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Dopo la recente scoperta di un supermercato evasore totale e relativa denuncia del responsabile dell’ occultamento al fisco di oltre 1.7 milioni, ecco che la Guardia di Finanza di Paola ha scoperto un evasore totale,

 

 

che dal 2010 non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi pur avendo conseguito ricavi per oltre 3,6 milioni di euro.

L’ attività di Polizia Giudiziaria è stata diretta dal Procuratore Capo della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni e dal Sostituto, Teresa Valeria Grieco.

Essa aveva portato anche all’esecuzione di misure cautelari personali e sequestri nei confronti di diversi soggetti, accusati di aver commesso il reato di “Trasferimento fraudolento di valori” (“Intestazione fittizia”)

I finanzieri hanno smascherato una ditta individuale “fantasma”, attiva nel settore della “Pubblicità”.

L’amministratore di fatto ed il suo prestanome sono stati denunciati per omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili.

Pubblicato in Paola

Ma queste persone lo sanno che i responsabili della coltivazione di droga ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. 309/1990 che punisce chiunque produce, traffica o detiene sostanza stupefacente con la reclusione da un minimo di 6 ad un massimo di 20 anni, nonché con una multa da un minimo di 26.000 € ad un massimo di 260.000 €?

E’ vero che con la droga si guadagna moltissimo, ma si rischia anche moltissimo!

Addirittura ora la droga si coltiva in giardino.

I Finanzieri della Compagnia di Rossano hanno scoperto, nell’ambito degli ordinari controlli del territorio effettuati al fine di arginare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, una coltivazione di canapa indiana occultata all’interno del giardino di un’abitazione del rossanese, traendo in arresto il responsabile.

A condurre le Fiamme Gialle all’abitazione di V.D., 40 anni, sono state le informazioni raccolte nell’ambito della attenta e continua attività di controllo del territorio al fine di prevenire e contrastare ogni forma di traffico illecito.

Nell’abitazione, ispezionata dai Finanzieri sia all’interno che nell’ampio giardino di pertinenza, è stata rinvenuta una vera e propria serra per la coltivazione di 9 piantine di canapa indiana dell’altezza di circa 120 cm, molto ben curate, con tanto di attrezzatura completa per l’irrigazione e la cura degli arbusti.

La coltivazione era stata ricavata in un angolo del giardino, abilmente occultata da recinzioni in reti “ombreggianti” sia per fornire adeguato riparo dal sole alle piantine, ma soprattutto per evitare che le stesse fossero agevolmente individuate dall’esterno.

Le piantine sono state estirpate, poste sotto sequestro, ed avviate alla distruzione.

Il peso complessivo delle piante è risultato essere pari a 1,5 kg.

Tale quantitativo di sostanza stupefacente, una volta sottoposto a procedura di essiccazione, suddiviso in dosi e posto in vendita sul mercato clandestino,avrebbe avuto un valore pari a circa 14.000 €.

Pubblicato in Calabria

Sembrerebbe di si, visto che i sequestri di piantagioni di droga si susseguono uno dopo l’altro.

Peraltro il guadagno per la produzione di mar iguana è notevolissimo e si lavora pure meno!

 

 

 

L’ultimo sequestro a Lamezia Terme dove ieri la Guardia di Finanza ha sequestrato le 3.000 piante di marijuana coltivate in serra ed ha denunciato un responsabile.

I finanzieri lametini sono intervenuti in un vivaio lametino in cui, fra le ordinarie coltivazioni, sono state individuate due grosse serre industriali, complete anche di impianto di irrigazione automatizzato, in cui erano messe a dimora circa tremila piante di marijuana, buona parte delle quali pronte per essere lavorate e poste in vendita.

Il vivaista non è stato in grado di esibire alcuna documentazione che comprovasse la liceità della coltivazione e, quindi, i militari hanno provveduto a sequestrare le piante e le serre.

I baschi verdi hanno quindi denunciato a questa Procura della Repubblica, il vivaista per l’accusa di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.

L’attività appena descritta non è isolata, ma si inserisce in un più ampio dispositivo di contrasto alla commercializzazione di prodotti illegali predisposto e coordinato dal comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro, che già da tempo sta dando positivi riscontri.

Pubblicato in Basso Tirreno

E’ un sentimento comune nella città.

Una sorta di rivoluzione quando si pensa che stavano per chiuderne la caserma.

E’ inutile ricordarle una per una le azioni che portano il nome dei finanzieri amanteani.

In particolare in questi ultimi tempi.

 

E molte non sono nemmeno uscite per come si sarebbe dovuto( e si dovrebbe) per la lotta contro il malaffare, da chiunque espresso, tentato o fatto, poco importa.

Lavorano silenziosamente, senza pennacchi e senza fanfare.

Ma molto produttivamente.

E siamo certi che ben guidati e sorretti, come sta cominciando ad essere anche nella società civile, raggiungeranno risultati ben maggiori.

Tante le prove .

Ma una su tutte è quella che la gente che si scontra con comportamenti negativi, posti in essere da chiunque, anche dai finti buoni, dai finti onesti, avvertendo ed ampliando il sentimento positivo e di rispetto per la Guardia di Finanza, comincia a rivolgersi ai loro uffici locali, denunciando o esponendo semplicemente fatti e comportamenti illegittimi, od illeciti od anche solo ostativi alla giustizia ed alla verità, e chiedendo controlli e vigilanza.

E partono sempre, senza sirene , ma con decisione e senza fermarsi davanti a niente ed a nessuno.

Proprio quello che cerca la gente che è diventata stanca delle tante inefficienze, dei tanti abusi, delle tante disattenzioni.

Ed ogni volta che si presentano creano fibrillazione in chi sta loro di fronte.

Quasi come se avessero qualcosa da nascondere e temano venga scoperta.

Spesso più di qualcosa.

In questi ultimi tempi ci raccontano di lunghi e ripetuti accessi anche al comune di Amantea.

E ci raccontano anche di prossimi esposti dai quali potrebbero derivare “nuovi successi” per la Guardia di Finanza di Amantea.

E problemi per alcuni!

Vi faremo sapere.

Intanto segnaliamo agli “alcuni” la opportunità di rivedere immediatamente i propri comportamenti.

Pubblicato in Primo Piano

Ogni grammo di droga è una vita smarrita, una famiglia distrutta.

La lotta contro lo spaccio di droga allora è la lotta per la civiltà e per la sopravvivenza dell'uomo.

E chiunque spacci deve essere punito, seriamente.

 

Se poi lo spacciatore non è italiano dopo il processo immediato ed il carcere deve essere allontanato dalla nostra terra per evitare che continui a far danno.

Ieri a Torino è stato fermato Corso Vittorio Emanuele II dalla Guardia di Finanza un nigeriano trentenne che viaggiava su un autobus low cost, proveniente dalla Francia, e diretto a Torino.

Tra i passeggeri i finanzieri hanno sorpreso il corriere della droga che aveva con sé, nascosti in una calza, 68 ovuli contenenti eroina e cocaina purissima per un peso complessivo di quasi un chilogrammo di droga.

L’uomo, un 30enne nigeriano che ha tentato di defilarsi una volta sceso dall’autobus, è stato arrestato per traffico di sostanze stupefacenti e condotto presso il carcere Lorusso Cutugno di Torino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I controlli delle Fiamme Gialle Torinesi nelle aree cosiddette sensibili, quali Terminal degli autobus, stazioni ferroviarie e della metropolitana, scaturiti anche a seguito delle numerose segnalazioni giunte al numero di pubblica utilità “117”, si inseriscono nel quadro della costante azione di controllo del territorio, svolta nei principali punti di aggregazione della città, finalizzata a tenere alto il livello di attenzione sulla diffusione e sul consumo di droghe.

Da Torinotoday

Pubblicato in Mondo

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, nell’ambito delle indagini dirette dalla Procura di Paola guidata da Pierpaolo Bruni, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per equivalente, disposto dal Gip Rosamaria Mesiti, per un ammontare complessivo prossimo ai 5 milioni di euro, nei confronti della Casa di Cura Tricarico Rosano s.r.l., con sede a Belvedere Marittimo, nel Cosentino, e di Fabrizio Tricarico Rosano nella sua qualità di legale rappresentante pro tempore.

I reati contestati alla società e per essa all’amministratore unico indagato, vanno dall’infedele dichiarazione dei redditi all’omesso versamento di ritenute certificate negli anni dal 2011 al 2014.

La misura cautelare reale trae origine da una verifica fiscale eseguita dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Cosenza che ha interessato le annualità dal 2011 al 2014 nei comparti imposte dirette ed Iva ed ha fatto emergere l’omesso versamento di ritenute, relative ad emolumenti erogati, per circa 4 milioni di euro, nonché un’evasione d’imposta (IRES) superiore agli 800mila euro.

A fronte di tali violazioni tributarie è stato proposto il sequestro di beni nella forma per equivalente.

Il Gip del Tribunale di Paola, recependo e condividendo la proposta formulata dalla Procura ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente delle disponibilità finanziarie e dei beni mobili registrati riconducibili all’indagato e alla società fino a concorrenza della somma di circa 5 milioni di euro.

Le attività poste in essere, volte a dare esecuzione al provvedimento del Gip del Tribunale di Paola, hanno consentito di rinvenire, tra i vari beni, un conto corrente della società contenente disponibilità finanziarie per diversi milioni di euro

Pubblicato in Paola

Truffe, evasione fiscale, autoriciclaggio.

La Procura di Paola scopre il sistema messo in piedi da Agostino Iacovo per evitare sequestri e confische.

Imprese intestate a parenti, amici ed ex dipendenti.

Sequestri per 3 milioni e attività in supermercati, abbigliamento e pubblicità.

Il sistema Iacovo.

La imprese venivano avviate e gestite per uno o due anni

Durante questo periodo contraevano ingenti debiti nei confronti di fornitori e dell’Erario.

Poi venivano abbandonate, poste in liquidazione o dichiarate fallite.

A questo punto i complessi aziendali venivano ceduti a nuove ditte, sempre riconducibili, attraverso i prestanome, al titolare effettivo.

In questo modo si è generato un notevole flusso di denaro utile a finanziare la catena delle attività e condizionare il tessuto finanziario, economico e produttivo.

Tutto illecito, dice la Procura. 

L’effettivo titolare delle società, per evitare il sequestro dei beni acquisiti illecitamente, “scherma” l’investimento patrimoniale e ne attribuisce la titolarità a un prestanome.

È così che diventa socio occulto della società mentre imprenditori “fittizi” si intestano i beni per evitarne il sequestro e la confisca.

Non è tutto.

L’inchiesta ha infatti permesso di evidenziare presunte condotte di autoriciclaggio, commesse – secondo l’accusa da due delle persone arrestate, per importi superiori a 100mila euro.

Questa somma sarebbe stata autoriciclata, attraverso una serie di movimentazioni finanziarie confluite nei conti correnti di altre società, sempre intestate a prestanome ma in realtà di proprietà del solito Iacovo.

Era lui che attribuiva fittiziamente la titolarità di società e aziende per eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali, per evadere imposte, tasse e contributi e truffare soggetti terzi anche attraverso l’autoriciclaggio.

È seguendo questo flusso di denaro che sono state sequestrate, su disposizione del gip: le quote di due società (e i complessi aziendali, i beni mobili e immobili, autovetture e disponibilità finanziari) e i beni riconducibili alle persone indagate, il tutto per un valore complessivo di circa un milione di euro. 

Come detto tre arresti di cui due ai domiciliari

14 gli indagati

14 le società sequestrate

Apposti sigilli a beni e disponibilità finanziarie per 3 milioni di euro.

L’accusa è di associazione a delinquere al fine di commettere reati contro il patrimonio.

Sono queste le accuse contenute nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Rosamaria Mesiti su richiesta del PM Pierpaolo Bruni e della pm Teresa Valeria Grieco.

I nomi..L'arresto in carcere è stato disposto per Agostino Iacovo (40 anni, di Cetraro).

Arresti domiciliari per Salvatore Sciammarella (62 anni di Paola) e Adele Nutino (44 anni, di Cetraro).

Sono indagati Gigliola Iacovo (45 anni, di Cetraro), Salvatore Marasco (62 anni, di Limbadi), Angelina Sciammarella (33 anni, di Paola), Enzo Buono (47 anni, di Belvedere Marittimo), Alessandra Rogato (42 anni, di Belvedere Marittimo), Anna Gravina (39 anni, di Paola), Michele Russo (43 anni, di Belvedere Marittimo), Isabella Molinaro Novello (37 anni, di Paola), Francesca Gagliardi (30 anni, di Paola), Gina Andreoli (72 anni, di Cetraro), Gina Liguori (68 anni, di Carolei), Carmelina Carrozzino (43 anni, di Belvedere Marittimo).

Pubblicato in Cosenza

Leggiamo spesso che nei mercati ambulanti la Guardia di Finanza, e talora la Polizia Municipale, trovano merce contraffatta esitata dai commercianti.

Poco importa( forse) che molto spesso i commercianti ambulanti sano extra comunitari come è successo nei giorni scorsi a Catanzaro dove i "baschi verdi" del gruppo della guardia di finanza di Catanzaro hanno effettuato una serie di controlli nell'area mercatale di Catanzaro Lido, con l'obiettivo di contrastare la vendita di merce contraffatta.

I controlli hanno portato al sequestro di giubbini e scarpe con la riproduzione di marchi di note griffe.

Due extracomunitari sono stati denunciati per vendita di capi di abbigliamento contraffatti.

In particolare, nel corso dei controlli, sono stati sequestrati oltre 150 capi di abbigliamento.

La merce sequestrata, palesemente contraffatta e posta in vendita, resterà a disposizione della magistratura

Non leggiamo mai( chissà perché) degli accertamenti su chi ha loro venduto la merce, su chi la ha introdotta in Italia .

E ci chiediamo se gli extracomunitari avessero le fatture di acquisto o se la merce fosse stata comprata in evasione fiscale di Iva ed altro.

Ci chiediamo anche se prima ancora del dovuto perseguimento della vendita di merce contraffatta e delle sanzioni comminate agli extracomunitari( posto che poi le paghino) non sia doveroso e meglio indagare ( magari seguendoli) per sanzionare alla base chi li vende loro, e poi ch li importa.

Pubblicato in Catanzaro

Catanzaro - Quattro misure cautelari sono state eseguite nei confronti di un dirigente dell’Asp di Catanzaro, un dirigente della Regione Calabria e due manager di una società operante nel settore dell’elisoccorso, tutti indagati per concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Il provvedimento è stato eseguito dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Catanzaro, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Inoltre, sono state effettuate perquisizioni in Calabria, Lombardia e Veneto.

I particolari dell’operazione saranno illustrati dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dal comandante regionale Calabria gen. d. Fabio Contini alle 11 presso la sede del comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro.

W la sanità calabrese e w la regione Calabria!

Pubblicato in Basso Tirreno

Beni per oltre 33 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Cosenza nell'ambito dell'operazione Matassa, coordinata dalla Procura di Paola,

che ha smantellato un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato ed alla commissione dei reati fiscali.

Quattordici le misure cautelari eseguite (12 in carcere e due ai domiciliari di donne con figli minori).

Tra i beni sequestrati due parchi acquatici, ville, auto, società e opere d'arte.

Il sistema era basato su società, tutte fittizie, operanti nei settori della pubblicità, dell'immobiliare o delle ricerche di mercato e consulenza amministrativa che creavano crediti falsi da utilizzare a compensazione per il pagamento di contributi e imposte.

Diecimila i modelli F24 analizzati per ricostruire il meccanismo, molti con importi di 0,1 centesimo per evitare il blocco delle procedure di compensazione, attraverso l'utilizzo dell'home banking.

Un’associazione a delinquere che sarebbe stata finalizzata alla truffa ai danni dello Stato ed alla commissione di reati di natura fiscale.

Questo quanto scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Cosenza che hanno eseguito 14 arresti – 12 in carcere e 2 ai domiciliari – ma anche alcuni sequestri preventivi per un ammontare di circa 33 milioni di euro.

Le misure di custodia cautelare così come quelle di prevenzione patrimoniale sono state disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, la cui Procura sta coordinando le relative indagini.

L’attività della Guardia di Finanza è mirata principalmente nell’area del medio e alto Tirreno cosentino ma anche nell’area urbana di Cosenza, specie Castrolibero e Rende.

Coinvolti livelli imprenditoriali con ramificazioni anche in altre regioni d’Italia, in particolare l’Emilia Romagna.

Il fine principale degli associati, uniti dal medesimo disegno criminoso, era quello di creare meccanismi fraudolenti di evasione fiscale e di precostituirsi un elevato imponibile previdenziale quale base per il trattamento pensionistico.

Milioni di euro di false retribuzioni per milionarie (vere) pensioni a carico dello Stato.

Le persone per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere sono:

Maurizio Ruggerini, 64 anni residente a Castrolibero;

Carlo Alberto Ruggerini, 39enne residente nel Modenese;

Raffaele Mazzotti, 66enne nato a Tortora ma residente a Praia a Mare;

Maurizio Sentimenti, 69enne residente nel Modenese;

Agostino Francesco De Luca, 49enne nato a Chicago e residente a Rende;

Eugenio Cannataro, 36enne di Rende;

Francesca De Luca, 50enne di Castrolibero;

Alessandro Albano, 39enne di Lagonegro;

Giuseppe Bruzzese, 58enne di Praia a Mare;

Luca Pavani, 52enne nato nel Ferrarese e residente a Praia a Mare;

Alda Mazzola, 57enne del Mantovano;

Concetta Imparato, 48enne nata a Napoli e residente a Praia a Mare.

Arresti domiciliari, invece, per Tatiana Ruggerini, 43 anni di Modena, e Rosanna Ursini, 33enne nata nel Cuneese e residente a Rende.

Pubblicato in Alto Tirreno
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