupo vide l’agnello ad un ruscello che beveva e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto. Mi sporchi l’acqua!

Ma io sono sotto e tu sei sopra, rispose il povero agnellino.

Sei mesi fa hai parlato male di me. Ma che dici, sono ancora giovane e sei mesi fa non ero nato.

Tuo padre lo scorso anno parlò male di me. Quali colpe avrebbe potuto avere il povero agnellino se suo padre avesse davvero parlato male del lupo?.

Tuo padre mi è stato nemico e tu, per colpa sua, patirai la pena di ogni cosa.

Ma guarda un po’ che tipo di ragionamento che ha fatto il lupo. Per colpe non sue ora dovrebbe finire sbranato dal lupo famelico.

Infatti il lupo lo volle mangiare comunque.

C’è un antico proverbio che recita:- Se un uomo potente ti vuole nuocere, facilmente troverà causa Ma veniamo al nostro caso.

La Menichino e il Signorelli ( che io non conosco. Il Sindaco l’ho conosciuto solo una volta in occasione di una presentazione di un libro nella Sala Consiliare di Amantea ) hanno in mente di ottenere un vantaggio, quello di ottenere le dimissioni del Sindaco Pizzino, democraticamente eletto dai cittadini di Amantea e quindi si inventano pretesti, e non è possibile farli desistere.

Signorelli ha chiesto le dimissioni del Sindaco (vedi nota del 14 aprile) e le ha chieste per l’ennesima volta.

Lui ha scritto:- Per il bene di Amantea -. E quale pretesto ha avanzato? Il Sindaco Pizzino durante la campagna elettorale dello scorso anno si era vantato di avere un candidato esterno di nome La Rupa.

E chi sarebbe questo Franco La Rupa?

E’ un ex Sindaco di Amantea e un ex Consigliere Regionale della Calabria.

La Rupa, come tutti sanno, è stato arrestato alcuni giorni fa ma poi il giorno successivo è stato rimesso in libertà per oscure vicende che risalgono addirittura al 2005 quando venne eletto per la prima volta Consigliere Regionale, se non vado errato con la lista dell’On. Mastella l’Udeur.

Ma anche la Sig.ra Menechino, consigliere di minoranza e capolista della lista Movimento 5Stelle nelle ultime elezioni amministrative, ha subito chiesto le dimissioni del Sindaco Pizzino appena saputa la notizia che La Rupa era stato arrestato.

Subito così ha scritto:- …La Rupa, incandidabile per via delle note giudiziarie, è stato rimesso in gioco da Mario Pizzino ed altri. La lista che guida la città di Amantea ha apertamente rivendicato di ispirarsi all’amico Franco ed ora che Franco è finito in galera dovrebbe fare una sola cosa: andarsene a casa in fretta. Sindaco: Dimettiti subito-.

Ma quali colpe ha il Signor Sindaco di Amantea delle vicende giudiziarie di Franco La Rupa?

Se Franco ha sbagliato, è lui e soltanto lui il responsabile. Cosa ci azzecca, direbbe Di Pietro,il Sindaco e l’Amministrazione Comunale!

Un consiglio vorrei darvi. Fate opposizione vera, forte, continua in seno al Consiglio Comunale e poi, fra quattro anni, presentatevi alla cittadinanza e dite quello che avete fatto in Consiglio, quello che avreste voluto fare e quello che ha fatto o non ha fatto il Sindaco in carica.

I cittadini di Amantea che non sono fessi sapranno scegliere e valutare: Mandare a casa il Sindaco uscente o mandare al Comune uno di voi.

Al Comune si va con libere elezioni non con le dimissioni di un Sindaco, solo perché amico fraterno di un cittadino colpito dalla Giustizia.

Redazione TirrenoNews

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