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Martedì, 11 Aprile 2017. E’ in corso un blitz dei carabinieri al campo rom di Scordovillo.

Impegnati circa 80 militari della compagnia di Lamezia Terme guidati da Pietro Tribuzio

 

 

Presenti anche unità del nucleo “Tutela Ambiente” e allo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria

A far scattare il blitz nel campo rom i recenti roghi.

Sul posto, per effettuare numerosi controlli e contestare diversi illeciti, anche personale Enel

Non solo, ma anche personale dell’ Arpacal e dei Servizi Sociali.

I reati contestati vanno da quelli ambientali agli allacci abusivi per i quali si è proceduto anche con arresti, perquisizioni e sequestri.

Pubblicato in Lamezia Terme

11 aprile 2017. Stamattina arresti e perquisizioni.

È ancora in corso una complessa operazione di polizia giudiziaria denominata “Eumenidi” da parte dei finanzieri del gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme e degli agenti della polizia di frontiera presso il locale aeroporto internazionale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme.

I reati per i quali si procede, a vario titolo, vanno dalla corruzione e dal peculato sino al falso, all’abuso d’ufficio ed a varie forme di concussione.

I dettagli sugli arresti effettuati e sulle altre misure adottate – che riguardano anche persone di vertice delle istituzioni, degli uffici pubblici e dell’imprenditoria locale – saranno forniti in un’apposita conferenza stampa, che si terrà oggi, presso l’ufficio del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, con inizio alle ore 11.00.

Sono finiti agli arresti domiciliari il presidente Massimo Colosimo, il direttore generale Pierluigi Mancuso ed Ester Michienzi, responsabile dell'Ufficio legale di Sacal, la società che gestisce lo scalo lametino.

Sotto l’occhio dei PM e degli investigatori gli appalti ma anche l’occupazione di 18 stagisti. 

La Procura della Repubblica di Lamezia aveva inviato gli investigatori negli uffici della Sacal dopo che erano state rinvenute micro videocamere e “cimici”.

Da quel momento in poi, le visite degli investigatori agli uffici si erano moltiplicate.

Così come l’acquisizione di documenti relativi agli appalti e alle assunzioni.

E si era allungato anche l’elenco degli indagati e quello delle attività nel mirino della Procura.

L’inchiesta puntava i fari su diversi appalti, fra cui anche la realizzazione delle nuova pista dell’aeroporto, sulle assunzioni e anche sui contratti a progetto “Garanzia giovani” per 18 stagisti.

Pubblicato in Calabria

Dobbiamo riportarla questa considerazione di un Carabiniere del Radiomobile e lasciarla alla vostra serena intelligenza.

 

A)"Ci hanno chiamato.. tre ladri sono entrati in una casa. Dentro ci sono una madre e due bimbi terrorizzati, ci implorano di fare presto!"

B)"Ok andiamo.. ma mi raccomando non correre.. rispetta i limiti di velocità e i semafori, altrimenti qualcuno ci filma, ci mette su youtube e dice che noi ce ne sbattiamo del codice della strada.. e giù commenti contro di noi..."

 

A)"Ma come? ma stai scherzando? li dentro potrebbero esserci tua moglie ed i tuoi figli!!"

B)"ma non sono loro.. ne tuoi parenti, giusto? quindi vai piano.. ricordati che se facciamo l'incidente per correre in aiuto di questa perfetta sconosciuta ti ripaghi la macchina per intero.. senza parlare se nell' incidente facciamo male a qualcuno..."

 

A)""ma santiddio noi abbiamo fatto un giuramento..."

B)"io ho giurato ai miei famigliari che tutti i santi giorni farò rientro a casa sano e salvo.. e tra i due neanche ti sto a dire quale per me sia il più importante. Tu sei giovane, hai voglia.. ma non conosci la strada, le sue regole, non conosci la gente comune, non conosci i giornali, non conosci la magistratura.. Io sono più vecchio di te, sono anni ed anni che sto col culo su questa fottutissima gazzella e ti devo mettere in guardia. Se noi ora corriamo e, con l'aiuto di Dio, non facendo incidenti, arriviamo mentre quelli stanno ancora in casa che facciamo?"

 

A)""come che facciamo? ma stai scherzando? interveniamo, li blocchiamo e li arrestiamo!!!"

B)"ahahahaha beata gioventù.. se noi corriamo e li troviamo dentro vedrai che quelli tenteranno di scappare e per farlo non esiteranno a colpirci o ferirci con armi se mai ne avessero. Noi che dovremmo fare? difenderci ed ingaggiare magari una colluttazione per arrestarli? e se ci facciamo male? se uno di quelli ha l'aids o l'epatite e ce li becchiamo sporcandoci con il loro sangue? chi lo dice alle nostre famiglie? E se invece nella colluttazione gli rompiamo qualcosa? dobbiamo lavorare il resto della nostra vita per ripagarli invece di spendere i soldi per i nostri figli. Poi sai domani i giornali e le trasmissioni in TV come ci godrebbero? farebbero vedere i Carabinieri violenti, fascisti, nazisti, razzisti che si scaglierebbero, solo per il sapore macabro della battaglia, contro tre poveri cristi che per mangiare erano entrati dentro una abitazione per racimolare qualcosa. Allora domani leggeremmo su facebook i commenti contro sti due bastardi di Carabinieri violenti... Invece noi andiamo piano piano , ci facciamo sentire con le sirene prima di arrivare così quelli scappano e noi non abbiamo nessun problema!"

 

A)""sono confuso.. io mi sono arruolato per aiutare la gente..."

B)"Anche io amico mio, ma le cose cambiano.. il grande Indro Montanelli una volta scrisse: SI PRETENDE CHE I CARABINIERI FRUGHINO NELL' IMMONDIZIA MA NON SI ACCETTA CHE SI SPORCHINO LE MANI. Allora noi le mani non ce le sporchiamo, aspettiamo semplicemente che passi il camion della nettezza urbana..."

 

A)""...Dici?"

B)"Dico figliolo.. facciamo che la gente che scrive contro di noi oggi, si trovi in difficoltà domani.. e vediamo come se la cava.. tanto a noi lo stipendio ce lo pagano lo stesso.. perché andare a cercare i problemi? Poi se questi sono talmente scemi da farsi trovare ancora dentro e li arrestiamo senza problemi, domani leggeremo sui giornali che gli uomini, magistralmente diretti dall' Ufficiale e grazie alle sue direttive operative e di pianificazione, traevano in arresto bla bla bla... Amico mio.. l'opinione pubblica vuole i Carabinieri ligi e rispettosi delle regole? ebbene noi gli diamo quei Carabinieri, cominciando dal rispettare i 50 all'ora in città, che ci siano interventi per stupri, rapine, risse, incendi, soccorso a persone, staffette, furti ecc ecc, non usciamo dalle regole.. ligi fino in fondo!!"

 

A) Questa è la triste realtà. ...Ma io sono un cc del radiomobile e non ci sto.

 

QUESTE SONO LE FORZE DELL'ORDINE CHE VOLETE?

NO. E noi, ad Amantea, per fortuna, abbiamo Signori Carabinieri!

Riceviamo e pubblichiamo:

In località Mangaro-Manche di Sant’Onofrio nel comune di Rossano durante un controllo del territorio mirato a reprimere e prevenire danni all’ambiente, il personale del Comando Stazione Forestale dello Stato di Rossano,

ha sorpreso nella flagranza di reato G.L.R. di anni 70, S.S. di anni 45 entrambi di Rossano e V.T. di anni 27 di nazionalità romena mentre trafugavano legna da un bosco comunale.

I tre dopo aver reciso e depezzato alcune piante di Cerro si accingevano ad allontanarsi dal luogo del reato a bordo di un fuoristrada.

Bloccati dagli uomini del Corpo Forestale, all’interno del veicolo sono stati rinvenuti circa quintali 10 di legna da ardere appena tagliata e una motosega.

Il materiale trafugato è stato posto sotto sequestro, i tre sono stati tratti in arresto.

Il P.M. di turno, Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari dott.ssa Rana, dopo aver convalidato l’arresto ne disponeva la rimessa in libertà in ottemperanza al disposto dell’art. 121 del disposizioni di attuazione del c.p.p.

Tale attività ricade nella sfera di intensificazione dei controlli a tutela del patrimonio pubblico in capo al Procuratore Capo della Repubblica di Castrovillari dott. Eugenio Facciolla.

Tagli abusivi che da molto tempo stanno depauperando i territori boschivi pubblici sia essi comunali che regionali.

Il modus operandi sul fenomeno di questi tagli furtivi, avviene sistematicamente e giornalmente per mezzo di fuoristrada, di decine e decine di questi veicoli più agevoli nel districarsi nel bosco e di tentare la fuga alla vista delle forze di polizia.

Cosenza25 novembre 2016

Pubblicato in Calabria

I provvedi menti, a firma del Proc. Capo Federico Cafiero De Raho e dei Sostituti Procuratori Rosario Ferracane, Giuseppe Lombardo, Luca Miceli e Stefano Musolino,

hanno riguardato soggetti operanti nella cosiddetta “zona grigia”.

La Dda ha chiesto l’arresto di sette i professionisti reggini.

Nomi importanti

Due avvocati : Paolo Romeo e Antonio Marra

Un commercialista Natale Saraceno

Due imprenditori Emilio Frascati e Giuseppe Chirico

Antonio Idone e Domenico Marcianò.

Secondo i magistrati sarebbero ”partecipi con ruoli organizzativi della ndrangheta reggina”, una strutturata rete di professionisti, capaci di indirizzare le sorti di rilevanti settori dell’economia cittadina.

Sempre la Dda di Reggio Calabria, ha disposto anche, tramite la Guardia di Finanza, il sequestro di 12 società e beni per un valore complessivo di circa 34 milioni di euro nonché oltre 30 perquisizioni.

Tra questi sarebbero “inquinate” dalla connivenza con gli interessi della criminalità organizzata:

Studio commerciale Saraceno;

Circolo Pescatori Posidonia Gallico;

R.AL. S.a.s., con i due supermercati ipermercati, operanti in Gallico (RC);

PERLA S.r.l., gestore dell’ipermercato presso il centro commerciale “Perla dello Stretto” – Villa San Giovanni (RC);

Quote societarie della D.EMME C. SUN S.r.l.;

PARMA REGGIO DISTRIBUZIONE S.r.l.”, Reggio Calabria;

S. S.r.l., con sede in Reggio Calabria, nonché unità operativa sita in Campo Calabro (RC), “MAX – Cash and Carry”, zona industriale;

“ C. S.a.s. di DOMENICO MARCIANO’ & C”, con sede a Reggio Calabria – Gallico;

“CENTER FRUIT S.r.l.” con sede a Reggio Calabria;

“Consorzio La Nuova Perla dello Stretto”, con sede in Villa San Giovanni (RC), presso omonimo centro commerciale.

Sarebbero numerosi e decisamente importanti i nomi degli indagati nell’ambito della stessa operazione soprannominata Fata Morgana.

Alcuni di essi sono trapelati.

Tra questi :

il presidente della Provincia Giuseppe Raffa,

il consigliere provinciale Demetrio Cara,

il cancelliere capo della Corte D’Appello,

l’ex magistrato Giuseppe Tuccio,

l’avvocato Rocco Zoccali e

l’ex presidente della Reggina Calcio, Pino Benedetto.

E non finisce qui.

Il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria Cafiero de Raho spiega che sono tutt’ora in corso 30 perquisizioni nei confronti di soggetti operanti nel settore economico, imprenditoriale, politico e dirigenti pubblici, collegati, a vario titolo, ai fermati che potrebbero portare a nuove conclusioni investigative.

Pubblicato in Reggio Calabria

Intenso impegno dei Carabinieri della compagnia Scalea .

 

Intenso ma anche produttivo.

Ben 80 le persone controllate, numerose le perquisizioni effettuate, due arresti, nove denunce

Trovate anche due autovetture rubate.

Non poco.

E tutto durante il fine settimana.

 

E’ la risposta agli ultimi eventi criminosi che hanno caratterizzato il territorio dell’Alto Tirreno cosentino ed è stato posto in essere dai Carabinieri della Compagnia di Scalea.

A Praia a Mare i militari della locale stazione hanno arrestato un pusher 48enne trovato in possesso di circa 20 dosi di hashish pronte per essere immessi sul mercato praiese, unitamente a materiale vario per il confezionamento

Nel territorio di Santa Maria del Cedro i militari della locale Stazione hanno arrestato un pregiudicato classe 75 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa da Tribunale di Paola per violazione degli obblighi imposti dall’A.G.

 

A Grisolia sono stati denunciati a piede libero tre cittadini rumeni della zona sorpresi mentre stavano cercando di perpetrare un furto in abitazione.

Contestualmente militari del N.O.R.M. hanno rinvenuto e restituito agli aventi diritto a Scalea due autovetture provento di furto in abitazione consumato le scorse settimane nel territorio di Santa Maria del Cedro.

Denunciati a piede libero, un pregiudicato originario di Verbicaro sorpreso a limite territorio con il comune di Santa Maria del Cedro, mentre stava asportando da un terreno privato circa 200 chilogrammi di legname

Denunciati altresì due cittadini algerini sorpresi, anche questa volta in un terreno privato, nel territorio di Praia a Mare mentre tentava invano di asportare 250 chilogrammi di pigne.

Le refurtive sono state restituite agli aventi diritto.

Due le persone sottoposte a misure di prevenzione e denunciate per inottemperanza agli obblighi loro imposti dalla legge.

Infine a Scalea è stato individuato e denunciato a piede libero un uomo classe ’68 resosi responsabile del danneggiamento di alcune slot machine in un noto bar scaleota. L’uomo, verosimilmente allo scopo di impossessarsi del denaro custodito all’interno delle macchinette, ha tentato di forzarle venendo messo in fuga dal proprietario dell’esercizio commerciale. Immediata attività di indagine dei Carabinieri ha permesso di trovare il malvivente, identificarlo e deferirlo in stato di libertà.

Pubblicato in Alto Tirreno

Lamezia Terme. Viaggiavano in auto con armi e munizioni. Gianpaolo Varone, di 23 anni, di Limbadi, e Alessandro Ciancio (32), di Costigliole d'Asti, entrambi con precedenti, sono stati arrestati dalla Polizia con l'accusa di porto e detenzione di armi.

I due sono stati sorpresi dalla Polizia a Lamezia Terme sull'A3. Durante una perquisizione sulla vettura sono state trovate le pistole nascoste una sotto la tappezzeria e le altre due nella presa d'aria del vano motore.

Dopo una prima perquisizione Varone e Ciancio, assieme all'auto sulla quale stavano viaggiando in direzione sud, sono stati condotti a Gioia Tauro dalla Polstrada e da personale del Commissariato di quella città e della squadra mobile di Reggio Calabria.

L'attività è stata condotta nel contesto degli interventi mirati al contrasto del fenomeno delle rapine in autostrada. Le tre pistole, di cui due clandestine, calibro 9X21 e un revolver calibro 44, risultata rubata, sono state trovate nell'ambito di un controllo più accurato della vettura.

Successivamente, a casa di Varone a Limbadi, sono state trovate due cartucce per Kalashnikov (munizionamento da guerra).

Analogo controllo, ma con esito negativo, è stato fatto nell'abitazione di Ciancio a Costigliole d'Asti.

Pubblicato in Lamezia Terme

Sottovalutare il fenomeno della ‘ndrangheta e pensare che fosse territorialmente circoscrivibile è stato sicuramente un fato di assurda presunzione.

Non combattere, come si doveva e si deve ancor più oggi, la ‘ndrangheta, l’evasione fiscale, l’abnorme spesa pubblica di favore , le spese della casta, sono stati e sono sottovalutazioni tali da porre in pregiudizio non solo la democrazia e le libertà ma anche la stessa esistenza dello stato.

Ed ora che si tenta di recuperare quelle attenzioni mancate si scopre che questi fenomeni a cominciare dalla ‘ndrangheta sono mortali.

In questi momenti la Polizia sta eseguendo oltre 30 ordinanze di custodia e sequestri per milioni di euro.

La polizia ha eseguito, nella prima mattinata di oggi 4 marzo, alcune decine di arresti in Lombardia e in altre regioni italiane al termine di un'indagine nei confronti di presunti appartenenti alla 'ndrangheta operanti in Brianza. In corso anche perquisizioni e sequestri di beni mobili, immobili e società per un valore di decine di milioni di euro.

L'inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia milanese.

Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, riciclaggio, usura, estorsione, corruzione, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni e società.

L'organizzazione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe più volte fatto ricorso all'intimidazione e alla violenza mentre in più occasioni sarebbe intervenuta per pacificare i dissidi sorti all'interno della stessa 'locale' di 'ndrangheta o con altre organizzazioni criminali.

Nell'ambito dell'operazione è stata anche scoperta a Seveso una vera e propria banca clandestina, in cui venivano riciclati i proventi delle estorsioni e dell'usura, grazie ad un'ampia rete di società ma anche alla collusione di imprenditori e di impiegati postali e bancari.

I capitali accumulati, hanno inoltre accertato gli inquirenti e gli investigatori, oltre a essere esportati in Svizzera e a San Marino venivano reimpiegati dall'organizzazione attraverso l'acquisizione di attività economiche nel settore edilizio, negli appalti e nei lavori pubblici, nei trasporti, nella nautica, nelle energie rinnovabili e nella ristorazione. Secondo gli inquirenti, i membri dell'organizzazione avevano anche organizzato una raccolta di denaro per sostenere i familiari di 'ndranghetisti detenuti.

Ne più ne meno……

Vedi Briangheta. La 'ndrangheta in Brianza a «centopassi» dal Lambro di Marco Fraceti


Pubblicato in Italia

Lamezia Terme – Ci sono anche il presidente della Daneco impianti Srl Francesco Colucci (che lo scorso 1 gennaio ha incorporato la Unendo Spa) e l’amministratore della società Daneco Bernardino Filipponi tra gli arrestati dalla Dda di Milano quest’oggi nell’operazione “Black smoke” contro il traffico illecito di rifiuti dell'area industriale ex Sisas in provincia di Milano. La Daneco, che è proprietaria della discarica di Pianopoli, della grande piattaforma di trattamento rifiuti nell'area industriale di Lamezia e gestisce la discarica di Alli a Catanzaro, sarebbe dunque al centro dell'inchiesta sullo smaltimento illecito di rifiuti tra nord e sud Italia denominata "Black Smoke" portata a termine oggi dalla Dda di Milano. L'attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, dai sostituti Piero Basilone e Paolo Filippini e Paola Pirrotta ''ha previsto perquisizioni presso le abitazioni e gli uffici degli arrestati, nonché l'esibizione di documenti presso le sedi Arpa di Brescia e Milano, l'Istituto superiore di Sanità e il ministero dell'Ambiente a Roma''.

L'indagine porta a conclusione l'attività investigativa avviata nel 2011 che ha interessato il sito di bonifica di interesse nazionale di Pioltello e Rodano.

Oltre a Colucci e Filipponi è finito in carcere anche Luigi Pelaggi, dirigente del Ministero dell'Ambiente, all'epoca dei fatti commissario delegato per la bonifica del sito.

Altre tre misure cautelari, agli arresti domiciliari, sono state decise a carico di Fausto Melli, membro del Cda della Sogesid spa, all'epoca dei fatti direttore dei lavori e responsabile per la sicurezza del cantiere realizzato nel sito;

Luciano Capobianco, membro del Cda della Sogesid spa, all'epoca dei fatti direttore operativo del cantiere;

Claudio Tedesi, all'epoca dei fatti consulente tecnico del Commissario Straordinario.

''Ulteriori 38 persone - precisa una nota - sono state denunciate in stato di libertà per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti: tra questi, funzionari pubblici e titolari di società operanti nel settore del movimento terra e del ciclo dei rifiuti''.

IL PROLOGO

A seguito della procedura d'infrazione avviata dall'Unione Europea nei confronti dell'Italia per la mancata bonifica del sito d’ interesse nazionale di Pioltello e Rodano, la presidenza del Consiglio aveva nominato commissario delegato Luigi Pelaggi. L'ufficio del commissario ha poi aggiudicato l'appalto alla società Daneco Impianti, per un importo complessivo di oltre 35 milioni di euro, autorizzando nel contempo l'avvio dei lavori e l'intervento di messa in sicurezza e rimozione del "nero fumo".

La "truffa delle etichette"

I rifiuti del sito sarebbero, secondo gli inquirenti, stati poi smaltiti in modo illecito, attraverso la cosiddetta ''truffa delle etichette''. Dopo aver cambiato il codice dei rifiuti pericolosi in rifiuti speciali, infatti, la Daneco ha potuto indirizzare i rifiuti negli impianti in varie parti d'Italia, ma anche in Germania, che invece non li avrebbero potuti trattare. Dieci gli episodi contestati di traffico illecito di rifiuti: in un caso, l'azienda si sarebbe così garantita un profitto illecito di oltre 10 milioni di euro.

L'assenza del certificato antimafia all'epoca dell'appalto

Tra l'altro, quando la Daneco si aggiudicò l'appalto per la bonifica di quel ''sito di interesse nazionale'' non aveva nemmeno, secondo le indagini condotte dalla Dda milanese, il certificato antimafia necessario.

LE INDAGINI

Le indagini condotte avrebbero dimostrato come i titolari della Daneco Impianti, Francesco Colucci e Bernardino Filipponi, corrompendo il commissario con 700.000 euro, avevano ottenuto illegittimamente l'aggiudicazione della bonifica del sito pur non avendo i necessari requisiti e la declassificazione dei rifiuti da pericolosi a non pericolosi, agevolando lo smaltimento dei materiali in siti di proprietà. Il tutto con la complicità di Fausto Melli e Luciano Capobianco, responsabili della stazione appaltante, Sogesid, società partecipata dal ministero dell'Ambiente, nonchè del consulente Claudio Tedesi, che avevano omesso le opportune verifiche sulla regolarità delle operazioni di smaltimento. Come accennato poco più sopra sono stati anche denunciati in stato di libertà altri 38 soggetti per attività organizzate nel traffico illecito di rifiuti, da nord a sud: tra questi, funzionari pubblici e titolari di società operanti nel settore del movimento terra e del ciclo dei rifiuti. Mercoledì 22 Gennaio 2014  

http://www.lametino.it/Cronaca/lamezia-proprietario-e-amministratore-daneco-arrestati-per-smaltimento-illecito-rifiuti.html

Pubblicato in Lamezia Terme

Il trucco è ormai diffusissimo. Si piazza un magnete ( spesso al neodimio, liberamente in vendita di Ebay) sul contatore( non solo quello Enel, ma qualsivoglia) e si rallenta il suo movimento.

Sui contatori Enel a seconda della potenza del magnete si può modificare in diminuzione il consumo da poco meno del 50% a poco meno del 100%.

Sei persone sono state arrestate dai carabinieri a Tropea per furto di energia elettrica.

I controlli sono stati effettuati in circa 60 esercizi commerciali dal personale dell'Enel e dai carabinieri. Tra questi macellerie, bar, alimentari.

In quattro esercizi commerciali veniva utilizzato il magnete. Uno era nascosto in un profumatore per ambiente.

In alcuni casi i magneti erano poco potenti ed abbattevano i consumi del 47%. In altri magneti più potenti riduceva il consumo di circa il 95%.

Trovato anche un allaccio illecito alla pubblica rete elettrica.

Tra breve il processo.

In altri casi a seguito di patteggiamento le condanne sono state di sei mesi di reclusione e 200 euro di multa con pena sospesa.

Pubblicato in Vibo Valentia
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